ago
13
Punta Aderci (Vasto), la terza spiaggia più bella d'Italia

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Domenica scorsa sono stato a Punta Aderci, una riserva naturale regionale, nei pressi di Vasto (CH) che comprende tutta una serie di spiagge, di tipo sabbioso e ciottoloso circondate da arbusti tipici della macchia mediterranea oltre che un bellissimo trabocco.

La zona è stata eletta terza spiaggia più bella d'Italia da un sondaggio web di Lega ambiente e l'area ha, al suo interno, tre spiagge con caratteristiche e peculiarità differenti

I luoghi di Punta Aderci

La spiaggia più a sud, in località Punta Penna, è facimente raggiungibile in auto, più sabbiosa che ciottolosa. Vista la comodità logistica questa spiagge è però anche quella più affollata e inoltre, la vista sul porto di Vasto (oltre alla vicinanza psicologica della zona industriale), secondo me, deturpa tantissimo l'insieme mentre nelle altre spiagge il porto non è visibile in quanto nascosto dal promontorio.

Proprio a ridosso del trabocco, sotto il promontorio di Punta Aderci, c'è un'altra piccola spiaggia, che si raggiunge  da una strada bianca dal porto.

Spiaggia di Punta AderciSpiaggia di Punta Aderci

L'auto va lasciata in alto, sul promontorio e da li si prende una breve ma ripida discesa che porta alla spiaggia.

DSCN2460Spiaggia di Punta Aderci con in alto, i parcheggi

Bellissima vista ma se hai roba pesante o ingombrante è un po' difficoltosa.

Vista verso nord da Punta AderciVista da Punta Aderci con il trabocco e la spiaggia di Mottagrossa

Ma è proprio in questa zona, con il trabocco, le rocce e gli anfratti del promontorio

DSCN2366Piccolo anfratto sotto il promontorio

che la spiaggia da il meglio di se oltre ad essere il luogo ideale per fare snorkeling e vedere un po' di pesci.

DSCN2399Zona esattamente sotto al promontorio

La terza spiaggia, dove sono andato io,  è quella più estesa e quella più a nord ed è chiamata spiaggia di Mottagrossa. Questa è  un po' più difficile da raggiungere delle altre ma poi l'auto, a patto di arrivare presto, la lasci a 10 metri dalla spiaggia.

E se da li ti sposti a piedi verso sud, hai praticamente 10 metri a dx e sx tra un ombrellone e l'altro.

Spiaggia di MottagrossaSpiaggia di Mottagrossa

La zona dal punto di arrivo sul mare, verso nord è invece molto più popolata visto che è costeggiata da una stradina dove è possibile parcheggiare.

DSCN2439Spiaggia di Mottagrossa, vista verso nord

Come si raggiunge la spiaggia di Mottagrossa?

Itinerario Spiaggia Mottagrossa - Punta Aderci

Dall'uscita autostradale della A14/E55 di Vasto nord si gira a destra e poi subito a 200 metri a destra in direzione SS16 sud (ora li stanno costruendo una rotonda quindi troverete una rotonda a breve). Da li percorrete circa 2Km e raggiungete la successiva rotonda in cui prendete la terza uscita seguendo il cartello "Casa Circodariale". A questo punto dopo meno di un Km trovate sulla destra una strada bianca con un cartello "Villa Marianna". Sempre dritto supererete la ferrovia adriatica e, dopo un po' arriverete al mare.

Non vi aspettate comodità. E' tutta spiaggia libera, non ci sono chalet o altro. Ma sarete circondati da un mare stupendo e da una natura incontaminata.

Date un'occhiata a tutte le altre foto che ho fatto durante la giornata per farvi un'idea dei luoghi.

Per tutte le altre informazioni del caso, vi rimando al sito della riserva di Punta Aderci.

ago
11
HTMLTemplateProRenderer, un modulo di templating per Mojolicious

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perl codePer creare siti web il linguaggio di "programmazione" si chiama HTML ma questo permette di scrivere solo pagine statiche nel senso di pagine che non cambiano il contenuto nel tempo a meno che qualcuno non vada a mano a cambiare il codice HTML.

Per creare siti che cambiano dinamicamente il loro contenuto è necessario integrare l'HTML con un "programma" che, eseguito ogni volta che qualcuno richiama la pagina, genera l'HTML di volta in volta creando nuovi contenuti.

Ma per lasciare separato il ruolo del programmatore da quello che scrive pagina HTML esistono dei sistemi, detti Template, per cui viene creata una pagina HTML "scheletro" su cui, di volta in volta, il programma inserisce i contenuti dinamici.

Diciamo che voglio visualizzare in una pagina la temperatura all'esterno. Possiamo scrivere una cosa tipo:

"Ciao. In questo momento fuori ci sono xxx gradi"

e dare questo in pasto ad un programma che sostituisce al segnaposto "xxx" il valore attuale preso in qualche modo di modo che, ogni volta che qualcuno chiama questa pagina web, il programma prende il template che abbiamo scritto sopra, si ricava la temperatura esterna da un qualche apparato, mette il valore al posto delle "xxx" e ritorna il testo completo al browser dell'utente.

Qualche anno fa avevo contribuito alla scrittura di alcuni pezzi per il sistema di templating HTML::Template::Pro

HTP_Authorse creato un'estensione modulare a plugin per questo modulo chiamata HTML::Template::Pro::Extension.

Questi moduli permettono di usare dei segnaposto tipo %nome%, %cognome%, %temperatura% che poi vengono sostituite con i relativi valori reali passati dal programma.

Dato che in questa torrida estate mi sto divertendo un po' a giocherellare con Mojolicious, un framework per applicazioni web in tempo reale che ovviamente ha un suo sistema di templating per integrare codice HTML e codice generato dinamicamente, mi sono detto, perchè non creare un modulo per integrare Mojolicious con HTML::Template::Pro e ::::::Extension?

E cosi è nato Mojolicious::Plugin::HTMLTemplateProRenderer che integra appunto in Mojolicious questi due sistemi di templating.

Per cui, ora è possibile scrive codice come questo

use Mojolicious::Lite;
plugin 'HTMLTemplateProRenderer';
 
get '/hello/#cometichiami' => sub{
  my $c = shift;
  $c->render('hello', handler => 'tmpl');
}

__DATA__

@@ hello.html.tmpl
Ciao %cometichiami%

e vedere sul browser un bel saluto :-)

Il modulo è stato citato anche nel "What's new on CPAN" di Luglio 2014 su perltricks.

 

ago
06
A voi medici

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Questo video lo dedico a quel medico del P.S. di Giulianova che l'altro giorno mi ha chiamato, mi ha dato la mano, mi ha chiesto se ero un collega e anche se gli ho risposto di no, mi ha chiesto: "Ok, ora raccontami cosa è successo a questo signore che ci hai portato al P.S.".

Grazie da parte mia e da parte di quel paziente.

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lug
23
Grazie a tutti voi, amici miei

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Per gli auguri di compleanno, siete stati tanti e mi avete fatto veramente commuovere.

torta compleannoPer questo motivo, devo ringraziarvi uno a uno. E' un mio dovere. Per cui grazie a:

Francyin, Matteo, Paolo, Raul, Nunzio, Marcello, Andrea, Giuliano, Egon, Simona, Antonio, Attilio, Sestina, Renata, Marianna, Matteo, Elena, Alessandra, Nada, Alfredo, Maurizio, Franco, Monica, Francesco, Martino, Barbara, Annalisa, Lisa, Valerio, Stefania, Edoardo, Federico, Roberto, Francesco, Federica, Paolo, Emiliano, Alessio, Valeria, Ilaria, Pasquale, Roberto, Mirko, Eliseo, Nino, Paolo, Gabriele e le passeggiate che torneranno sicuramente

E poi Valentina, Martina, Elvira, Erica, Francesco, Luca l'americano, Marianna, Valentina, Marco, Cinzia, Simone, Maurizio, Luigi dall'atelier, Liset (tak sperando di averlo scritto bene), Fabiola, Maurizio, Fabio il vicino, Pinuccia, Ivano è solo un numero in più :-) , Riccardo, Walter, Giuliano, Adriano, Federica che forte e vincerà, la vogliamo al più presto di nuovo tra di noi, Egidio, Carlo, Deborah, Antonella, Emanuele, Enrico, Emilia, Simone, Patrizia, Valentina, Giovanna che sta vivendo una seconda giovinezza, Licio, Piero, Simone, Adriano, Giampaolo, Stefano, Cristian, Arcadio, Martina, Valerio che registra quando non ci sono io, Gioacchino e i due cuccioli.

Ma anceh Mirella, Roberto, Marco, Giorgia, Stefano, Peppe, Caffè Ricchitto, Angelo, Giampiero, Federico, Lucia, Michele, Roberta e i suoi ricci, Gabriele, Alessandro, Alessio, Pasquale dei bucanieri spaziali come noi non invecchiano mai, Cristina, Manuela la socia, Eugenio, Andrea, Melissa, Anna Pia, Ilaria, Guido, Laura, Miriam, Giorgio, Anthony, Maurizio, Maurilio, Lorenzo, Francesca, Dino, Paola, Carlo, Jessica sperando che i boccoli siano ancora al loro posto, Alessio, Sergio, Rita, Federica, Luca, Andrea, Alessia, Piero, Andrea, Annamaria, Fabio, Nessuno Mai :-), Domenico Dom, Pierluigi, Alessio, Lilia, Gianni, Giovanni, Isabella, Miky, Fabio, Rocco, Paolo, Marcello, Massimiliano, Alessandro, Fabrizio, Vladimiro, ci stiamo attrezzando per trasformare il piombo in oro.

Ci sono anche Enrico/Lorenzo e i suo 100 numeri di cellulare, Valerio, Luca, Angelo, Stefania, Marco, Andrea, Normando/Normagro, Rocco, Roberta, Annalaura, Alessio, i Druidi, Nancy, Cristina il sindaco :-), Antonio, Gabriele e Emilia, Massimo, Veronica, Chiara, Stefano, Alessandro, Chiara, Antonio Walter, Fabrizio il mister, Guido, Diana l'omonima, Roberta, Joe, Louis, Cristiano, Norberto, Piegiorgio PG, Michela, Alessia, Donato, Tania, Giada e Graziano, Claudio, Matteo GPF, Massimiliano, Nicolas, Artemio e Falco, senza di loro saremmo nulla.

E per finire Valeria, Alessandro, Loris, Maurizio (amico toscano lontano ma sempre vicino), Massimo, Giamaica, Milena, Roberta, Ettore, Elvea, Luca lu' v'cnat e Odette la v'cnat, Andrea, Giampaolo, Francesco e il gruppo dei newyorkesi, Erminio, Franco e Alexandra (al massimo un caffè, ho le braccine corte :-) ), Luca dall'H di Teramo, Sergio, il buon vecchio Zeus Zeus, Roul, Alessandro, Morena, Mimy che dovrebbe andare un po' al mare per quanto è bianca, Sandra, Chloe (ci vediamo il primo agosto), Paolo, Mirella, Ida, Gabriella, Connie, Martina, Morena, Angelo, Angelo (ne siete due :-) ), Enea, Lara, Romina, Ercole, Massimo, Luciano nostra guida prediletta, Federica, Maurizio maury, Gianni Adventures, Luana.

E se ho dimenticato qualcuno, siete autorizzati a non farmi gli auguri l'anno prossimo :-)

A tutti voi e a tutti gli altri, vi ringrazio per la vostra presenza e la vostra amicizia e vi regalo le parole di questa bella canzone

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lug
16
Fisiologia 2, altri 10 punti in meno per diventare dottò

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E con oggi anche lo scoglio di fisiologia 2 è storia. Si, l'avrei potuto fare ad aprile, si l'avrei potuto fare nella prima o nella seconda sessione estiva. L'ho fatto oggi. Punto e a capo. Veniamo alle domande

  • Il glomerulo. Beh fate voi, qui da parlare ce n'è quanto volete. A me mi ha interrotto quando stavo iniziando a parlare di come l'ultrafiltrato viene modificate nelle varie sezioni tubulari.
  • Quali sono i meccanismi che mantengono costante la pressione idrostatica glomerulare al variare della pressione arteriosa? Qui ho parlato della regolazione dei diametri delle arteriole efferenti e afferenti e non gli bastava. Ho provato a introdurre il circuito renina - angiotensina - aldosterone ma non era. Ho dato una risposta che, con il senno di poi era quella giusta secondo me ma prendetela con i piedi di piombo. La risposta che poi ho dato quando mi ha dato l'input di pensare al solo circuito vascolare è che i capillari glomerilari sono in parallelo per cui le resistenze diminuiscono (1/RT = 1/R1+ 1/R2 +...). Per lui era questa la risposta e qui ci siamo fermati. Secondo me intende che dato che ho tante resistenze in parallelo che mi diminuiscono la resistenza totale, se chiudo degli elementi in parallelo posso modulare la resistenza del circuito e quindi modulare la pressione idrostatica interna. Ma come li chiudo tali circuiti? Con le cellule mesangiali che sono dei sensori di pressione e hanno capacità elastica e possono quindi chiudere o aprire capillari del circuito. Era la risposta che avevo tentato di dare sopra ma per lui le cellule del mesangio non c'entrano nulla
  • Respirazione alveolare. Qui ho iniziato a parlare dell'interfaccia alveolo/vaso ma poi ho capito che voleva sapere come si comportavano ossigeno e anidride carbonica in questa interfaccia e come mai si muovono in un verso e nell'altro. Le pressioni parziali nell'alveolo e nel sangue spiegano tutto.
  • Come mai, nell'alveolo abbiamo solo 100 mmHg di ossigeno? Perchè innanzitutto la pressione parziali in aria di ossigeno è di circa 160 mmHg. Nelle vie aeree c'è un furto di mmHg da parte della pressione di vapore acqueo e una parte è rubata dal fatto che la concentrazione di anidride carbonica è molto maggiore che nell'aria.
  • Qual'è questa percentuale? Gli ho detto che dato che noi espiriamo circa il 4% di CO2, supponevo fosse intorno al 6%. Gli è andata bene.

Poche domande, credo che l'esame sia durato una decina di minuti, ma insomma, ha capito che la preparazione c'era.

Ventotto, stretta di mano e mi ha salutato con un "ad majora" :-) . Di Tano, un grande prof. Next time, next place.

lug
09
La fine del "via io, via voi, via tutti"?

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La formuletta sopra è quella usata durante la rianimazione cardiopolmonare e, in particolare, appena prima di erogare la scarica di un defibrillatore per evitare che qualcuno possa toccare il paziente durante questa scarica.

Ma, nel mio precedente articolo, si è messo in evidenza come alcuni studi, in particolare quello di Lloyd et al, hanno posto in evidenza come le correnti che attraversano un operatore durante la scarica di un DAE nella cardioversione di fibrillazioni atriali sono, nelle condizioni dello studio citato, addirittura sotto la soglia di percezione della scossa da parte degli operatori.

La domanda è quindi: siamo pronti ad rimuovere le interruzioni durante la fase di scarica del DAE (hands-off) e continuare a massaggiare anche durante questa scarica (hands-on)?

Per rispondere a questo importante quesito vediamo cosa è successo nella letteratura dopo il 2008 ossia dopo l'uscita dei risultati dell'esperimento di Lloyd et al.

Una prima risposta a questo dubbio amletico viene data dallo studio di Neumann et al, pubblicato nel 2012 dal Journal of the American Heart Association, dal titolo "Hands-on defibrillation has the potential to improve the quality of cardiopulmonary resuscitation and is safe for rescuers? A preclinical study".

In questo studio, Neumann et al cercano di dissipare alcuni possibili dubbi dell'esperimento di Lloyd. Primo fra tutti il fatto che nell'esperimento in questione i pazienti non fossero in fibrillazione ventricolare ma in fibrillazione atriale (FA) poneva dei dubbi sul fatto che un approccio di tipo hands-on potesse avere dei vantaggi o meno su un approccio hands-off.

lug
07
Toccare il paziente durante la scossa del DAE. Ma fa veramente male?

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Spesso, nei corsi di BLSD (basic life support and defibrillation), enfatizziamo molto la sicurezza della scena durante la scarica di un defibrillatore, spesso con esempi apocalittici di distruzione dell'intera razza umana o rottura del continuum spazio-temporale nel caso qualcuno tocchi il paziente durante la scarica del DAE.

Ma è proprio cosi? É veramente cosi pericoloso toccare un paziente durante la scarica di un defibrillatore?

Per scoprirlo, non possiamo fidarci del sentito dire, del cugggino che aveva un'amica il cui fidanzato faceva il volontario in CRI e una volta ha sentito parlare di... ma dobbiamo affidarci alla letteratura scientifica.

Partiamo quindi dal 1990, dallo studio retrospettivo effettuato da Gibbs, Eisemberg dal titolo "Dangers of defibrillation: injuries to emergency personell during patient resuscitation" pubblicato su American Journal of Emergency Medicine.

In questo studio vengono analizzati alcuni problemi evidenziati durante la rianimazione cardiopolmonare tra il personale pre-ospedaliero dello stato di Washington nei 10 anni precedenti.

In particolare vengono riportati otto casi dove vi è stato contatto tra il paziente e un operatore durante la scarica del DAE.

Ricordando che ci troviamo a cavallo tra gli anni '80 e '90 del secolo scorso ( :-) ) quindi con una tecnologia oggi obsoleta, vediamo gli otto casi evidenziati.

Caso n. 1 (il peggiore), durante la defibrillazione, una piastra che sembrava integra era invece rotta e esponeva, sulla superficie esterna, parte della circuiteria elettrica presente all'interno. Alla scarica del defibrillatore l'operatore riceveva, per intero, la scarica e perdeva conoscenza per un paio di minuti. E' stato necessario ospedalizzare l'operatore che è stato quindi tenuto sotto osservazione per tre giorni e trattato con lidocaina per delle contrazioni ventricolari premature.

giu
13
Usare Photoshop ai massimi livelli

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Martín De Pasquale è un fotografo e un photoshopper argentino che riesce a mixare in maniera sublime il genio dell'artista con la bravura nell'uso di photoshop riuscendo a produrre delle immagini di una bellezza e di un impatto sconvolgente.

Dal trapianto di cuore

al cambio delle batterie

alla rasatura

allo zip ferroviario

e a tantissime altre che potrete trovare sul suo profilo facebook, la bravura dell'artista è inequivocabile.

Ma è ancora più impressionante vederlo all'opera in questo video

Immagine anteprima YouTube

dove, in due ore (ridotte nel video a 5 minuti), produce questa bellissima immagine

 

 

mag
16
RB750UP in un ambiente a rete elettrica discontinua

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rb750upLa routerboard Mikrotik RB750UP è un router/switch a 5 porte con delle caratteristiche molto interessanti. Oltre ad avere all'interno il RouterOS, con tutte le sue mirabolanti caratteristiche, possiede anche una peculiarità aggiuntiva.

Oltre ad essere alimentabile via POE (occhio, passivo e quindi non 802.3af) ossia tramite alimentazione su cavo LAN, ha le porte dalle 2 alla 5 che sono delle porte POE-injector ossia possono alimentare a loro volta 4 apparati POE fino ad un massimo di assorbimento per porta di 1 A.

Questo, aggiunto alla possibilità di monitorare il carico di assorbimento di corrente e il voltaggio su ogni singola porta, oltre alla possibilità di creare degli script di automazione, ne fa lo strumento ideale per ambienti dove la corrente a 220V non è sempre disponibile come, ad esempio, sugli impianti di pubblica illuminazione.

Una RB750UP unita a un sistema tampone di batterie permette, alla necessità, di spegnere eventualmente apparati superflui al fine di aumentare la durata di uptime del sistema qualora la 220V non fosse disponibile per lungo tempo.

Lo scopo dello sviluppo che è stato fatto in casa Micso dal sottoscritto era quello di definire una tensione di soglia Vbatalert delle batterie e una Vbatoff e iniziare a spegnere gli apparati alimentati dalla RB750UP se la tensione fosse stata compresa tra questi due valori lasciando la sola RB750UP accesa per valori di tensione minori di Vbatoff.

Vediamo come è stato pensata e sviluppata questa soluzione analizzando in dettaglio i due script creati per l'occasione per carpirne le logiche di funzionamento.

Il primo script chiamato PoeControl, spegne e accende le porte ethernet dell'RB750Up a comando. Esso riceve

  • un parametro PoePort che indica il numero della porta dello switch su cui si vuole cambiare lo stato dell'alimentazione POE e, se questo valore è 0 (zero), agisce su tutte le porte,
  • un parametro PoeMode che può essere "auto-on" per accendere l'apparato collegato a questa porta o "off" per spegnerlo
  • un parametro PoeDelay per ritardare le operazioni sulle porte se PoePort è pari a 0.
:global PoePort
:global PoeMode
:global PoeDelay
:local ptr
:local from
:local to
:local step

Il parametro PoeDelay è utile, ad esempio, in fase di accensione delle porte in modo che gli apparati non vengono accesi tutti contemporaneamente ma con un ritardo di, ad esempio, 10 secondi l'uno dall'altro al fine di non avere picchi di corrente richiesti sulla batteria tampone.

mag
12
Defibrillazione.org

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Oggi voglio presentarvi un nuovo progetto in cui sono entrato e che mi sta entusiasmando tantissimo.

Il progetto si chiama defibrillazione.org e dietro vi è un gruppo di medici, infermieri e soccorritori che credono che la divulgazione e una formazione professionale sulla defibrillazione precoce possa salvare delle vite umane.

L'obiettivo è quello di fare corsi di primo soccorso al personale sanitario e non con l'obiettivo di ridurre le morti extraospedaliere diffondendo le linee guida per una corretta gestione delle situazioni di emergenza di base ed avanzata.

Le statistiche dicono che, ogni 90 secondi, in Europa, una persona è colpita da arresto cardiaco improvviso.

Beh, noi crediamo che la prima risposta a questo problema non debba venire dall'ambulanza ma la soluzione sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall'arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un'ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell'arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Per fare questo ci siamo certificati con American Heart Association (AHA), un'organizzazione statunitense non a scopo di lucro che si occupa di studiare e definire delle linee guida internazionali al fine di ridurre le morti causate da problemi cardiaci e ictus, fondata nel 1915 e con sede a Dallas, in Texas.

Se sei interessato, sul sito trovi online tutti i nostri corsi e le informazioni necessarie per salvare forse, un domani, una persona a te cara o un perfetto sconosciuto. Pensaci

in Europa, una persona è colpita da arresto cardiaco improvviso.

Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un’ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell’arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Vuoi conoscere come aiutarci a salvare un familiare? Un amico? O un perfetto sconosciuto?

- See more at: http://defibrillazione.org/wp/ogni-90-secondi/#sthash.ZvfLG3HG.dpuf

Ogni 90 secondi…

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Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un’ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

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Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

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Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell’arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

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