Set 11

Quel fottutissimo gruppo di continuità

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Dover andare,  a mezzogiorno di una caldissima domenica di settembre, al lavoro, facendosi 50 Km di autostrada rovente, perchè quel fottutissimo gruppo di continuità, invece di fare il proprio lavoro ha deciso di fare l'esatto opposto, sparando un picco di tensione ai poveri apparati che sono ora, ovviamente tutti, impallati, per poi tornare a casa e pranzare alle 16 mentre moglie e figli sono al mare, il tutto condito da qualche linea di febbre...beh tutto questo non ha veramente prezzo.

Dic 12

Nottata Quipo in Micso

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logoquipo.gifQuesta notte tutta la Micso sarà impegnata in ciò che è stato battezzato "Nottata Quipo".

Quipo è un famoso e storico Internet Service Provider romano nato nel lontano 1996 e che, ad oggi, è presente sul mercato con offerte di connettività ADSL, Freenet, Hosting e Housing oltre che consulenza informatica alle aziende.

Da oggi Quipo entra nella grande famiglia Micso e diventa a tutti gli effetti un marchio Micso.

In questa lunga nottata tutte le macchine, tutti i servizi e tutte le funzionalità presenti in Quipo saranno spostate da Roma a Pescara con uno di quegli sforzi informatici equiparabile alle 12 fatiche di Ercole.

Per riassumere, alle ore 20.00, dei colleghi partiti alle 16.00 da Pescara, inizieranno lo spegnimento della server farm di Quipo a Roma. Dopo l'arrivo dell'hardware a Pescara, previsto attorno alla mezzanotte si parte con il posizionamento degli apparati all'interno della server farm Micso a Pescara e la riattivazione dei servizi che durerà probabilmente tutta la notte per concludere il tutto intorno alle ore 06.00 di domani mattina.

Vedrò di fare un pò di twitterate notturne con foto per tenervi informati dei nostri immani sforzi.

Per ora beccatevi il festone che ho preparato e appeso all'ingresso della nostra server farm per salutare l'arrivo dei server di Quipo

IMG_0208.jpg
Giu 04

9000 server buttati fuori dalla rete. La colpa: un esplosione.

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cortocircuito.jpg

E' successo a Houston, presso il data center del provider americano "The planet" dove, alle 16.55 (9.55 ora italiana) del 31 maggio 2008, a causa di un cortocircuito, un'esplosione ha buttato giù ben tre pareti di impianti elettrici, distruggendo cavi e causando un incendio che ha lasciato due piani della server farm senza corrente elettrica.

Nessuna persona è per fortuna rimasta ferita e, nonostante nessun server sia stato fisicamente toccato ne dall'esplosione ne dal conseguente incendio, la mancanza di corrente ha buttato fuori dalla rete 9000 server di oltre 7500 clienti tra cui, per quanto ci tocca da vicino, alcuni dei server del provider italiano altervista.org.

Per rendere a pieno le dimensioni catastrofiche dell'accaduto, basti pensare che solo alle 12.50 del 2 giugno è stata data l'autorizzazione, da parte degli ispettori dei vigili del fuoco, per il ripristino della corrente elettrica e che, ancora ora, 3 giugno 2008, la cosa non è ancora completamente risolta in quanto comunque molti dei server sono di nuovo raggiungibili ma solo grazie ad un generatore di corrente autonomo.

Da encomiare comunque l'atteggiamento tenuto da The Planet che, sul proprio forum (attualmente molto affossato e quindi quasi irraggiungibile, ma per seguire la storia dell'evento si può fare riferimento alla versione "leggera" del forum) , ha dato degli update ogni 15 minuti riguardo allo stato del problema, fosse anche, in alcuni post, solo per dire che non vi erano aggiornamenti rilevanti della situazione.

Quindi se da una parte c'è una situazione inevitabile, dall'altra c'è l'encomiabile lavoro dei tecnici di The Planet, al lavoro ininterrottamente da quattro gioni.

Pollice verso invece per alcuni utenti del provider italiano che hanno, come al solito, iniziato a lamentarsi per il disservizio come se altervista, o anche The planet avessero qualche responsabilità in merito ad un evento del tutto inevitabile.