Nov 12

Il cammino del Re

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Nel 1901, avendo bisogno di un passaggio per gli operai e i materiali, la Sociedad Hidroeléctrica del Chorro, proprietaria del Salto del Gaitanejo e del Salto del Chorro, due cascate a Malaga, fece costruire un percorso sospeso a più di 100 metri da terra lungo le pareti di una montagna chiamato El camino del rey. Il percorso era ed è lungo 3 Km e largo in alcuni punti appena un metro.

Il percorso si trova ancora li solo che a causa della mancanza di manutenzione è crollato in alcuni punti rendendo il percorso molto pericoloso tant'è che, in passato, alcune persone sono morte o rimaste gravemente ferite.

Per questo motivo, nel 2000, le autorità locali hanno chiuso l'accesso al passaggio, distruggendo anche la parte iniziale dell'access e messo una multa salata per chi avesse tentato di percorrere il percorso.

Ma, video alla mano, c'è comunque gente che affronta questa "passeggiata". Date un'occhiata al video perchè, anche senza essere di persona li, il tragitto è comunque da cardiopalma.

Nov 11

Gole del Salinello

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Sabato scorso bella uscita insieme al gruppo "Trekking in Abruzzo" per visitare le gole del Salinello e luoghi limitrofi.

Partenza ore 8.30 da Ripe di Civitella per raggiungere dapprima la Grotta Sant'Angelo dove abbiamo visitato la prima sala, pregna di testimonianze dal neolitico al medioevo. Non abbiamo visitato invece la seconda sala in quando i pipistrelli erano appena andati in letargo e si sa... mai disturbare un pipistrello appena addormentato.

Quindi ci siamo diretti prima verso la cascata, la parte più impegnativa e difficoltosa del percorso, e quindi, una volta tornati indietro, nel letto del Salinello, purtroppo completamente asciutto nella prima tratta. Salendo un po' verso la foce, è apparsa finalmente l'acqua che ci ha costretto a deviare un po' a destra e un po' a sinistra dell'argine raggiungendo quindi le gole.

Da qui, siamo saliti verso le torri di San Francesco, con una magnifica vista delle gole,  l'eremo del santo d'Assisi,

Eremo di San Francesco

e quindi, passando per Vroga della Caccia e poi per  Sella di Castel Manfrino siamo quindi giunti ai resti del castello medioevale di Castel Manfrino dove abbiamo quindi bivaccato.

Da li, ritorno per il “sentiero alto”, per Vroga delle Trocche e sosta alla grotta dei Briganti con ritorno al parcheggio della chiesetta di Ripe per un totale di circa 14Km.

Qui il tracciato dell'escursione

e il video con le mie foto (attiva l'HD e guardalo a tutto schermo)

Un grazie a tutto il gruppo per la bella giornata.

Ago 11

Pianoro e Eremo di San Marco

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Oggi, insieme ad amici, piacevole giornata al Pianoro di San Marco

Picnic al pianoro di San Marco

e poi, come l'anno scorso, escursione all'eremo di San Marco, questa volta con traccia GPS

Vi lascio con il video della giornata, ovviamente da guardare a tutto schermo in HD

Tutte le foto originali le trovate invece qui.

Ago 08

Monte Gorzano in notturna e valle delle cento fonti

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Quest'anno, per il mio compleanno, mi sono regalato una notturna in montagna.

Partiti alla mezzanotte dalla frazione di Cesecastina in località Crognaleto (TE) siamo saliti fino alla vetta del Monte Gorzano a quota 2458. Abbiamo trascorso li il resto della notte, aspettando l'alba, e siamo quindi ripartiti alla volta del Laghetto di Gorzano e poi lungo la Valle delle Cento Fonti.

Sul monte Gorzano all'alba di un nuovo giorno

Sul monte Gorzano all'alba di un nuovo giorno

Questo è il video con le foto dell'escursione, con il solito consiglio di aprirlo a tutto schermo e attivare l'HD, per il massimo dell'esperienza.

Lug 25

Da forca di Presta, lago di Pilato, forca Viola, capanna Ghezzi

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Come due anni fa, si torna sul Monte Vettore. Questa volta la comitiva è quella del gruppo "Trekking in Abruzzo" e il percorso è più strutturato e prevede un'anello con passaggio, dopo il lago di Pilato a forca Viola per andare alla capanna Ghezzi e concludere a Castelluccio di Norcia.

Traccia

Purtroppo, rispetto a due anni fa abbiamo rinunciato alla vetta del Vettore a causa delle condizioni meteo che rendevano inutile e pericolosa la salità al monte. Ma nonostante le nuvole, il vento, il freddo è stata una bellissima escursione piena di momenti esaltanti e di paesaggi stupendi e surreali.

Lago di pilato

Tutti questi momenti li voglio ripercorrere con voi nel video qui sotto.

Ovviamente, apritelo a tutto schermo e accendete l'HD.

Giu 17

L'infernaccio ti resta sempre nel cuore

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Le gole dell'infernaccio, all'interno del parco nazionale dei monti sibillini, in provincia di Fermo, è uno dei luoghi più suggestivi dell'appennino umbro-marchigiano.

Come già nel 2010 e nel 2011, oggi vi racconto la passeggiata fatta la domenica scorso, insieme al gruppo Trekking in Abruzzo, all'interno del paesaggio scavato da fiume Tenna, per raggiungere poi l'eremo di San Leonardo e infine, l'agognata cascata nascosta.

L'escursione non inizia purtroppo bene in quanto alcuni piccoli ritardi ci hanno fatto beccare una gara ciclistica che ci ha accompagnato per una decina di Km in salita, e che ci ha fatto accumulare un'ora di ritardo.

Male per noi in quanto questo ci ha fatto poi rinunciare a raggiungere le sorgenti del Tenna, bene per qualche ciclista che ha usufruito delle nostre auto per guadagnare posizioni importanti

ciclista_scorretto

Comunque i momenti più salienti sono stati l'incontro/scontro con le pisciarelle

la traversata all'interno delle gole

Acqua del fiume Tenna

e il fantastico bagno sotto la doccia gelata della cascata nascosta. Qui vedete il momento della preparazione

Cascata Nascosta - Prima dell'immersione sotto la cascata

sotto la doccia

Cascata Nascosta - Durante dell'immersione sotto la cascata

e le bestemmie all'uscita

Cascata Nascosta - Dopo dell'immersione sotto la cascata

Della serie, il senso della vita, parte quarta, l'incontro con il cinchiale morto al centro del torrente poco più a valle della cascata nascosta

Cinchiale morto in mezzo al torrente Il Rio

Qui la traccia ufficiosa del percorso

Mappa dell'infernaccio con percorsi

e quella ufficiale proveniente dal mio cellulare. Inoltre, da qui potete scaricare il file .kmz per Google Earth che contiene un livello con la mappa 1:25000 dell'area e la traccia dell'escursione.

snapshot file kmz infernaccio

Gustatevi ora il bellissimo video, realizzato da Gianni, con le nostre foto più belle, entusiasmante.

Per concludere, vi lascio con le mie foto al completo

e quelle di maury

Lug 30

Escursione all'eremo di San Marco

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Oggi voglio proporvi una breve ma intensa escursione all'eremo di San Marco, un romitorio incastrato nella roccia travertinica su cui pioggia il pianoro di San Marco, sopra ad Ascoli Piceno. Questo edificio storico, ben visibile dalla città in quanto illuminato durante la notte, vuoi per le segnalazioni quasi del tutto assenti, vuoi per il maggiore richiamo turistico del pianoro, è ai più sconosciuto.

Il percorso circolare che vi propongo si fa in meno di tre ore ed è abbastanza semplice avendolo fatto ieri io, maury, a cui appartengono molte delle foto seguenti, e i miei due figli di 7 e 9 anni.

Dato che la via "direttissima" per l'eremo è un'altra, più breve, ma meno suggestiva, che parte dal cimitero di Piagge e, in un quarto d'ora raggiunge il monastero, la via da noi scelta è meno trafficata e quindi meno evidente. E' quindi importante, se vi ci si reca la prima volta, avere dei riferimenti cartografici per evitare di perdere il sentiero.

Purtroppo avevo dimenticato a casa il Garmin e non ricordavo, almeno fino a 3/4 del percorso, di avere un applicativo GPS sul cellulare per cui, relativamente al percorso, vi riporto queste tre mappe e la parte finale del circuito ricavata dal cellulare

Il percorso inizia da un sentiero quasi di fronte al Sacrario

e si trasforma immediatamente in una ripida scalinata che porta sotto la rupe di travertino di cui è composta la base del pianoro.

Discesi alla base della rupe ci si ritrova in un fitto bosco formato da diverse specie tra cui felci, castagni e pioppi.  Dopo neanche cinque minuti ci si trova ad una biforcazione a Y, quella sulla destra più netta mentre quella sulla sinistra, meno accennata ma questo dipende molto da quanta gente ha recentemente fatto questo percorso.

Noi andremo verso sinistra ma prima, dirigiamoci verso destra dove raggiungiamo, dopo neanche un minuto, dei ruderi coperti da boscaglia, sono i ruderi del convento di San Lorenzo, abbandonato, nel XIII secolo, quando i suoi spazi divennero esigui per i molti monaci che, in quel periodo, si dettero a vita religiosa. Della struttura rimangono la macina ricavata dai monaci modellando un masso di travertino, una vasca ottenuta scavando un blocco di pietra, la cisterna dell'acqua e solo tracce intuibili delle mura perimetrali.

Abbandonando i ruderi proseguiamo ancora un po' su questa deviazione per raggiungere, dopo una breve salita, la grotta del Beato Corrado Miliani che vi morì, già in odore di santità, nell'anno 1289. La grotta è stata scavata nella roccia. Al suo interno si notano i resti dei fori per una probabile porta che chiudeva l'antro e un foro circolare scavato nella roccia usato forse per riporvi il cibo.

Proprio di fianco, la parete rocciosa travertinica viene usata dagli scalatori per allenarsi e lo si può notare dai chiodi fissati sulla parete e comunque non è raro trovare gente che si allena

Ritorniamo alla biforcazione e proseguiamo sul sentiero a sinistra. Qui ci aspetta una mezz'oretta di cammino su un sentiero non sempre ben identificato tra sali e scendi sempre immersi nel magnifico bosco del versante fino a raggiungere il famoso dito del diavolo, spuntone di travertino che buca il bosco, ben visibile da Ascoli, dal pianoro e da ampi tratti della strada che congiunge il pianoro ad Ascoli.

Anche lo spuntone viene utilizzato come palestra di roccia. Proseguiamo ci incanaliamo in una gola e raggiungiamo a breve un tratto di bosco pianeggiante che ci porta ad una radura che contiene i resti abbandonati di una fornace per la trasformazione del travertino di cui resta solo una gru li abbandonata che, come un pugno nell'occhio, deturpa la bellezza dell'ambiente.

Nella stessa radura, proprio di fronte alla gru, troviamo un'altra struttura particolare che sembra una rimessa per qualche tipo di animale non meglio identificato.

Proseguendo in questa direzione ci si immerge di nuovo nel fitto bosco e dopo una decina di minuti di salita si raggiunge finalmente l'eremo.

La prima emozione è quella di trovarsi in qualche tempio Maya, grazie al contrasto tra la costruzione in pietra e il bosco che la nasconde e la circonda.

La seconda emozione è per l'imponente scalinata ad arco che permette di scavalcare un imponente burrone.

Ma non è ancora tempo di salire all'eremo. Dirigiamoci invece sulla sinistra, scavalchiamo una fune d'acciaio e, sempre tenendoci alla fune, raggiungiamo uno sperone da cui è possibile ammirare da un lato la spendida veduta della città di Ascoli Piceno e, dall'altro, l'eremo incastrato nella roccia.

Mi raccomando, fate molta attenzione in questo punto, reggendovi bene al cavo d'acciaio in quanto, anche se non sembra visto che intorno alla passerella rocciosa è tutto fitto di verde, in realtà siete circondati da tre lati da un ampio burrone che supera i cento metri di altezza quindi occhio.

Ritorniamo quindi indietro e saliamo alfine all'eremo. Ci attende un primo piano formato da un ampio salone con tetto a barilotto costruito in blocchi squadrati in travertino in cui si intravvedono, ricoperti da vari graffiti lasciati da vandali e incivili ragazzi, i predecenti graffiti che ricoprivano i soffitto.

Tramite un'altra scala raggiungiamo l'ampio salone, al piano superiore, il cui tetto è formato dalla nuda roccia della montagna da cui pendono piante e erbe rampicanti.

Il salone contiene tre monumenti funebri e un ampio altare forse usato, in passato, per le messe. Dalle finestre possiamo invece ammirare il bellissimo panorama sulla città.

Superando un breve tratto scoperto (occhio alle vertigini), raggiungiamo invece la struttura che accoglieva, in passato, la campana del convento

Scendendo dall'eremo ci dirigiamo sul sentiero che ci porta a casa. Stavolta non scendiamo lungo il sentiero in discesa che ci ha  portato all'eremo ma proseguiamo dritti e dopo cinque minuti raggiungiamo il bivio del percorso 1 che porta, da un lato alla frazione di Piagge e, dall'altro ci riporda al pianoro.

Prendiamo ovviamente questa seconda via che, tutta in salita, in mezz'ora ci riporta nella piazzola dove abbiamo lasciato la macchina.

In definitiva una breve ma intensa escursione con un sacco di cose da vedere condensate in un pomeriggio immersi nella natura. Se volete potete fare il tragitto nella mattinata e poi approfittare dei prati del pianoro del colle San Marco per un gustoso picnic all'aria aperta.

Ago 17

Monte Brancastello via Vado di Corno in notturna

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Tempo di lettura: 8 min

Quello che voglio raccontarvi oggi è una bellissima escursione, eseguita in notturna nella notte tra il 13 e il 14 Agosto, che ci ha portato dalla piana di Campo Imperatore, passando per Vado di Corno, su su fino alla cima del monte Brancastello.

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Ago 09

Gola dell'infernaccio, eremo di San Leonardo e cascata nascosta 2011

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Tempo di lettura: 2 min

Sabato io, maury, alessia, vinz e virna siamo andati gole dell'infernaccio. Un'altra splendida giornata in compagnia del sole, degli amici e della montagna. Molte delle informazioni su questi luoghi le trovate sul mio articolo dell'anno scorso che raccontava la gita all'infernaccio con famiglia al seguito.

Cos'è successo di particolare rispetto all'anno scorso? Innanzitutto all'arrivo alle pisciarelle una sorpresa. Da lontano sembrava come se una collina avesse ingoiato il vecchio percorso ed invece no. Quello che sembrava terra è invece una immensa valanga di neve caduta in inverno che ancora non si scioglie e che ha creato un ponte tra il lato destro e quello sinistro della gola.

Ecco infatti come si presentava l'ingresso prima

Alla gola dell'Infernaccio

ed ecco come si presenta ora

Valanga sul fiume Tenna - Lato Pisciarelle 2

e maury raccontava che a Giugno il buco era molto ma molto più piccolo. Vedete quella roba marrone? E' tutto ghiaccio. Fantastico.

Valanga sul fiume Tenna - Dettaglio 5

Anche stavolta abbiamo portato il nosto Tux, che è stato visto sulla scalinata dell'eremo di San Leonardo

PICT0021

a fare un bagnetto sulla cascata nascosta

Cascata Nascosta - Il bagno di Tux

e ha fatto amicizia con un simpatico animaletto: la rosalia alpina

Rosalia Alpina su Tux

Tutte le foto della giornata e un video di un tizio che si stende nudo sul corso del fiume le trovate sul mio album che contiene anche le foto fatte da Vinz.

Altre foto sull'album di maury.

In definitiva una bella giornata e dei luoghi bellissimi che consiglio a tutti, bambini compresi in quanto il percorso, almeno fino all'eremo, è consigliatissimo per una bella gita famigliare in quanto i passaggi sono molto semplici e il tragitto è praticamente tutto escursionistico.

Lug 18

Escursione sul Monte Vettore e Lago di Pilato

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Oggi vi porto su una delle vette più suggestive dell'appennino umbro-marchigiano, quella del monte Vettore. Di ritorno da tale vetta andremo a visitare uno dei luoghi più magici e misteriosi del complesso dei monti Sibillini, il lago di Pilato, cosiderato già dal XIII secolo, luogo di maghi e negromanti, il cui nome deriva dalla leggenda che lo vuole tomba di Ponzio Pilato.

Il giro ripercorre quello fatto ieri da me e da maury con partenza da Forca di Presta a quota 1534 per raggiungere poi il rifugio Zilioli a quota 2240 e da li poi la vetta del monte Vettore a quota 2476 (percorso giallo). Infine si ridiscendere e, sempre dal rifugio, si  raggiungere quindi il lago di Pilato a quota 1946 (percorso blu) tornando poi sui propri passi fino a Forca di Presta (percorso verde).

Tecnicamente parlando il sentiero da percorrere è prevalentemente escursionistico (E) con alcuni tratti di tipo alpinistico soprattutto nella discesa al lago di Pilato dove, in alcuni punti, bisogna usare le mani per superare dei brevi dislivelli ma nulla che un adulto con un minimo di preparazione fisica non possa superare.

La preparazione fisica è invece richiesta e conviene essere allenati sul trekking o su altri sport soprattutto a causa della notevole durata del percorso, oltre 6 ore di cammino per 12 Km di tragitto per  1000 metri di dislivello per raggiungere la vetta del Vettore a cui si sommano altri 400 metri dal lago di Pilato al rifugio Zilioli.

Se si aggiunge la caratteristica che rende suggestivo il percorso ossia la assoluta completa mancanza di alberi e quindi di ombra che costringe a portarsi dietro un notevole quantitativo d'acqua (almeno tre litri) tutto questo porta a consigliare il percorso ad adulti o ragazzi sopra ai 16 anni con una buona preparazione atletica.

Il percorso, almeno quello fino al monte Vettore, è facilmente seguibile ed è impossibile perdere la via. Si possono scegliere scorciatoie o brevi tratti più lunghi ma a pendenza minore ma, alla fine, la strada è unica senza possibilità di errore.

Altrettanto facile, una volta scesi, è la risalita dal lago di Pilato. Lievemente più impegnativa è la discesa verso il lago. Il primo tratto è completamente erboso senza un sentiero segnato ma il punto di arrivo è perfettamente visibile in ogni momento e quindi si può scegliere come scendere verso il canalone che porta al lago. Da quel punto, vi è un tratto non perfettamente visibile ne semplice che risulta essere quella parte di tipo alpinistico che citavo sopra ma di questo ve ne parlo dettagliatamente più sotto.

Partenza, come dicevo, attorno alle 9:00 non prima di aver fatto visita al rifugio degli alpini per farsi preparare un paio di panini con il Ciauscolo

Forca di presta

Ma il diavoletto è dietro l'angolo. Avrei proprio desiderato assaggiare questo tipico salame e invece, quando siamo arrivati noi, causa assalto di turisti imprevisto la sera prima, il pane era finito e quindi abbiamo dovuto rinunciare a questa prelibatezza marchigiana. Per fortuna, da bravo informatico, avevo un paio di frittelle di backup nella sacca.

Il primo tratto di salita è veramente dura soprattutto perchè si è appena partiti e i muscoli sono ancora freddi. Ma è altrettanto vero che il panorama diventa subito fantastico con alla sinistra la valle di Castelluccio di Norcia e la sua Piana Grande, famosa per i colori nel periodi di fioritura. Anche noi, nonostante questo periodo sia ormai passato, possiamo ammirare i rossi dei papaveri e l'azzurro delle famose lenticchie di Norcia.

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Alle spalle troviamo invece la sezione più settentrionale dei monti della Laga fino, in fondo, a riuscire a scorgere il Gran Sasso d'Italia con il suo corno Grande

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Ovviamente, il vostro affezionato blogger, già in carenza di ossigeno e sopraffatto da queste bellezze dimentica di accendere il suo fidato Garmin Forerunner 305 e questo ricordo gli sovviene solo dopo qualche minuto prendendosi il primo cazziatone di Maury per la sosta fuori programma appena partiti.

Appena partito da Forca di Presta avevo dimenticato come al solito di far partire il Garmin Forerunner 305 (foto di maury.it)

Dopo questo primo tratto in cui la pendenza fa subito la differenza tra chi è in e chi è fuori forma, si affronta la parte centrale della salita al rifugio in cui, vuoi per i muscoli finalmente caldi, vuoi per una pendenza leggermente inferiore, si procede un po' più velocemente. Siamo vicini al Vettoretto a quota 2052, una piccola collinetta che ci porta su Pratopulito, un pendio a pendenza minore con fondo in parte ghiaioso. Continua a leggere