Il mondo aveva i denti e ti poteva morsicare.

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Tempo di lettura: 2 min
Il mondo aveva i denti e in qualsiasi momenti ti poteva morsicare. Questo Trisha McFarland scoprì a nove anni. Alle dieci di una mattina di giugno era sul sedile posteriore della Dodge Caravan di sua madre con addosso la maglietta blu dei Red Sox (quella che ha "36 GORDON" sulla schiena) a giocare con Mona, la sua bambola. Alle dieci e mezzo era persa nel bosco. Alle undici cercava di non essere terrorizzata, cercava di non pensare: "Questa è una cosa seria, questa è una cosa molto seria". Cercava di non pensare che certe volte a perdersi nel bosco ci si poteva fare anche molto male. Certe volte si moriva

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Inizia cosi "La bambina che amava Tom Gordon", romanzo claustrofobico di quel genio di Stephen King che ultimamente ha un po' perso parte della sua vervè narrativa ma che nel 1999, anno di pubblicazione del romanzo in Italia, era ancora al culmine della sua vena d'oro.

Questo romanzo, in particolare, segna un punto di svolta per l'autore che, posizionato di solito nel genere horror, segna invece un punto a favore del genere psicologico in cui l'unico protagonista è sostanzialmente la povera Trisha, dispesa in un bosco che, a nove anni, si trova a fare quello che spesso non riesce a persone adulte, sopravvivere alla Natura e sopravvivere soprattutto alle proprie paure e ai propri stimoli primordiali.

E' vero che anche in questo romanzo King deve comunque inserire un tratto, se non proprio horror, ma almeno soprannaturale ma devo dire che comunque l'inserimento non dispiace più di tanto in quanto tende ad aumentare comunque l'angoscia del lettore verso la povera bambina e verso il suo destino che, via via, si fa sempre più scontanto.

Un libro che, dopo molti anni, si rilegge comunque con vero piacere. Da leggere eventualmente ai propri ragazzi nell'età 14/18 anni per far capire loro come sia instabile la nostra vita e come, in pochi minuti essa possa trasformarsi, a volte per una sciocchezza, da una vita tranquilla e agiata in un incubo da cui spesso non si riesce più a risvegliarsi.

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