Gen
21
Differenza tra aggiustare e riparare

| | Nessun commento |
una stelladue stelletre stellequattro stellecinque stelle (1 voti, media: 5,00)
Loading ... Loading ...

Dopo anni sono riuscito a aggiustare un vecchio portatile Micso che era caduto e da quella volta non ne voleva sapere più di ripartire. Il guasto era nella scheda video che era evidentemente uscita fuori alloggiamento e non toccava più bene.

Ora che l’ho aggiustato, il problema è: come lo riparo

IMG_4545_1.JPG

ossia come farò a far ricombaciare pezzi e pezzettini, viti e vitarelle fino a riottenere il risultato originale?

Tags
  • Condividi
  Stampa questo articolo

Dic
07
Captive Portal su LinuxPro – Quinta e ultima puntata

| | Nessun commento |
una stelladue stelletre stellequattro stellecinque stelle (1 voti, media: 5,00)
Loading ... Loading ...

wifizone.png

Nel numero di dicembre di Linux Pro trovate la quinta e ultima puntata della mia serie di articoli sul Captive Portal.

In questo numero, il captive portal costuito finora si arricchisce di una autenticazione centralizzata via server RADIUS.

Vengono inoltre aggiunte al prototipo una modalità di logout dal sistema manuale e una in automatico una volta trascorso un tempo di timeout impostabile in cui l’utente non ha fatto traffico.

Infine, grazie alla presenza del server RADIUS, si introduce una modalità di accounting degli accessi per identificare gli eventi di login/logout degli utenti, il traffico effettuato, il motivo del logout e altre informazioni.

captive_portal_quinta_puntata.png

Come dico anche, in conclusione dell’articolo, il viaggio, iniziato in agosto nella costruzione di un access controller usabile come base per ogni sorta di estensione e personalizzazione ha portato, nel corso dei mesi ad imparare anche altre cose interessanti come modificare a piacere i pacchetti IP facendo ARP Spoofing, imparare a costruire da zero un server DNS e infine, in quest’ultimo numero, a installare, interrogare e interagire con un server RADIUS.

Quindi, in definitiva, oltre all’aver capito come funziona e come si costruisce un captive portal, spero di aver fatto imparare, ai miei lettori, tanti piccoli e grandi trucchi che magari potranno riutilizzare in altri contesti.

Tags
  • Condividi
  Stampa questo articolo

Ott
25
Risponde l’esperto del settore

| | 2 commenti |
una stelladue stelletre stellequattro stellecinque stelle (1 voti, media: 5,00)
Loading ... Loading ...

zappare.jpg

Dal sito di un esperto, titolo: "aumentare la portata del WiFi con un’antenna fai da te"

Cito testualmente….

Domanda tra i commmenti: "[Questa antenna modificata] Non farà male alla salute?"

risposta 1:

credo che la potenza del segnale rimanga sempre quella. L’unico cambiamento che fai è quello di direzionare il segnale che prima magari si disperdeva contro a un muro essendo omnidirezionale. Ma aspettiamo una risposta da Alberto che è l’esperto del settore ;-) "

risponde giustamente Alberto, l’esperto del settore:

La potenza emessa resta invariata, viene però concentrata. Significa che se ti metti davanti alla parabolina ricevi più onde radio di quante ne avresti ricevute se non avessi messo la parabolina."

Come si dice? Faremo sapere….ma chiamiamo noi

 

Tags
  • Condividi
  Stampa questo articolo

Feb
27
Aspettando il “telo verde”,

| | Nessun commento |
una stelladue stelletre stellequattro stellecinque stelle (Vota questo articolo!)
Loading ... Loading ...

softbox.gif

Aspettando il “telo verde” quale miglior momento per costruirsi una SoftBox?

La SoftBox è sostanzialmente uno strumento fotografico o di produzione video per realizzare delle luci diffuse. E’ formata di solito da una sorgente di luce puntiforme racchiusa all’interno di un box ricoperto da materiale riflettente mentre ad una apertura, di dimensioni ragguardevoli, vi è un materiale opaco ma che lascia passare la luce della sorgente interna.

Dicevo, qual’è il miglior momento, se non questo e soprattutto dopo aver visto questo simpaticissimo hacking.

Quindi armati di santo coraggio, andiamo a spendere qualche soldino nel solito Obi.

Ecco qui sotto il materiale preso oggi.

Iniziamo con il pannellino frontale bianco in polionda e facciamogli quattro buchi ai vertici. L’idea era di usare quegli anellini usati per fare i buchi nelle cinte. So’ di averle a casa come anche la pinza. La pinza l’ho trovata subito, degli anellini, nessuna traccia.

Sono quindi passato a infilare le aste filettate di metallo dentro alla scatola tonda e, una volta fissata all’interno

ho legato i lati di modo che si adattino ai fori praticati sul multionda.

Lasciare riposare per 24 ore.

Tags
  • Condividi
  Stampa questo articolo

Dic
02
Il pleximousepad v. 2.1 è praticamente finito

| | Nessun commento |
una stelladue stelletre stellequattro stellecinque stelle (2 voti, media: 3,50)
Loading ... Loading ...

Innanzitutto voglio ringraziare gli amici della LIGAA per gli ottimi suggerimenti.
Alla fine, quello che massimizzava la velocità di realizzazione con la qualità del prodotto finito è stata la versione con la gomma trasparente ma con un ultimo guizzo di genio. Ho deciso di attaccare un unico lato di modo da lasciare gli altri tre liberi e permettere di mettere tra il plexi e la gomma dei fogli di carta, foto o quant’altro in modo da personalizzare ogni volta in modo differente il tappetino secondo i gusti del proprietario

pleximousepad_v2.1_gomma_alzabile.JPGHo, come vedete anche messo dei piccoli gommini di gomma antirumore e ho dato fuoco alle polveri.
Qui sotto vedete, per raffronto, la versione 2.1 con affianco, a destra, la “vecchia” 2.0

pleximousepad_v2.1_vs_v2.0.JPGRispetto alla 2.0 ha dei vantaggi come per esempio il cavo USB che nella 2.0 è fisso mentre nella 2.1 è rimovibile cosi che se non la si vuole alimentare e usare l’HUB USB, si può anche togliere e non avere il cavo sul tavolo.
L’unica cosa che a me piace di più della 2.0 è il contrasto tra il led blue e il rosso mentre quello tra il led blue e quello verde nella 2.1 è molto meno visibile e esteticamente carino.
Unici due rammarichi. Primo, aver tentato come primo approccio per fissare il lato della gomma sul lato superiore, una colla acrilica che non ha assolutamente fatto presa sulla gomma e che quindi ha lasciato li un alone mentre gomma e plexi si sono incollati perfettamente con nastro biadesivo trasparente. Secondo, una piccola strischia opaca (anche se poco visibile) sul rialzo superiore sinistro di plexiglass dovuto ad una sbavatura di colla.
Per gli interessati, a breve la versione 2.0 sarà in vendita su eBay. Per la 2.1 dovete aspettare la 2.2 :-D
Tutte le altre foto su flickr.com

www.flickr.com

Emiliano Bruni's PlexiMousePad 2.1 photoset Emiliano Bruni’s PlexiMousePad 2.1 photoset

Tags
  • Condividi
  Stampa questo articolo

Altri contenuti

Categorie