Tempo di lettura: 2 minPer il giornalista di Repubblica è questo il futuro. Vediamo di capire meglio il suo pensiero.

Innazitutto l'articolo parte bene con la notizia che il cinema, ossia quei posti dove si va, ci si siede su una poltrona e si guarda un film insieme ad altri, non è morto ma anzi, dopo sette anni, ha sorpassato il suo acerrimo rivale, il DVD ossia la visione dei film nel comodo salotto di casa propria.
Bene, ma poi come prosegue l'articolo? Con il fatto che il futuro (del cinema??) è qualcosa da scaricare online. Futuro??? A me sembra la morte del cinema questo ma glissiamo perchè non è di questo che volevo parlarvi quanto del fatto che, per l'autore dell'articolo, il futuro del cinema/film sono degli "Mp3" universali.
Si, avete capito bene. Il futuro del film sta negli MP3, ossia in un formato audio, e per giunta universale. Adesso qualcuno deve spiegarmi
- come faranno a mettere un film in un contenitore solo audio, forse che l'articolista prospetta un futuro in cui saremo tutti ciechi?
- da dove spunta fuori l'aggettivo "universale", a meno che l'articolista non prospetti un futuro da monopolista per la Universal
Scusate, ho le idee confuse ma nell'attesa, cosa faccio? Ho deciso. Vendo il mio lettore Blu Ray per comprarne uno MP3 nonostante quell'ignorante del commesso di Mediaworld si ostini a sostenere che con il lettore MP3 posso ascoltare solo della musica. Lui, l'ignorante, non lo sa che l'MP3 è il futuro del cinema.
Update: Franco Pierantonio mi fa notare, via Facebook, che la notizia di Repubblica è ripresa, probabilmente, da questo articolo del Wall Street Journal. Ovviamente quest'ultimo articolo ha tutt'altro taglio e, se cosi, fosse, allora il giornalista di Repubblica, non volendoci perdere su tanto tempo, ha preso un paragrafo qua, un paragrafo la, ci ha messo un po' di suo, ha miscellato il tutto ed alla fine è venuto fuori quel pastrocchio di articolo.