lug
23
Grazie a tutti voi, amici miei

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Per gli auguri di compleanno, siete stati tanti e mi avete fatto veramente commuovere.

torta compleannoPer questo motivo, devo ringraziarvi uno a uno. E' un mio dovere. Per cui grazie a:

Francyin, Matteo, Paolo, Raul, Nunzio, Marcello, Andrea, Giuliano, Egon, Simona, Antonio, Attilio, Sestina, Renata, Marianna, Matteo, Elena, Alessandra, Nada, Alfredo, Maurizio, Franco, Monica, Francesco, Martino, Barbara, Annalisa, Lisa, Valerio, Stefania, Edoardo, Federico, Roberto, Francesco, Federica, Paolo, Emiliano, Alessio, Valeria, Ilaria, Pasquale, Roberto, Mirko, Eliseo, Nino, Paolo, Gabriele e le passeggiate che torneranno sicuramente

E poi Valentina, Martina, Elvira, Erica, Francesco, Luca l'americano, Marianna, Valentina, Marco, Cinzia, Simone, Maurizio, Luigi dall'atelier, Liset (tak sperando di averlo scritto bene), Fabiola, Maurizio, Fabio il vicino, Pinuccia, Ivano è solo un numero in più :-) , Riccardo, Walter, Giuliano, Adriano, Federica che forte e vincerà, la vogliamo al più presto di nuovo tra di noi, Egidio, Carlo, Deborah, Antonella, Emanuele, Enrico, Emilia, Simone, Patrizia, Valentina, Giovanna che sta vivendo una seconda giovinezza, Licio, Piero, Simone, Adriano, Giampaolo, Stefano, Cristian, Arcadio, Martina, Valerio che registra quando non ci sono io, Gioacchino e i due cuccioli.

Ma anceh Mirella, Roberto, Marco, Giorgia, Stefano, Peppe, Caffè Ricchitto, Angelo, Giampiero, Federico, Lucia, Michele, Roberta e i suoi ricci, Gabriele, Alessandro, Alessio, Pasquale dei bucanieri spaziali come noi non invecchiano mai, Cristina, Manuela la socia, Eugenio, Andrea, Melissa, Anna Pia, Ilaria, Guido, Laura, Miriam, Giorgio, Anthony, Maurizio, Maurilio, Lorenzo, Francesca, Dino, Paola, Carlo, Jessica sperando che i boccoli siano ancora al loro posto, Alessio, Sergio, Rita, Federica, Luca, Andrea, Alessia, Piero, Andrea, Annamaria, Fabio, Nessuno Mai :-), Domenico Dom, Pierluigi, Alessio, Lilia, Gianni, Giovanni, Isabella, Miky, Fabio, Rocco, Paolo, Marcello, Massimiliano, Alessandro, Fabrizio, Vladimiro, ci stiamo attrezzando per trasformare il piombo in oro.

Ci sono anche Enrico/Lorenzo e i suo 100 numeri di cellulare, Valerio, Luca, Angelo, Stefania, Marco, Andrea, Normando/Normagro, Rocco, Roberta, Annalaura, Alessio, i Druidi, Nancy, Cristina il sindaco :-), Antonio, Gabriele e Emilia, Massimo, Veronica, Chiara, Stefano, Alessandro, Chiara, Antonio Walter, Fabrizio il mister, Guido, Diana l'omonima, Roberta, Joe, Louis, Cristiano, Norberto, Piegiorgio PG, Michela, Alessia, Donato, Tania, Giada e Graziano, Claudio, Matteo GPF, Massimiliano, Nicolas, Artemio e Falco, senza di loro saremmo nulla.

E per finire Valeria, Alessandro, Loris, Maurizio (amico toscano lontano ma sempre vicino), Massimo, Giamaica, Milena, Roberta, Ettore, Elvea, Luca lu' v'cnat e Odette la v'cnat, Andrea, Giampaolo, Francesco e il gruppo dei newyorkesi, Erminio, Franco e Alexandra (al massimo un caffè, ho le braccine corte :-) ), Luca dall'H di Teramo, Sergio, il buon vecchio Zeus Zeus, Roul, Alessandro, Morena, Mimy che dovrebbe andare un po' al mare per quanto è bianca, Sandra, Chloe (ci vediamo il primo agosto), Paolo, Mirella, Ida, Gabriella, Connie, Martina, Morena, Angelo, Angelo (ne siete due :-) ), Enea, Lara, Romina, Ercole, Massimo, Luciano nostra guida prediletta, Federica, Maurizio maury, Gianni Adventures, Luana.

E se ho dimenticato qualcuno, siete autorizzati a non farmi gli auguri l'anno prossimo :-)

A tutti voi e a tutti gli altri, vi ringrazio per la vostra presenza e la vostra amicizia e vi regalo le parole di questa bella canzone

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lug
16
Fisiologia 2, altri 10 punti in meno per diventare dottò

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E con oggi anche lo scoglio di fisiologia 2 è storia. Si, l'avrei potuto fare ad aprile, si l'avrei potuto fare nella prima o nella seconda sessione estiva. L'ho fatto oggi. Punto e a capo. Veniamo alle domande

  • Il glomerulo. Beh fate voi, qui da parlare ce n'è quanto volete. A me mi ha interrotto quando stavo iniziando a parlare di come l'ultrafiltrato viene modificate nelle varie sezioni tubulari.
  • Quali sono i meccanismi che mantengono costante la pressione idrostatica glomerulare al variare della pressione arteriosa? Qui ho parlato della regolazione dei diametri delle arteriole efferenti e afferenti e non gli bastava. Ho provato a introdurre il circuito renina - angiotensina - aldosterone ma non era. Ho dato una risposta che, con il senno di poi era quella giusta secondo me ma prendetela con i piedi di piombo. La risposta che poi ho dato quando mi ha dato l'input di pensare al solo circuito vascolare è che i capillari glomerilari sono in parallelo per cui le resistenze diminuiscono (1/RT = 1/R1+ 1/R2 +...). Per lui era questa la risposta e qui ci siamo fermati. Secondo me intende che dato che ho tante resistenze in parallelo che mi diminuiscono la resistenza totale, se chiudo degli elementi in parallelo posso modulare la resistenza del circuito e quindi modulare la pressione idrostatica interna. Ma come li chiudo tali circuiti? Con le cellule mesangiali che sono dei sensori di pressione e hanno capacità elastica e possono quindi chiudere o aprire capillari del circuito. Era la risposta che avevo tentato di dare sopra ma per lui le cellule del mesangio non c'entrano nulla
  • Respirazione alveolare. Qui ho iniziato a parlare dell'interfaccia alveolo/vaso ma poi ho capito che voleva sapere come si comportavano ossigeno e anidride carbonica in questa interfaccia e come mai si muovono in un verso e nell'altro. Le pressioni parziali nell'alveolo e nel sangue spiegano tutto.
  • Come mai, nell'alveolo abbiamo solo 100 mmHg di ossigeno? Perchè innanzitutto la pressione parziali in aria di ossigeno è di circa 160 mmHg. Nelle vie aeree c'è un furto di mmHg da parte della pressione di vapore acqueo e una parte è rubata dal fatto che la concentrazione di anidride carbonica è molto maggiore che nell'aria.
  • Qual'è questa percentuale? Gli ho detto che dato che noi espiriamo circa il 4% di CO2, supponevo fosse intorno al 6%. Gli è andata bene.

Poche domande, credo che l'esame sia durato una decina di minuti, ma insomma, ha capito che la preparazione c'era.

Ventotto, stretta di mano e mi ha salutato con un "ad majora" :-) . Di Tano, un grande prof. Next time, next place.

lug
09
La fine del "via io, via voi, via tutti"?

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La formuletta sopra è quella usata durante la rianimazione cardiopolmonare e, in particolare, appena prima di erogare la scarica di un defibrillatore per evitare che qualcuno possa toccare il paziente durante questa scarica.

Ma, nel mio precedente articolo, si è messo in evidenza come alcuni studi, in particolare quello di Lloyd et al, hanno posto in evidenza come le correnti che attraversano un operatore durante la scarica di un DAE nella cardioversione di fibrillazioni atriali sono, nelle condizioni dello studio citato, addirittura sotto la soglia di percezione della scossa da parte degli operatori.

La domanda è quindi: siamo pronti ad rimuovere le interruzioni durante la fase di scarica del DAE (hands-off) e continuare a massaggiare anche durante questa scarica (hands-on)?

Per rispondere a questo importante quesito vediamo cosa è successo nella letteratura dopo il 2008 ossia dopo l'uscita dei risultati dell'esperimento di Lloyd et al.

Una prima risposta a questo dubbio amletico viene data dallo studio di Neumann et al, pubblicato nel 2012 dal Journal of the American Heart Association, dal titolo "Hands-on defibrillation has the potential to improve the quality of cardiopulmonary resuscitation and is safe for rescuers? A preclinical study".

In questo studio, Neumann et al cercano di dissipare alcuni possibili dubbi dell'esperimento di Lloyd. Primo fra tutti il fatto che nell'esperimento in questione i pazienti non fossero in fibrillazione ventricolare ma in fibrillazione atriale (FA) poneva dei dubbi sul fatto che un approccio di tipo hands-on potesse avere dei vantaggi o meno su un approccio hands-off.

lug
07
Toccare il paziente durante la scossa del DAE. Ma fa veramente male?

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Spesso, nei corsi di BLSD (basic life support and defibrillation), enfatizziamo molto la sicurezza della scena durante la scarica di un defibrillatore, spesso con esempi apocalittici di distruzione dell'intera razza umana o rottura del continuum spazio-temporale nel caso qualcuno tocchi il paziente durante la scarica del DAE.

Ma è proprio cosi? É veramente cosi pericoloso toccare un paziente durante la scarica di un defibrillatore?

Per scoprirlo, non possiamo fidarci del sentito dire, del cugggino che aveva un'amica il cui fidanzato faceva il volontario in CRI e una volta ha sentito parlare di... ma dobbiamo affidarci alla letteratura scientifica.

Partiamo quindi dal 1990, dallo studio retrospettivo effettuato da Gibbs, Eisemberg dal titolo "Dangers of defibrillation: injuries to emergency personell during patient resuscitation" pubblicato su American Journal of Emergency Medicine.

In questo studio vengono analizzati alcuni problemi evidenziati durante la rianimazione cardiopolmonare tra il personale pre-ospedaliero dello stato di Washington nei 10 anni precedenti.

In particolare vengono riportati otto casi dove vi è stato contatto tra il paziente e un operatore durante la scarica del DAE.

Ricordando che ci troviamo a cavallo tra gli anni '80 e '90 del secolo scorso ( :-) ) quindi con una tecnologia oggi obsoleta, vediamo gli otto casi evidenziati.

Caso n. 1 (il peggiore), durante la defibrillazione, una piastra che sembrava integra era invece rotta e esponeva, sulla superficie esterna, parte della circuiteria elettrica presente all'interno. Alla scarica del defibrillatore l'operatore riceveva, per intero, la scarica e perdeva conoscenza per un paio di minuti. E' stato necessario ospedalizzare l'operatore che è stato quindi tenuto sotto osservazione per tre giorni e trattato con lidocaina per delle contrazioni ventricolari premature.

giu
13
Usare Photoshop ai massimi livelli

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Martín De Pasquale è un fotografo e un photoshopper argentino che riesce a mixare in maniera sublime il genio dell'artista con la bravura nell'uso di photoshop riuscendo a produrre delle immagini di una bellezza e di un impatto sconvolgente.

Dal trapianto di cuore

al cambio delle batterie

alla rasatura

allo zip ferroviario

e a tantissime altre che potrete trovare sul suo profilo facebook, la bravura dell'artista è inequivocabile.

Ma è ancora più impressionante vederlo all'opera in questo video

Immagine anteprima YouTube

dove, in due ore (ridotte nel video a 5 minuti), produce questa bellissima immagine

 

 

mag
16
RB750UP in un ambiente a rete elettrica discontinua

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rb750upLa routerboard Mikrotik RB750UP è un router/switch a 5 porte con delle caratteristiche molto interessanti. Oltre ad avere all'interno il RouterOS, con tutte le sue mirabolanti caratteristiche, possiede anche una peculiarità aggiuntiva.

Oltre ad essere alimentabile via POE (occhio, passivo e quindi non 802.3af) ossia tramite alimentazione su cavo LAN, ha le porte dalle 2 alla 5 che sono delle porte POE-injector ossia possono alimentare a loro volta 4 apparati POE fino ad un massimo di assorbimento per porta di 1 A.

Questo, aggiunto alla possibilità di monitorare il carico di assorbimento di corrente e il voltaggio su ogni singola porta, oltre alla possibilità di creare degli script di automazione, ne fa lo strumento ideale per ambienti dove la corrente a 220V non è sempre disponibile come, ad esempio, sugli impianti di pubblica illuminazione.

Una RB750UP unita a un sistema tampone di batterie permette, alla necessità, di spegnere eventualmente apparati superflui al fine di aumentare la durata di uptime del sistema qualora la 220V non fosse disponibile per lungo tempo.

Lo scopo dello sviluppo che è stato fatto in casa Micso dal sottoscritto era quello di definire una tensione di soglia Vbatalert delle batterie e una Vbatoff e iniziare a spegnere gli apparati alimentati dalla RB750UP se la tensione fosse stata compresa tra questi due valori lasciando la sola RB750UP accesa per valori di tensione minori di Vbatoff.

Vediamo come è stato pensata e sviluppata questa soluzione analizzando in dettaglio i due script creati per l'occasione per carpirne le logiche di funzionamento.

Il primo script chiamato PoeControl, spegne e accende le porte ethernet dell'RB750Up a comando. Esso riceve

  • un parametro PoePort che indica il numero della porta dello switch su cui si vuole cambiare lo stato dell'alimentazione POE e, se questo valore è 0 (zero), agisce su tutte le porte,
  • un parametro PoeMode che può essere "auto-on" per accendere l'apparato collegato a questa porta o "off" per spegnerlo
  • un parametro PoeDelay per ritardare le operazioni sulle porte se PoePort è pari a 0.
:global PoePort
:global PoeMode
:global PoeDelay
:local ptr
:local from
:local to
:local step

Il parametro PoeDelay è utile, ad esempio, in fase di accensione delle porte in modo che gli apparati non vengono accesi tutti contemporaneamente ma con un ritardo di, ad esempio, 10 secondi l'uno dall'altro al fine di non avere picchi di corrente richiesti sulla batteria tampone.

mag
12
Defibrillazione.org

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Oggi voglio presentarvi un nuovo progetto in cui sono entrato e che mi sta entusiasmando tantissimo.

Il progetto si chiama defibrillazione.org e dietro vi è un gruppo di medici, infermieri e soccorritori che credono che la divulgazione e una formazione professionale sulla defibrillazione precoce possa salvare delle vite umane.

L'obiettivo è quello di fare corsi di primo soccorso al personale sanitario e non con l'obiettivo di ridurre le morti extraospedaliere diffondendo le linee guida per una corretta gestione delle situazioni di emergenza di base ed avanzata.

Le statistiche dicono che, ogni 90 secondi, in Europa, una persona è colpita da arresto cardiaco improvviso.

Beh, noi crediamo che la prima risposta a questo problema non debba venire dall'ambulanza ma la soluzione sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall'arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un'ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell'arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Per fare questo ci siamo certificati con American Heart Association (AHA), un'organizzazione statunitense non a scopo di lucro che si occupa di studiare e definire delle linee guida internazionali al fine di ridurre le morti causate da problemi cardiaci e ictus, fondata nel 1915 e con sede a Dallas, in Texas.

Se sei interessato, sul sito trovi online tutti i nostri corsi e le informazioni necessarie per salvare forse, un domani, una persona a te cara o un perfetto sconosciuto. Pensaci

in Europa, una persona è colpita da arresto cardiaco improvviso.

Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un’ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell’arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Vuoi conoscere come aiutarci a salvare un familiare? Un amico? O un perfetto sconosciuto?

- See more at: http://defibrillazione.org/wp/ogni-90-secondi/#sthash.ZvfLG3HG.dpuf

Ogni 90 secondi…

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Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un’ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell’arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Vuoi conoscere come aiutarci a salvare un familiare? Un amico? O un perfetto sconosciuto?

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Ogni 90 secondi…

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Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un’ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell’arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Vuoi conoscere come aiutarci a salvare un familiare? Un amico? O un perfetto sconosciuto?

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mag
10
L'orso, la lepre e una bella storia

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John Lewis è un (credo) sito di e-commerce inglese che per natale 2013 ha commissionato, come spot pubblicitario, la realizzazione di una bellissima storia di amicizia tra un orso e una lepre.

Il corto è veramente molto bello

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ma è ancora più bello guardare come è stato realizzato mischiando classiche tecniche di animazione con stop motion con modelli 3D reali

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Gustoso

mag
04
Eruttazione esofagea, sappilo

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L'eruttazione esofagea è solitamente caratteristica del soggetto con abito neurotico. Il paziente inghiotte aria che, prima di raggiungere lo stomaco, viene eruttata energicamente dall'esofago.
Questo disturbo viene anche definito eructatio nervosa e viene interpretato come una sorta di esibizionismo neurotico.

È ripensi a tutti i rutti fatti da bambino Cose che non sapevi :-)
Fonte: Moderni aspetti di Semiotica Dioguardi

mag
03
Eliminiamo il test di ammissione a medicina?

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Come in tutte le cose, guardando superficialmente un problema la soluzione sembra facile. Ma sarà poi vero. Prendiamo il test di ammissione a medicina.

Il ministro dell’Università, Stefania Giannini, ha pubblicamente espresso riserve sul test di ammissione ai corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e ha ventilato una ipotesi alternativa “alla francese”: tutti i candidati che lo desiderano possono iscriversi al primo anno di corso e la selezione si effettua basandosi sul risultato degli esami del primo anno, ammettendo al proseguimento degli studi soltanto gli studenti più bravi, nel numero previsto dalle normative europee.

Sembra una alternativa interessante ma sarà proprio cosi? Beh, guardando l'analisi della proposta del ministro che ne fa Andrea Bellelli, Professore Ordinario di Biochimica, Università di Roma La Sapienza, su Il Fatto Quotidiano, dire che è soluzione ad cazzum.

Riassumo qui le critiche a questa alternativa:

  • Dato che rimango a medicina solo se la mia media, alla fine del primo anno è alta, beh, rifiuto qualsiasi voto che non sia il 30 e lode. Risultato, tutti avranno la stessa media, 30 e lode.
  • Gli esami del primo anno sono orali, se già ora con il quizzone di ammissione ci sono critiche e contestazioni, figuriamoci poi quando la decisione spetterà a esami orali e quindi suscettibili dell'arbitrario giudizio dei docenti del primo anno
  • Togliamo gli esami orali al primo anno e facciamo un mega quizzone alla fine del primo anno. E quindi, che cambia con il mega quizzone attuale?
  • Chi non supera il primo anno, che gli facciamo? Lo espelliamo dall'università ossia andiamo contro l'attuale normativa che prevede che io possa ripetere gli esami tutte le volte che voglio?
  • Oppure li lasciamo al primo con il fatto che l'anno successivo avremo il doppio delle persone e cosi via. Quindi già ho dovuto incrementare le strutture, i docenti, i tirocini di 7 volte per sopperire all'ingresso libero nel primo anno, e ora, che facciamo? ora che abbiamo 13 volte il numero di persone attuali iscritte al primo?

Per quanto mi riguarda, per me che l'ho vissuto in prima persona,  aggiungo qualche riflessione personale sull'attuale sbarramento. Innanzitutto, per la prima volta ho trovato un consorso dove è proprio impossibile barare. Puoi essere il figlio del rettore ma se non lo passi, non lo passi (e per la cronaca, quando l'ho fatto io c'era anche il figlio del rettore che non l'ha passato) perchè chi controlla le risposte (cineca) non sa chi sei ma solo il tuo codice a barre e chi ha l'associazione tra codice a barre e nome (università) non decide il punteggio.

Inoltre, facciamo il raffronto con la mia precedente vita a Fisica a Bologna. Cioè, dico, Fisica non è una facoltà che fai cosi a cuor leggero con la speranza di diventare milionario o perchè la prendi come ripiego. La fai perchè ti piace la fisica. Eppure anche li c'era gente che c'ero solo per starci, non aveva voglia di studiare e, cosi facendo rallentava tutto il gruppo.

Questi di medicina, invece, che sono li perchè hanno vinto un concorso, ragazzi, macinano come dei treni esami su esami a colpi di trenta e lode. Sono ragazzi e quindi qualche volta peccano di quell'ingenuità dell'uomo scavato, ma se gli chiedi le tappe della respirazione cellulare stai tranquillo che sapranno fino all'ultimo complesso e enzima.

Quindi, dato che sbarramento deve esserci, se trovate un metodo migliore ben venga, ma finora, a mio modesto giudizio, questo è il migliore dei mondi possibili.