Lug 25

Da forca di Presta, lago di Pilato, forca Viola, capanna Ghezzi

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Come due anni fa, si torna sul Monte Vettore. Questa volta la comitiva è quella del gruppo "Trekking in Abruzzo" e il percorso è più strutturato e prevede un'anello con passaggio, dopo il lago di Pilato a forca Viola per andare alla capanna Ghezzi e concludere a Castelluccio di Norcia.

Traccia

Purtroppo, rispetto a due anni fa abbiamo rinunciato alla vetta del Vettore a causa delle condizioni meteo che rendevano inutile e pericolosa la salità al monte. Ma nonostante le nuvole, il vento, il freddo è stata una bellissima escursione piena di momenti esaltanti e di paesaggi stupendi e surreali.

Lago di pilato

Tutti questi momenti li voglio ripercorrere con voi nel video qui sotto.

Ovviamente, apritelo a tutto schermo e accendete l'HD.

Giu 17

L'infernaccio ti resta sempre nel cuore

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Tempo di lettura: 3 min

Le gole dell'infernaccio, all'interno del parco nazionale dei monti sibillini, in provincia di Fermo, è uno dei luoghi più suggestivi dell'appennino umbro-marchigiano.

Come già nel 2010 e nel 2011, oggi vi racconto la passeggiata fatta la domenica scorso, insieme al gruppo Trekking in Abruzzo, all'interno del paesaggio scavato da fiume Tenna, per raggiungere poi l'eremo di San Leonardo e infine, l'agognata cascata nascosta.

L'escursione non inizia purtroppo bene in quanto alcuni piccoli ritardi ci hanno fatto beccare una gara ciclistica che ci ha accompagnato per una decina di Km in salita, e che ci ha fatto accumulare un'ora di ritardo.

Male per noi in quanto questo ci ha fatto poi rinunciare a raggiungere le sorgenti del Tenna, bene per qualche ciclista che ha usufruito delle nostre auto per guadagnare posizioni importanti

ciclista_scorretto

Comunque i momenti più salienti sono stati l'incontro/scontro con le pisciarelle

la traversata all'interno delle gole

Acqua del fiume Tenna

e il fantastico bagno sotto la doccia gelata della cascata nascosta. Qui vedete il momento della preparazione

Cascata Nascosta - Prima dell'immersione sotto la cascata

sotto la doccia

Cascata Nascosta - Durante dell'immersione sotto la cascata

e le bestemmie all'uscita

Cascata Nascosta - Dopo dell'immersione sotto la cascata

Della serie, il senso della vita, parte quarta, l'incontro con il cinchiale morto al centro del torrente poco più a valle della cascata nascosta

Cinchiale morto in mezzo al torrente Il Rio

Qui la traccia ufficiosa del percorso

Mappa dell'infernaccio con percorsi

e quella ufficiale proveniente dal mio cellulare. Inoltre, da qui potete scaricare il file .kmz per Google Earth che contiene un livello con la mappa 1:25000 dell'area e la traccia dell'escursione.

snapshot file kmz infernaccio

Gustatevi ora il bellissimo video, realizzato da Gianni, con le nostre foto più belle, entusiasmante.

Per concludere, vi lascio con le mie foto al completo

e quelle di maury

Ago 09

Gola dell'infernaccio, eremo di San Leonardo e cascata nascosta 2011

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Tempo di lettura: 2 min

Sabato io, maury, alessia, vinz e virna siamo andati gole dell'infernaccio. Un'altra splendida giornata in compagnia del sole, degli amici e della montagna. Molte delle informazioni su questi luoghi le trovate sul mio articolo dell'anno scorso che raccontava la gita all'infernaccio con famiglia al seguito.

Cos'è successo di particolare rispetto all'anno scorso? Innanzitutto all'arrivo alle pisciarelle una sorpresa. Da lontano sembrava come se una collina avesse ingoiato il vecchio percorso ed invece no. Quello che sembrava terra è invece una immensa valanga di neve caduta in inverno che ancora non si scioglie e che ha creato un ponte tra il lato destro e quello sinistro della gola.

Ecco infatti come si presentava l'ingresso prima

Alla gola dell'Infernaccio

ed ecco come si presenta ora

Valanga sul fiume Tenna - Lato Pisciarelle 2

e maury raccontava che a Giugno il buco era molto ma molto più piccolo. Vedete quella roba marrone? E' tutto ghiaccio. Fantastico.

Valanga sul fiume Tenna - Dettaglio 5

Anche stavolta abbiamo portato il nosto Tux, che è stato visto sulla scalinata dell'eremo di San Leonardo

PICT0021

a fare un bagnetto sulla cascata nascosta

Cascata Nascosta - Il bagno di Tux

e ha fatto amicizia con un simpatico animaletto: la rosalia alpina

Rosalia Alpina su Tux

Tutte le foto della giornata e un video di un tizio che si stende nudo sul corso del fiume le trovate sul mio album che contiene anche le foto fatte da Vinz.

Altre foto sull'album di maury.

In definitiva una bella giornata e dei luoghi bellissimi che consiglio a tutti, bambini compresi in quanto il percorso, almeno fino all'eremo, è consigliatissimo per una bella gita famigliare in quanto i passaggi sono molto semplici e il tragitto è praticamente tutto escursionistico.

Lug 18

Escursione sul Monte Vettore e Lago di Pilato

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Tempo di lettura: 7 min

Oggi vi porto su una delle vette più suggestive dell'appennino umbro-marchigiano, quella del monte Vettore. Di ritorno da tale vetta andremo a visitare uno dei luoghi più magici e misteriosi del complesso dei monti Sibillini, il lago di Pilato, cosiderato già dal XIII secolo, luogo di maghi e negromanti, il cui nome deriva dalla leggenda che lo vuole tomba di Ponzio Pilato.

Il giro ripercorre quello fatto ieri da me e da maury con partenza da Forca di Presta a quota 1534 per raggiungere poi il rifugio Zilioli a quota 2240 e da li poi la vetta del monte Vettore a quota 2476 (percorso giallo). Infine si ridiscendere e, sempre dal rifugio, si  raggiungere quindi il lago di Pilato a quota 1946 (percorso blu) tornando poi sui propri passi fino a Forca di Presta (percorso verde).

Tecnicamente parlando il sentiero da percorrere è prevalentemente escursionistico (E) con alcuni tratti di tipo alpinistico soprattutto nella discesa al lago di Pilato dove, in alcuni punti, bisogna usare le mani per superare dei brevi dislivelli ma nulla che un adulto con un minimo di preparazione fisica non possa superare.

La preparazione fisica è invece richiesta e conviene essere allenati sul trekking o su altri sport soprattutto a causa della notevole durata del percorso, oltre 6 ore di cammino per 12 Km di tragitto per  1000 metri di dislivello per raggiungere la vetta del Vettore a cui si sommano altri 400 metri dal lago di Pilato al rifugio Zilioli.

Se si aggiunge la caratteristica che rende suggestivo il percorso ossia la assoluta completa mancanza di alberi e quindi di ombra che costringe a portarsi dietro un notevole quantitativo d'acqua (almeno tre litri) tutto questo porta a consigliare il percorso ad adulti o ragazzi sopra ai 16 anni con una buona preparazione atletica.

Il percorso, almeno quello fino al monte Vettore, è facilmente seguibile ed è impossibile perdere la via. Si possono scegliere scorciatoie o brevi tratti più lunghi ma a pendenza minore ma, alla fine, la strada è unica senza possibilità di errore.

Altrettanto facile, una volta scesi, è la risalita dal lago di Pilato. Lievemente più impegnativa è la discesa verso il lago. Il primo tratto è completamente erboso senza un sentiero segnato ma il punto di arrivo è perfettamente visibile in ogni momento e quindi si può scegliere come scendere verso il canalone che porta al lago. Da quel punto, vi è un tratto non perfettamente visibile ne semplice che risulta essere quella parte di tipo alpinistico che citavo sopra ma di questo ve ne parlo dettagliatamente più sotto.

Partenza, come dicevo, attorno alle 9:00 non prima di aver fatto visita al rifugio degli alpini per farsi preparare un paio di panini con il Ciauscolo

Forca di presta

Ma il diavoletto è dietro l'angolo. Avrei proprio desiderato assaggiare questo tipico salame e invece, quando siamo arrivati noi, causa assalto di turisti imprevisto la sera prima, il pane era finito e quindi abbiamo dovuto rinunciare a questa prelibatezza marchigiana. Per fortuna, da bravo informatico, avevo un paio di frittelle di backup nella sacca.

Il primo tratto di salita è veramente dura soprattutto perchè si è appena partiti e i muscoli sono ancora freddi. Ma è altrettanto vero che il panorama diventa subito fantastico con alla sinistra la valle di Castelluccio di Norcia e la sua Piana Grande, famosa per i colori nel periodi di fioritura. Anche noi, nonostante questo periodo sia ormai passato, possiamo ammirare i rossi dei papaveri e l'azzurro delle famose lenticchie di Norcia.

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Alle spalle troviamo invece la sezione più settentrionale dei monti della Laga fino, in fondo, a riuscire a scorgere il Gran Sasso d'Italia con il suo corno Grande

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Ovviamente, il vostro affezionato blogger, già in carenza di ossigeno e sopraffatto da queste bellezze dimentica di accendere il suo fidato Garmin Forerunner 305 e questo ricordo gli sovviene solo dopo qualche minuto prendendosi il primo cazziatone di Maury per la sosta fuori programma appena partiti.

Appena partito da Forca di Presta avevo dimenticato come al solito di far partire il Garmin Forerunner 305 (foto di maury.it)

Dopo questo primo tratto in cui la pendenza fa subito la differenza tra chi è in e chi è fuori forma, si affronta la parte centrale della salita al rifugio in cui, vuoi per i muscoli finalmente caldi, vuoi per una pendenza leggermente inferiore, si procede un po' più velocemente. Siamo vicini al Vettoretto a quota 2052, una piccola collinetta che ci porta su Pratopulito, un pendio a pendenza minore con fondo in parte ghiaioso. Continua a leggere

Ago 30

Gola dell'Infernaccio e cascata nascosta

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Tempo di lettura: 5 min

La gola dell'Infernaccio è forse uno dei più belli percorsi montani della catena dei monti Sibillini e di quelli della Laga grazie al maestoso torrente formato dal torrente Tenna che ha creato la gola e che accompagna l'escursionista per buona parte del percorso. A questo tracciato è possibile abbinare altre visite. In particolare, in questo percorso che vado a proporre, visibile sotto nella mappa dei sentieri della zona, abbandoneremo la gola dell'Infernaccio per dirigerci prima verso l'eremo di San Leonardo e poi raggiungere un nuovo fiume, il Rio, affluente del Tenna, e la cascata, chiamata anche cascata nascosta.

La gola dell'Infernaccio si trova a Rubbiano, una frazione di Montefortino, in provincia di Ascoli Piceno, all'interno del parco nazionale dei monti Sibillini.

Per raggiungere le gole si fà riferimento appunto alla frazione di Rubbiano impostandola su un qualunque navigatore o, una volta raggiunti Montefortino si seguono le comode indicazioni per la gola dell'Infernaccio. Tenete conto che la frazione si trova su di una strada bianca quindi non pensate di aver sbagliato strada quando finirà, di colpo, il tratto asfaltato. Occhio, la strada bianca non va presa, semplicemente, ad un certo punto, l'asfalto finirà.

Superata la frazione, si prosegue per circa 2 Km su strada bianca con alcune buche "importanti" quindi andate molto piano su questo tratto e alla fine vi troverete su di uno spiazzale chiuso da una sbarra.

Qui inizia il percorso sopra identificato, si parcheggia la macchina e si scendono gli ulteriori 800 metri di strada bianca fino a raggiungere il fiume.

Da metà di questo tragitto in poi, sulla sinistra sarete accompagnati dalle "Pisciarelle", simpatiche cadute d'acqua che dal Monte Zampa, scendono a valle. Il nome prende ovviamente origine dal fatto che queste cadute, cadono sulla strada come se qualcuno stesse facendo pipi dall'alto.

A 3/4 circa di questo percorso, invece, sulla destra, si potrà ammirare una cascata del torrente Rio che non è quella che visiteremo alla fine di questo percorso ma un'altra più a valle.

Proseguendo siamo accompagnati sulla sinistra dal rigagnolo delle pisciarelle che scendono verso il fiume Tenna e, sulla destra, il rimbombo dello stesso fiume, molto più a valle.

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Alla fine della strada, raggiungiamo infine l'ingresso delle gole e tocchiamo con mano, per la prima volta, il fiume Tenna che superiamo agevolmente grazie ad un ponte.

I primi metri di questo percorso sembrano i più disagevole ma non lasciatevi scoraggiare. Si sale infatti su per un sentiero di pendenza media ma che poi diventa completamente agevole non appena entrati nella gola.

Le gole sono di una bellezza da togliere il fiato e si resta stupiti da cosa sia riuscito a fare un fiumiciattolo quando ha ha disposizione milioni di anni. All'interno è sicuramente d'obbligo una foto alle "Muline" dove i monaci avevano costruito un piccolo mulino per macinare il grano

All'interno delle gole si deve fare un po di sali e scendi con pendenza medio ripida su terra e roccia ma è roba di 10 minuti. Infatti, superate le gole, ecco apparire un pezzo veramente rilassante di tutto il tracciato: l'attraversamento di un faggeto che costeggia il fiume. Accompagnati dal rumore dell'acqua che scorre e protetti dagli alti faggi è veramente difficile non sentirsi rilassati ed in pace con il mondo.

Dopo circa 15 minuti di questo benessere si raggiunge un bivio, si può continuare sulla sinistra, continuando a seguire il Tenna oppure, come nel nostro caso, si può prendere la svolta di destra, abbandonando il fiume e inerpicandoci all'interno del faggeto per raggiungere, dopo circa 40 minuti l'eremo di San Leonardo.

L'eremo presenta davanti un ampio spiazzale dove sarà sicuramente possibile trovare uno spazio ombreggiato dove sostare per riposare e rifocillarsi anche se affrontate questo viaggio in periodi ad alta affluenza come la settimana di ferragosto come ho fatto io. Le zone all'ombra sono sufficienti a soddisfare tutti. Inoltre, poco più indietro, al limite dello spiazzale, una simpatica fontanella con dell'ottima acqua montana vi permetterà di rifornirvi di acqua per l'ultima parte della traversata.

Il percorso finora visto è adatto praticamente a tutti, bambini, adulti e, entro certi limiti, anziani in quanto, tranne alcuni brevissimi passaggi all'interno della gola, è praticamente un percorso turistico.

L'ultima tratta, quella che ci porta dall'eremo alla cascata nascosta del torrente Rio è anch'essa abbastanza agevole se non fosse per gli ultimi 300 metri dove tra frane e cadute di massi, ci toccherà scalare delle piccole frane rocciose e superare dei brevi tratti di percorso in cui il fondo è sdrucciolevole. Niente di preoccupante per persone adulte di sana costituzione ma se avete dietro dei bambini allora è un'altra cosa.

C'è da dire che io l'ho fatto, mi sono portato dietro i mie due figli di 5 e 7 anni fino alla cascata nascosta ma, nei punti più disastrati ho dovuto fare come Caronte, far passare prima un figlio e poi tornare indietro e traghettare l'altro e se vi trovate in un periodo di alta affluenza, rischiate di bloccare il percorso e fare la fila di persone che attendono di passare.

Comunque, a parte queste limitazioni l'ultima parte di questo percorso parte da dietro la fontanella dell'eremo e si infila subito in boschetto. La strada si divide subito. A sinistra salite verso le sorgenti del Rio, percorso veramente difficoltoso, a destra prenderete un comodo sentiero, all'inizio pianeggiante, che si inoltra nel bosco. Il sentiero poi scenderà piano piano fino a raggiungere, dopo circa una 40ina di minuti la valle del torrente Rio.

Da qui vi attende l'ultima parte di una ventina di minuti, la più difficoltosa come dicevo, seguendo a ritroso il corso del fiume fino alla cascata dove vi attende un piccolo spiazzale, la vista della cascata e, per i più ardiementosi, un bagno ghiacciato nel piccolo laghetto sottostante. Vi consiglio, se volete approfittare di quest'ultima opzione, di portare delle calzature alternative di quelle per muoversi nelle spiaggie ghiaiose, per entrare in acqua.

Immersione nella cascata nascosta

A questo punto, dopo un breve ristoro, vi attende tutto il viaggio a ritroso fino al parcheggio con la certezza di aver visitato uno dei posti più suggestivi della catena dei monti sibillini e con la sicurezza di aver smaltito, tra sali e scendi, tanti rotolini di grasso.

Per gli amanti del GPS, questo qui sotto è il tracciato del mio viaggio lungo questo percorso.

mentre qui trovate alcune foto della giornata.