Apr 12

Gara di primo soccorso ad Ancona (2017)

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Sei anni fa partecipavo, per la prima volta come soccorritore, ad una gara di primo soccorso ad Ancona. Purtroppo da quella volta non ho potuto più parteciparvi perchè a queste gare, giustamente, sono esclusi medici, infermieri e studenti di queste aree.

Ma quest'anno, come "preparatore atletico" e fotografo ho accompagnato due squadre del gruppo giovani della Croce verde, a questa gara. Squadre che, come sempre hanno saputo far valere le proprie professionalità mettendosi in gioco contro squadre di altre associazioni.

Qui le foto della bellissima giornata.


Gara di primo soccorso - Ancona 2017

Gen 28

Andiamo a vivere vicino a Vega?

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Come sarebbe il nostro cielo se la terra fosse in orbita intorno a altre stelle diverse dal Sole.

Ce lo mostra questo bel video dell'agenzia spaziale russa.

Essendo in russo, ve lo traduco

0:03 - Se ci fossero altre stelle al posto del sole
0:15 - Alpha-Centauri. Il sistema stellare più vicino al nostro. Formato da due stelle e una nana rossa, Proxima Centauri.
0:25 - Alpha-Centauri. Distanza dalla terra - 4 anni luce
0:37 - Sirio, la più brillante stella del cielo notturno
0:49 - Sirio. Distanza dalla Terra: 8 anni luce. Luminosità: 1.7 volte quella del Sole.
1:01 - Arturo. Una gigante rossa
1:14 - Arturo. Distanza dalla Terra: 37 anni luce. Luminosità: 25 volte quella del Sole.
1:25 - Vega. La stella più studiata dopo il sole.
1:38 - Vega. Distanza dalla Terra: 25 anni luce. Luminosità: 2.8 volte quella del Sole.
1:49 - Stella polare. Supergigante. Luminosità: 2.8 volte quella del Sole.

Feb 06

Simulazione su pazienti traumatizzati a Montesilvano (PE)

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Questa mattina ero a Montesilvano come supporto e istruttore in alcune simulazione per la formazione del gruppo di volontari di protezione civile e sanitario dell'associazione "Corpo Volontari Protezione Civile". Insieme a due infermieri del 118 della AUSL di Pescara ho fatto vedere l'utilizzo della spinale con annessi e connessi, il barellamento e l'estricazione dall'auto di paziente incidentato senza l'utilizzo del KED.

Foto di gruppo dell'evento

Al termine un paio di simulazioni anche se il tempo, tiranno, non ci ha permesso di far provare a tutti la simulazione messa su in quanto, non essendoci coordinati bene, avevamo capito che bisognava solo mostrare gli strumenti e quando s'è saputo della simulazione ormai alcuni di noi avevano preso altri impegni. Ma sicuramente ci saranno altri momenti, nelle prossime settimane dove ripassare quanto fatto oggi e inserire, ad esempio, il KED.

Comunque, complice il bel tempo, l'entusiasmo dei volontari di Montesilvano e l'attenzione degli istruttori, una bellissima mattinata di formazione, anche per noi che queste cose le facciamo spesso ma che, a ripassarle, non ci fa mai male anche perchè è nel momento in cui devi spiegare agli altri cosa fare, come fare, quando fare e perchè fare che capisci se sei padrone delle tecniche o se, anche tu, hai dimenticato qualcosetta che va rispolverata.

Se non avete partecipato alla giornata, potete farvi un'idea di quello che è successo grazie alle foto del presidente dell'associazione Andrea Gallerati

Mag 11

Resoconto del campo Yeti Soccorso

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Siamo alfine sopravvissuti a due giorni di grande crescita personale e ad un sicuro momento di coesione sia tra i vari gruppi che vi hanno partecipato, sia tra all'interno del piccolo gruppo di protezione civile della croce verde di VIlla Rosa.

Sto ovviamente parlando dello campo Yeti Soccorso organizzato dalla Scuola Formazione Protezione Civile Gran Sasso D'Italia e pensato per simulare varie situazioni di emergenza.

Vi parlavo già di questo evento in un mio precedente articolo. Ora vi racconto, dal mio punto di vista come sono andati questi due giorni.

La partenza in Croce Verde è stata via via spostata sempre più indietro fino a assestrarsi alle ore 5.15. Io, pensando di conoscere i miei polli, decido di organizzarmi per arrivare in Croce Verde intorno alle 5.30, pensando di non essere sicuramente l'ultimo ad arrivare.

Alle 5.14 sto caricando le borse in auto quando sento il mio cellulare squillare. A quanto pare l'unico ritardatario sono proprio io e gli altri sono già tutti li pronti a partire.

Mi fiondo quindi sull strade abruzzesi e alla 5.25 sono in Croce Verde, il tempo di trasferire i bagagli e siamo in marcia verso la prima tappa, il piazzale all'uscita dell'A14 di Giulianova per l'incontro con il gruppo di Mosciano Sant'Angelo.

Un altra tappa all'ingresso dell'A25 per incontrare il gruppo di Teramo e poi via, verso la nostra destinazione: Santo Stefano di Sessanio (AQ).

La mattinata, per essere una giornata di Maggio, è fredda, nuovolosa con rischio pioggia e si è mantenuta cosi per tutta la giornata con un peggioramento ovvimanente nell'ambito della temperatura tant' è che, alla fine avevo sotto tuta pesante e pantaloni della protezione civile mentre sopra avevo maglietta di cotone, maglia di pile, tuta e giubotto della protezione civile eppure il freddo passava lo stesso, soprattutto nei momenti di pausa tipo la cena.

Ma andiamo per ordine.

Una volta giunti sul campo da calcio che diventerà, per due giorni, il nostro campo base abbiamo provveduto a scaricare i pezzi delle tende dal camion e, una volta messi in cerchio tutti, abbiamo provveduto a far vedere, passo passo, come si montava una tenda. Per il sottoscritto era la prima volta che montavo la tenda avendo provveduto solo a smontarla durante l'esercitazione di Pineto ed è stato quindi bello montarla la prima volta e poi fare da supervisore durante il montaggio delle altre tende degli altri gruppi. Alla fine, complice il fatto che o tutte le tende venivano montate a dovere o nessuno poteva pranzare, quasi tutto è filato liscio a parte qualche pezzo mancante e qualche buco non imbucato.

A questo punto ci aspetta il pranzo all'aperto nel ristorantino li vicino. Menu del giorno: pasta al sugo con panna e, credo, prosciutto cotto e il famigerato piatto di fagioli tonno e cipolla. Già cosi è da terroristi fornire a gente che poi dovrà dormire in tenda insieme tutta questa serie di munizioni, se poi considerate che, in realtà l'ordine degli ingredienti era cipolla con fagioli e tonno, vi fà già sospettare che la nottata non è stata delle migliori 😀

E subito ecco nascere la prima polemica. Infatti, a causa della presenza di personale proveniente da Isola del Gran Sasso, si chiede a viva voce come mai non sia presente nel menu la fantastica porchetta di Isola. La polemica rientra solo dopo solenne promessa degli isolani di sopperire a questa ingiustificabile mancanza per cena.

Ma torniamo alla giornata e ai preparativi per la prima esercitazione, quella sul rischio idrogeologico illustrato di nuovo da noi della crce verde. Con Jeep e pompa al seguito ci dirigiamo tutti sul laghetto adiacente al paese per prosciugarlo. Scherzo, il llaghetto in questione è di circa 50 metri di diametro e profondo, ci dicono, sette metri. Di fianco al laghetto una chiesa tenuta insieme da fascie metalliche dopo le scosse del terremoto di un anno fa.

Sganciamo il carrello, lo apriamo e facciamo vedere a tutti i pezzi della pompa, come si collegano e come funziona. A turno, tutti i partecipanti all'evento, prendono dimestichezza con la pompa, imparano a srotolare i vari tubi, a metterla in funzione e ad aspirare l'acqua. Inoltre viene loro spiegato come gestire i curiosi e, nel caso di sottopassi allagati, a come gestire i vari automobilisti inferociti usando lo strumento d'eccezione per questo genere di gestione: il crick della jeep 😀

Rientrati nel campo base, i gruppi vengono divisi. Un gruppo va a montare, purtroppo per finta il ponte radio in alta montagna. Dico per finta in quanto un ponte radio in luogo elevato avrebbe migliorato e risolto i problemi di ricezione che ci sarebbero poi stati a causa della mancata copertura di alcune zone scenario di successive simulazioni. Purtroppo nessuno aveva pensato a portare una batteria da auto per questo ponte. Un altro gruppo torna al laghetto per mostrare ad alcuni nuovi arrivati la pompa e vedere come si carica d'acqua la jeep con l'attrezzatura antiincendio.

Al mio gruppo tocca invece il montaggio di tenda in località impervia. Veniamo quindi trasportati su di un costone montano e lasciati li a montare la tenda con l'ordine di avvertire il campo base nel momento in cui la tenda sia montata per controllare. Grazie all'esperienza del mattino e al fatto che una parte della tenda non è stata scaricata dal camion, i nostri intrepidi soccorritori montano la tenda in un tempo da guinness inferiore ai dieci minuti. Ma il problema è dietro l'angolo. Il campo base non è raggiungibile via radio. Contattiamo quindi una persona presente nel camper di comando via cellulare, chiedendo di informare il comandante supremo che la squadra ha montato la tenda e che attende istruzioni.

Purtroppo le informazioni non arrivano ma, riuscendo a contattare con la radio, uno degli altri componenti della croce verde rimasti sul campo base, veniamo informati di lasciare la tenda cosi com'è e di rientrare subito al campo base per partecipare, con tutti gli altri alla simulazione sull'incendio boschivo.

Giungiamo quindi al campo base giusto in tempo per aggregarci alla colonna che ci porterà in mezzo ai monti per la simulazione di incendio boschivo. Sostanzialmente, viene riempita una vasca di metallo piena di acqua, kerosene e benzina e grazie all'idrante presente sulla jeep e all'attrezzatura adatta viene spiegato e viene fatto provare qual'è l'approccio giusto per spegnere incendi di liquidi infiammabili su acqua. A fine prova viene scattata la foto ufficiale di gruppo dell'evento.

Si torna quindi alla base per la meritata cena a base di pasta al sugo semplice, salsicce, formaggio e la fantomatica porchetta anche se voci di corridoio segnalano che quest'ultima sia stata preventivamente assaggiata dai cani dell'albergo. Ma questa resta una voce senza ulteriore conferma. L'argomento principale della cena è comunque il gran freddo che penetra nelle ossa nonostante i multistrato e che costringe il sottoscritto, con la scusa di dover ricaricare il cellulare, a sostare all'interno del bar del ristorante per una decina di minuti per recuperare un po' di calore corporeo.

Resta, a questo punto, l'ultima esercitazione della giornata in notturna. Quella della ricerca dispersi in montagna. Dopo alcuni momenti di panico relativi alle voci circolanti riguardo l'orario previsto per questa esercitazione, le TRE!!!!, in realtà si scopre che l'esercitazione è di li a breve anche stiamo comunque parlando delle 22.30. Veniamo quindi convocati come capisquadra all'interno del campo base e ci vengono fornite le scarne informazioni circa due escursionisti dispersi in una zona a valle del paese.

Purtroppo una serie di inconvenienti alla mia squadra non mi permettono di raccontarvi cosa sia successo. Ho solo sentito della presenza di cinchiali in giro per il "campo di gara" che ha spaventato le due cavie e le ha fatte rintanare su di un albero dove sono state facilmente trovate dalle squadre di soccorso tant'è che alle mezza eravamo già in tenda.

Purtroppo, almeno per il sottoscritto, la notte in tenda non è stata delle migliori. Innanzitutto le varie orchestre sinfoniche nasali dei miei coinquilini, poi un piccolo problema sanitario ci ha portato al pronto soccorso dell'ospedale de L'Aquila. Ne ho approfittato per visitare, dal vivo, il centro de L'Aquila e vi posso assicurare che, un conto è vedere L'Aquila in televisione e un conto è vedere dal vivo una città fantasma con cucine, stanze da letto, soggiorni "a vista", una città con balconi dove i panni stesi sono li da un anno senza che nessuno abbia la possibilità di ritirarli. Vi giuro che è impossibile reprimere quel brivido di paura e soggezione che attraversa la schiena.

Comunque, dopo aver tentato inutilmente di trovare una macchinetta per il caffè all'ospedale o un bar aperto a L'Aquila, torniamo al campo base per dormire anzi collassare per un paio d'ore nel sacco a pelo.

Ed eccoci alle 7.30 di un nuovo giorno svegliati dalle bitonali delle ambulanze presenti in loco. Considerate un campo di zombi che vagano alla ricerca di una latrina, di una canna da cui sgorghi l'acqua e all'accecante ricerca di un caffè e di un cornetto e potrete avere una mezza idea dell'atmosfera che aleggiava sul campo fino alle 9.00.

Finalmente gli zombi ritrovano una parvenza umana appena in tempo per l'ultima ma anche la più interessante esercitazione dell'evento: la ricerca dispersi all'interno di Santo Stefano di Sessanio.

Nel briefing iniziale siamo informati che un terremoto ha sconvolto il comune e che dieci persone risultano ancora disperse. Lo scopo delle quattro squadre è attaccare il paese dai quattro punti cardinali e trovare il gruppo di dispersi.

Il gruppo della croce verde, a cui è stata assegnata la barella a cucchiaio, decide, visto che siamo più di dieci e che abbiamo anche una nostra frequenza personale oltre che a due radio, di dividerci in due.

Il caposquadra Anthony con una e io con un altra composta da quattro persone. Solo che dopo qualche minuto mi accorgo che, mentre la squadra di Anthony ha la barella, uno dei miei ha le cinghie della barella. Decido quindi di rimandarlo indietro. Inoltre, uno dei tre rimasti, il sanitario del gruppo decide di andarsene per i fatti suoi mentre io e l'altro, della protezione civile di Mosciano, controlliamo i vicoli del paese alla ricerca dei dispersi.

Peggio per lui perchè la nostra mini-squadra composta da due sole persone trova il primo disperso della giornata: una persona in evidente stato confusionale. Dopo averlo calmato, contatto Anthony che a sua volta contatta il comandante. Dato che la base non sà che noi ci siamo separati, ordina di disimpegnare un soccorritore e accompagnare lo stato confusionale al PMA, il Presidio medico avanzato. Dato che siamo in due, riscendiamo ambedue dal paese e ci dirigiamo al PMA che, al nostro arrivo è completamente vuoto nonostante il coordinamento assicuri che li c'è il personale medico.

Smolliamo la cavia in stato confusionale con l'ordine di distruggere il PMA e ritorniamo nel paese per continuare la ricerca.

Il mio desiderio di trovare la cavia del nostro gruppo, Melania, viene esaudito in quanto, all'interno di un vicolo, sopra una scalinata, la trovo stesa a terra, dolorante. La paziente dichiara di non sentire nulla dal collo in giù e che è stata travolta da detriti caduti dall'alto. Un evidente caso di paziente politraumatizzato con probabile lesione alla colonna vertebrale.

Bloccato il rachide, chiamo Anthony e chiedo supporto per il medico, per la barella spinale e mando l'altro soccorritore ad attendere la squadra presso la piazza del municipio di Santo Stefano di Sessanio. Intanto io e la paziente ci rilassiamo e scattiamo qualche foto ricordo.

Arrivano finalmente i soccorsi e, amara sorpresa, arrivano con la barella a cucchiaio ma senza spinale. Io e la paziente, che tra l'altro è anche un soccorritore, ci rifiutiamo di usare la barella e, dato che il paziente è in condizioni stabili, richiedo di attendere il disimpegno della spinale ma il medico presente ci fa: "ma no, trasportatela con la barella". Benchè allibiti, avendolo ordinato il medico, mi appresto a operare le manovre necessarie a trasferire Malania sulla barella nonostante le dimostranze della stessa.

La cosa fantastica è stata quando, arrivati in piazza dove vi era anche un paziente con gamba fratturata posto su una spinale, vedere il nostro paziente inveire contro tutti riguardo al fatto che lei, politraumatizzata, era posta su di una barella a cucchiaio mentre una semplice frattura era imbracata sulla spinale con ragno e tutti gli annessi e connessi.

Veramente da ridere anche se è difficile non darle ragione. In un caso reale, personalemente, una chiamata alla centrale 118 l'avrei fatta per avere conferma del trasporto di un poltraumatizzato, stabile, senza problemi relativi alla sicurezza della scena sulla barella a cucchiaio.

Ma va bene cosi. Alla fine, in due abbiamo trovato due dei dieci dispersi, ci siamo divertiti e un grande momento di crescita personale.

Chiudiamo infine la giornata con la cerimonia della consegna di un ambulanza donata dalla Croce Verde di Viareggio al gruppo di Santo Stefano di Sessanio e al pranzo, questa volta, in un ristorante di Barisciano a base di gnocchetti, tagliatelle funghi e porcini e grigliata mista.

Conclude la giornata il ritorno in Croce Verde, il ritorno a casa e il ritorno al letto dove ho poi trascorso le successive 14 ore a recuperare quanto perso nell'ultima settimana.

In conclusione, un'esperienza totalmente positiva, con alcuni piccoli problemi che però servono a formare, a crescere e a migliorare nella speranza che tutto questo resti sempre e solo un'esercitazione.

Altre foto nel mio album su Flickr con tutte le immagini in alta risoluzione, nell'album di Angela Medori, nell'album di Melania, nell'album di Alessandro Lellii e nell'album di Umberto Rosini.

Domani un mio breve video su YouTube.

Mag 08

Yeti Soccorso - Simulazione di protezione civile a L'Aquila

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Questa mattina, alle 5.00, sono partito per una due giorni di simulazione di protezione civile a L'Aquila. L'evento è chiamato Yeti soccorso.

L’esercitazione, organizzata dalla SFPC - Scuola Formazione Protezione Civile Gran Sasso D'Italia, vuole essere la simulazione di diverse tipologie d’intervento di soccorso tecnico , di gestione dell’emergenza e prima prova tecnica della P.A. Gran Sasso Soccorso e Croce Bianca Teramo.

L’esercitazione in questione richiederà l’impiego di personale specializzato, mezzi ed attrezzature campali di Protezione Civile e Sanitario, in seno alle varie Pubbliche Assistenze della Regione Abruzzo (già inserite nel sistema regionale d’emergenza).

Si prevede una richiesta di allestimento di un Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) nell’area del Comune di S. Stefano di Sessanio(Aq) dove affluiranno i mezzi, le attrezzature ed il personale della Colonna Mobile Regionale di Protezione Civile dell’A.N.P.AS. Abruzzo.

Una volta che l’ammassamento dei soccorsi è terminata, ad opera del personale logistico della Colonna Mobile, verrà allestito la tendopoli del CCS ovvero la perimetrazione dell’area coinvolta, le opere connesse ai servizi di magazzino e vettovagliamento, la messa in sicurezza del nido degli automezzi, il montaggio di 10 tende modello P88 per l’alloggio del personali impiegato, di 3 tende pneumatiche (2 destinate quali PMA ed una come segreteria. La struttura sarà pienamente operante entro 3 ore dall’inizio del montaggio, e sarà autosufficiente per un periodo di 38 h, erogando pasti, servizi, ed assistenza per il personale impegnato nelle operazioni di soccorso.

Nella giornata di sabato 08 maggio, verranno impiegate squadre specialistiche nei seguenti scenari, i quali verranno allestiti e resi operativi (tempistica, luogo, ed altre peculiarità) all’insaputa del personale operativo impiegato.

Gli scenari che verranno allestiti sono:

  • Rischio Idrogeologico
  • Ricerca Dispersi
  • Incidente Stradale
  • Logistica d’Emergenza

Questo è il programma dell'evento.

Sabato 08 maggio 2010

Ore 08.00 – Raduno della Colonna Mobile c/o il bivio per S.Stefano
Ore 08.30 – Arrivo a S. Stefano
Ore 09.00 – Inizio operazioni di allestimento della tendopoli
Ore 11.00 – Fine allestimento campo
Ore 12.30 – Pranzo
Ore 15.00 – Inizio attività Random
Ore 20.00 – Cena
Ore 01.00 – Fine attività

Domenica 09 maggio 2010

Ore 07.30 – Sveglia
Ore 08.00 – Colazione
Ore 09.30 – Evacuazione Zona Rossa
Ore 11.00 – Fine Simulazione
Ore 11.20 – Smontaggio campo
Ore 13.00 – Pranzo

Dic 19

Tutte le foto della simulazione di Pineto

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Logo del Dipartimento della Protezione CivileIeri ho avuto l'autorizzazione dai capi a pubblicare tutte le foto, ad alta risoluzione, della simulazione tenuta dalla protezione civile a Pineto che raccontavo brevemente in un mio precedente articolo.

Occhio che, come per l'articolo precedente, anche in questo ci sono foto di ferite ovviamente simulate che, essendo molto realistiche, potrebbero essere non adatte a persone particolarmente sensibili.

Sono riuscito a scaricare quasi trecento foto, tutte ad alta risoluzione, che potete vedere, ingrandire e scaricare singolarmente dal mio sito su Flickr.

Se preferite potete invece vederle tutte, a tutto schermo, in sequenza come presentazione automatica.

La stessa sequenza automatica, in miniatura, è disponibile qui sotto.

Dic 14

Simulazione di incendio al comune di Pineto (TE)

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Articolo da bollino rossoInnanzitutto una premessa. Tutte le foto di ferite contenute in questo articolo sono ovviamente simulate ma essendo molto realistiche potrebbero essere non adatte a persone particolarmente sensibili. In caso di malore il numero da chiamare è il 118.

Ieri si è tenuta a Pineto una simulazione coordinata tra protezione civile e sanitario all'interno del progetto di formazione regionale delle associazioni facenti capo all'ANPAS.

La simulazione prevedeva l'intervento presso il municipio del paese ove era in atto un principio di incendio e coinvolgeva all'inizio principalmente il settore di protezione civile relativamente al coordinamento dei soccorsi e alla gestione ed eventuale rimozione dell'incendio stesso. L'emergenza poi proseguiva, in ambito sanitario, con l'individuazione, la gestione e il trasferimento dei feriti dell'evento. Un secondo evento prevedeva poi un incidente in cui era coinvolto un pulmino pieno di ragazzi.

Ma, come nostro solito, andiamo con ordine.

L'appuntamento, per gli uomini e le donne della Croce Verde di Villa Rosa di Martinsicuro è alle ore 06.30 per la preparazione dei mezzi e delle strutture e per la partenza prevista per Pineto alle ore 07.00.

Il gruppo Croce Verde in partenza per Pineto

Si parte con Jeep e mezzi al seguito. Ecco la nostra uscita dall'A14 a Pineto in perfetto orario alle 07.57.

Uscita A14 Pineto. I nostri potenti mezzi

Purtroppo gli altri 16 gruppi non sono cosi puntuali e quindi arrivano un po' alla spicciolata nelle successive due ore tra cui la croce bianca di Alba Adriatica, la croce bianca di Teramo, il Pros di Pineto, la angolana di Montesilvano e cosi via oltre a una piccola rappresentanza della Città di Castello.

Quasi per ultimi arrivano i grandi della protezione civile di Mosciano Sant'Angelo con i loro potenti pezzi tra cui un'autoscala di oltre 30 metri di portata.

Discesa di un politraumatizzato con lettiga e autoscala

Giusto il tempo di un breve briefing e di una foto di gruppo (è possibile ingrandirla cliccando sulla foto sotto)

e siamo pronti per partire. Ovviamente partono prima i mezzi della protezione civile delegati a verificare la situazione in loco, mettere in sicurezza la scena ed allertare poi i mezzi di soccorso.

Purtroppo all'inizio le comunicazioni sono un po' confuse vuoi anche la discreta distanza della postazione delle ambulanze rispetto al luogo dell'evento e la mancanza di un ponte radio in altura ma, una volta avvicinate le ambulanze tutto diventa più chiaro. Dalla centrale operativa c'è una richiesta generalizzata a tutte le ambulanze di recarsi in loco per la gestione dei feriti.

Il vostro capitano insieme all'altro Bruni della Croce Verde, (soprannominati ormai "I gemelli diversi") sono stati collocati in una squadra sanitaria con gli amici della croce Angolana

La squadra 6 Croce Angolana in cui sono distaccati i due Bruni

Ci fiondiamo quindi a sirene spiegate sul luogo dell'incendio: il municipio di Pineto. Siamo la prima o forse la seconda ambulanza ad arrivare sul posto ed entriamo quindi quando ancora la scena è abbastanza vergine. In giro persone ferite e contuse. Noi ci dirigiamo, coordinati dall'ufficiale in capo della protezione civile verso i feriti più gravi ed in particolare trattiamo subito sul pianerottolo del secondo piano, un giovane non cosciente con una profonda ferita alla guancia sinistra e con, in particolare, una amputazione di una falange del indice sinistro. Da notare, nella foto sotto, l'indice sul telo e, da notare anche il mio primo errore: il dito non è stato messo nel ghiaccio. Sulla destra il vostro capitano nell'atto di piazzare il saturimetro per la valutazione dei parametri vitali del paziente.

Il nostro primo trattamento, amputazione falange indice sinistro

Proseguiamo comunque il trattamento del paziente

Trattamento del paziente con indice amputato

fino all'immobilizzazione sulla barella a cucchiaio e il trasporto fino all'ambulanza al piano terra e al Posto Medico Avanzato (P.M.A.) allestito dalla protezione civile

Posto medico avanzato (P.M.A.)

Sbarelliamo e, lasciando il paziente al trattamento avanzato, torniamo di nuovo sul luogo dell'incidente. Questa volta ci aspetta, al terzo piano, una ragazza politraumatizzata

Politraumatizzata, presunto trauma cranico, frattura radio sinistro e tibia destra

con varie ferite alla testa con probabile trauma cranico e probabile frattura al radio/ulna sinisto e alla tibia destra.

Presunta frattura tibia gamba sinistra

Qui, il trattamento del ferito è un po' più lungo. Più lungo lo sarebbe stato comunque perchè la paziente sarà poi portato a terra tramite il paranco montato sull'autoscala e quindi la procedura di trasporto è già di per se più lenta, ma anche il diavolo ci mette di suo.

Saliamo infatti in tre con borsa d'emergenza, ossigeno ma omettiamo le steccobende indispensabili in questo caso. Inoltre l'infermiera presente sul posto richiede esplicitamente la tavola spinale anche se, personalmente, avremmo potuto metterla tranquillamente sulla barella a cucchiaio. L'autista giunto poco dopo di noi deve quindi farsi di nuovo tre piani di scale ad andare e tornare per portarci spinale, ragno e steccobbende.

Nell'attesa dell'autista c'è anche il tempo per prestare i primi soccorsi ad un soccorritore che si è sentito male ed è svenuto sotto i miei occhi.

Soccorso di un soccorritore svenuto da parte del sottoscritto

Lasciamo quindi il soccorritore nelle mani di una nuova squadra di soccorso e, con l'arrivo dell'autista, piazziamo le steccobbende e ci apprestiamo a  posizionare la spinale con la procedura log-roll. Innanzitutto avrei molto da ridire su un log-roll senza che ci sia qualcuno in testa a stabilizzare il rachide cervicale ma tralasciamo. Vado quindi a posizionare il ragno o meglio ci provo. A quanto pare, infatti, l'infermiera non è d'accordo sul posizionamento del ragno in quanto, secondo lei, lo sto mettendo al contrario. Un po' nel pallone la assecondo. Risultato finale una bella spinale con ragno al contrario e foto e sfottò annessi. Ah, e che dire di un paziente su di una spinale a cui NON è stato messo nessun collare cervicale?

A parte tutto la paziente viene fatta scendere con la lettiga e noi, sotto in attesa che la ragazza ci arrivi, dal cielo, sulla barella

Discesa di un politraumatizzato con lettiga e autoscala

A questo punto trasportiamo "il pacco" al PMA e completiamo la prima parte della simulazione.

Nella seconda parte, un pulmino pieno di ragazzi ha avuto un incidente e dentro è un inferno.

Incidente d'auto. Pulmino pieno di ragazzi

Arriviamo sul posto e trasportiamo un paziente politraumatizzato sulla spinale. Stavolta collare e ragno sono al posto giusto. Una volta passi ma due sarebbe stato ridicolo.

Inoltre, prima di andare via, visto che mi trovo tra le mani una steccobenda inutilizzata, ne approfitto per bloccare l'arto inferiore destro alla povera Letizia, coinvolta anche lei nell'incidente sopra

Letizia con una presunta frattura alla gamba destra trattata con steccobenda applicata dal sottoscritto

Questa volta la simulazione è veramente conclusa. Felici e contenti raccogliamo le nostre cose non prima di aver assaggiato un abbondante piatto di tortellini cucinati nel modulo allestito per l'occorrenza da un'associazione marchigiana.

Modulo cucina da campo

e aver omaggiato il cuoco di un bis.

In definitiva torniamo a casa contenti e con la certezza di aver imparato e approfondito procedure sul campo che si assimilano solo mettendole in pratica dal vivo, con la speranza che tutto questo rimanga sempre e soltanto solo una simulazione.

Una menzione speciale al comune di Pineto, all'ANPAS regionale e soprattutto ai bravissimi truccatori che hanno saputo rendere in modo veramente efficace le ferite dei pazienti. Ecco sotto una carrellata di ferite artistiche, iniziando da una mano destra con una grave ustione di II grado

Una grave ustione alla mano destra

per proseguire con una "bella" frattura esposta

Frattura esposta al braccio destro

e sempre in tema braccia, fue belle ferite sanguinolente

Alcune ferite simulate

e la povera letizia sfigurata da un trauma lacerocontuso alla tempia sinistra

Letizia ed altri "feriti"

e, per finire, una foto "positiva"; ferite ma contente.

Feriti contenti

Ora vi chiedo: "non sembrano vere"?

Dic 07

Esercitazione Protezione Civile: ricerca dispersi. Martinsicuro (20 Novembre 2009)

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Tempo di lettura: 7 min

Logo del Dipartimento della Protezione CivileIl 20 Novembre 2009 ho partecipato, assieme ai colleghi della Croce Verde di Villa Rosa, ad una esercitazione della protezione civile locale relativa alla ricerca di dispersi. La simulazione ha avuto luogo al confine tra Alba Adriatica e Martinsicuro e, per la precisione, lungo la foce del fiume Vibrata.

Partecipano alla simulazione, oltre alla citata Croce Verde di Villa Rosa sia relativamente al settore "protezione civile" sia relativamente al settore "sanitario", anche la protezione civile di Mosciano Sant'Angelo, la Croce Bianca di Alba Adriatica e un distaccamento dell'esercito italiano.

Simulazione protezione civile - Spieghiamo le regole del gioco

Io faccio parte della quarta squadra di ricerca denominata ovviamente "squadra Delta". Assieme a me, che ricopro il ruolo di soccorritore del gruppo e quindi munito dello zaino di emergenza,

zaino_emergenza

vi è il caposquadra e un altro "veterano" della Croce Verde. Completano il gruppo due nuovi elementi che hanno appena concluso il corso di protezione civile.

Ecco il resoconto dell'operazione come vissuta dal sottoscritto e dalla mia squadra.

[20.30 Zulu Time]

Al briefing iniziale riceviamo le istruzioni da uno degli elementi del centro operativo misto (C.O.M.) allestito presso la rotonda di Villa Rosa.

Simulazione Protezione Civile - Briefing

Le istruzioni sono di andare alla prima rotonda del lungomare di Villa Rosa, raggiungere per la battigia e proseguire in direzione della foce del fiume Vibrata alla ricerca di due dispersi, un uomo e una donna che sono stati visti, l'ultima volta, su di una barca lungo il fiume.

Una volta raggiunto il fiume, le istruzioni sono di dividere la squadra in due e risalire quindi il fiume da ambo i lati alla ricerca dei due e di eventuali tracce da loro lasciati quali vestiari o altro.

[21.00 Zulu Time]

Raggiungiamo la rotonda e attendiamo, via radio, il posizionamento delle altre squadre e il via delle operazioni

[21.10 Zulu Time]

Ottenuto il via libera, iniziamo la perlustrazione della spiaggia equidistanziandoci l'uno con l'altro e iniziando una ricerca sul terreno a pettine. Iniziamo a trovare vari indumenti probabilmente appartenenti ai due dispersi; maglioni, pantaloni da uomo, un cappello e poi una borsa da donna. Anzi, in una situazione reale mi verrebbe quasi da pensare che hanno giocato a nove settimane e mezzo lungo la spiaggia. Comuque comunichiamo continuamente alla C.O.M. i vari ritrovamenti e i punti ove sono stati trovati gli indumenti.

[21.30 Zulu Time]

Raggiungiamo la foce del Vibrata e ci dividiamo. La squadra Delta/B formata dal caposquadra e dall'altro membro della Croce Verde guadano il fiume e iniziano a scandagliare il lungofiume sud mentre io e i due novizi vado a formare la squadra Delta/A e iniziamo a scandagliare il lato a Nord.

Il fatto di esserci divisi ci sembra strano in quanto innanzitutto avendo una sola radio siamo costretti ad urlare da una sponda all'altra e inoltre, essendo il sottoscritto, soccorritore della squadra, sul lato nord, nel caso di ritrovamento dei dispersi o di problemi sanitari all'altra metà della squadra non potrei farci nulla. Inoltre, essendo la prima simulazione a cui molti di noi partecipano, sembra strano che abbiano mandato metà della squadra composta non proprio da esperti allo sbaraglio. Comunque queste erano le direttive e ci siamo uniformati.


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[21.45 Zulu Time]

Abbiamo ormai risalito più di metà del percorso fluviale prima del ponte di via Roma. Durante il percorso sia la Delta/A che la Delta/B hanno rinvenuto svariate tracce riferibili ai due dispersi. Il fatto di comunicare alla C.O.M che stiamo trovando roba sia sulla sponda nord che sulla sponda sud insospettisce l'operatore. Eh si, ormai è chiaro.  Le informazioni ricevute nel briefing iniziale non erano esatte. La squadra Delta in realtà non doveva dividersi. Le direttive del C.O.M. sono quindi di riunirsi cosa ovviamente impossibile prima di arrivare sul ponte in via Roma. Proseguiamo quindi lungo il fiume al fine di ricongiungere la squadra.

[22.00 Zulu Time]

Raggiunto il ponte di Via Roma. La risalità dell'argine dal lato Sud è difficoltosa e la squadra Delta/B chiede aiuto alla nostra. Per fortuna dal lato Nord, sull'argine di cemento, vi è posta una scala di ferro che permette agilmente la risalita. Sono però rallentato dal dover attendere i due "novizi" e il mio senso di responsabilità mi costringe a rimanere li finchè i due non sono sul piano stradale. Nel frattempo anche la squadra Delta/B, dopo una lunga arrampicata ha raggiunto il piano stradale.

Ci ricongiungiamo e ci dirigiamo su Via Magenta, angolo Via Roma dove è previsto un ristoro per le squadre di ricognizione. Comunichiamo con la C.O.M. informandoli della nostra posizione. La C.O.M. ci dice di attendere in loco.

[22.10 Zulu Time]

Mentre ci stiamo rifocillando, ascoltiamo l'evolversi della situazione per radio. Sembra che una squadra abbia raccolto la testimonianza di una persona che dice di aver visto risalire l'argine da una coppia. Forse quindi i dispersi non sono più tanto dispersi.

Ma nel frattempo la questione evolve in un altro senso. Una squadra ha bisogno urgente di intervento sanitario in quanto uno dei soccorritori s'è fatto male ad una caviglia. Un'altra squadra comunica di aver trovato un'auto incidentata con dentro due persone a bordo. Partono quindi immediatamente due autombulanze ma problemi di comunicazione portano una delle due presso di noi in quanto la C.O.M. ha comunicato che la persona con i dolori alla caviglia è della squadra Delta.

La confusione aumenta perchè effettivamente uno della nostra squadra lamentava dolori alla caviglia fin dalla partenza, situazione che è peggiorata con il tragitto, ma non tanto dal richiedere il supporto sanitario e inoltre non si capisce chi abbia richiesto questo supporto.

Simulazione Protezione Civile - Mezzi di soccorso

[22.20 Zulu Time]

Richieste successive alla C.O.M. fanno capire che il problema alla caviglia è nella squadra Beta posta sull'argine sud del Vibrata. L'ambulanza parte per raggiungere questa squadra.

[22.30 Zulu Time]

Annoiati dal fatto che le cose succedono altrove e noi siamo fermi al ristoro chiediamo alla C.O.M. direttive circa il da farsi. A quanto pare, di nuovo, qualcuno ha capito male o qualcuno ha spiegato male. Non dovevamo fermarci. La centrale ci comunica quindi di rientrare. Prendiamo quindi Via Magenta per tornare al campo base.

[22.35 Zulu Time]

All'incrocio di Via Balbo e Via del Pineto, incontriamo un volontario della protezione civile che ci chiede se abbiamo visto qualche ambulanza visto che, poco oltre, sulla strada di campagna di fronte hanno un'auto incidentata con due persone a bordo e che hanno fatto richiesta di soccorsi ma che ancora nulla è arrivato. Capiamo a questo punto che ambedue le ambulanze sono andate a soccorrere il volontario con la caviglia e che nessuna è arrivata qui. Come sanitario decido di proseguire, assieme alla squadra Delta, lungo la strada di campagna per aiutare i soccorsi.

[22.45 Zulu Time]

Arriviamo in prossimità dell'auto incidentata insieme all'ambulanza. Ci viene quindi richiesto dalla centrale di tornare al campo base. Propensi a ritenere che la strada che stiamo percorrendo giunga fino al lungomare proseguiamo.

[22.50 Zulu Time]

La strada continua a peggiorare fino a concludersi, a meno di trenta metri dal lungomare Italia. Per chi sta guarda la mappa su Google Maps. L'ultimo tratto di strada che, su Google, si ricongiunge al lungomare su "La Villa S.r.l." semplicemente non esiste. Decidiamo di proseguire lungo la campagna facendoci largo tra erbaccia e arbusti.

[22.55 Zulu Time]

Siamo ormai a circa cinque metri dalla strada. A separarci, un fossato profondo circa un metro e mezzo e una siepe. Raggiungiamo un punto in cui la siepe è più rada, scendiamo nel fosso e non senza problemi riusciamo a raggiungere la strada e a tornare alla macchina.

[23.20 Zulu Time]

La simulazione è finita. Ci aspettano le mezzemaniche allo scoglio, prosciutto, formaggio, pane, the caldo, acqua, tiramisù offerto dalla Croce Verde di Villa Rosa e dal mitico cuoco Nicola del ristorante La Palma.

Simulazione Protezione Civile - Cena Post evento

Cosa posso dire per concludere e riassumere il resoconto di questa esperienza. Sicuramente una cosa molto bella e formativa. Non avrei mai immaginato che un giorno avrei risalito in piena notte il torrente Vibrata e l'esserne comunque uscito senza problemi è già di per se una vittoria accentuata dal fatto che, per più di mezz'ora, sono stato comunque a capo di una mini-squadra con due novizi e anche cosi non è accaduto nulla di irreparabile.

Un po' di delusione ripensando al lavoro fatto dalle altre squadre confrontato con quello marginale operato dalla nostra. Sicuramente i problemi di comunicazione durante il briefing e durante l'intero evento hanno pesato su questo, ma d'altra parte, esercitarsi serve proprio a questo. Inoltre se proprio volessimo criticare la comunicazione della C.O.M. durante il briefing, non possiamo dimenticare che, se all'atto della divisione della squadra avessimo comunicato alla C.O.M. la nostra intenzione di dividerci come da istruzioni, sicuramente l'incomprensione sarebbe stata immediatamente corretta e avremmo quindi continuato l'esercitazione seguendo le corrette direttive della C.O.M. e forse le cose sarebbero andate in modo diverso.

Ma come detto, esercitarsi serve proprio a questo, a migliorarsi e a ridurre i margini di errore dell'intera operazione.

In definitiva è quindi un'esperienza da ripetere al più presto e infatti domenica 13 Dicembre sarò, per tutta la giornata, ad una nuova esercitazione della protezione civile, questa volta sembra sul dissesto idrogeologico. Aspettatevi quindi tumblerate, eventuali dirette live e, sicuramente, un nuovo resoconto.