Nov 11

Gole del Salinello

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Tempo di lettura: 2 min

Sabato scorso bella uscita insieme al gruppo "Trekking in Abruzzo" per visitare le gole del Salinello e luoghi limitrofi.

Partenza ore 8.30 da Ripe di Civitella per raggiungere dapprima la Grotta Sant'Angelo dove abbiamo visitato la prima sala, pregna di testimonianze dal neolitico al medioevo. Non abbiamo visitato invece la seconda sala in quando i pipistrelli erano appena andati in letargo e si sa... mai disturbare un pipistrello appena addormentato.

Quindi ci siamo diretti prima verso la cascata, la parte più impegnativa e difficoltosa del percorso, e quindi, una volta tornati indietro, nel letto del Salinello, purtroppo completamente asciutto nella prima tratta. Salendo un po' verso la foce, è apparsa finalmente l'acqua che ci ha costretto a deviare un po' a destra e un po' a sinistra dell'argine raggiungendo quindi le gole.

Da qui, siamo saliti verso le torri di San Francesco, con una magnifica vista delle gole,  l'eremo del santo d'Assisi,

Eremo di San Francesco

e quindi, passando per Vroga della Caccia e poi per  Sella di Castel Manfrino siamo quindi giunti ai resti del castello medioevale di Castel Manfrino dove abbiamo quindi bivaccato.

Da li, ritorno per il “sentiero alto”, per Vroga delle Trocche e sosta alla grotta dei Briganti con ritorno al parcheggio della chiesetta di Ripe per un totale di circa 14Km.

Qui il tracciato dell'escursione

e il video con le mie foto (attiva l'HD e guardalo a tutto schermo)

Un grazie a tutto il gruppo per la bella giornata.

Ago 25

Hydrospeed, giù per le rapide alla cascata delle Marmore

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Tempo di lettura: 4 min

Immaginate di essere trasportati dalla corrente impetuosa di un fiume, di superare ripide rapide con solo qualche breve attimo di riposo e  di essere protetti contro questa natura che vuole a tutti i costi travolgervi solo da una tuta in neoprene, un paio di pinne, un giubbotto di galleggiamento e da piccolo bob galleggiante

Beh, questo è l'hydrospeed e questo è quanto può essere divertente o terrificante, fate voi

Ci troviamo sul fiume Nera, a valle della cascata delle marmore e il percorso da compiere è praticamente lo stesso di quello fatto con il canotto nella discesa di rafting che ho fatto a Maggio (e di cui solo ora mi rendo conto di non avervene dato comunicazione :-D)

Solo che ovviamente ora non siete più protetti dal bozzolo del gommone ma siete direttamente immersi nel fluido che sembra abbia voglia di vendicarsi dell'altra volta.

La giornata inizia 10.00, presso il Centro Rafting "Le Marmore", dove si paga, 45 euro se non siete già iscritti all'associazione o 35, come me, se avete già fatto un'altra attività durante l'anno e siete quindi regolarmente iscritti.

Giusto il tempo di prendere casco, giubbino di galleggiamento, pinne, hydrospeed, muta, scarpe e giaccone in neoprene e siamo sul prato antistante i locali dell'associazione a cercare di assimilare le nozioni fondamentali dell'uso dell'hydrospeed in acqua anche se farlo fuori dall'acqua, con indosso una muta da 5mm in una caldissima mattina di agosto è una sofferenza, questa si, ai limiti.

Le nozioni sull'uso dell'hydrospeed che ho recepito sono sostanziamente queste:

  • La punta dell'hydrospeed è il nostro mirino, dove punta lei noi andiamo anche se, dovendo tenere conto della corrente, bisogna puntare molto più a monte.
  • L' hydrospeed si prende con ambedue le mani ma si blocca e si manovra con i gomiti
  • Quando si manovra perpendicolamente alla corrente, il lato a monte dell'hydrospeed va leggermente sollevato facendo pressione con il gomito dal lato opposto al fine di offrire la minore resistenza possibile all'acqua
  • L'angolo braccio/avambraccio deve essere maggiore di 90° in modo da scaricare peso dall'hydrospeed e fare meno fatica durante le pinnate. Unica eccezzione durante le discese lungo le rapide a "motore spento" dove si riduce tale angolo a meno di 90° per aumentare il peso sull'hydrospeed e guadagnare in stabilità
  • Se si viene spinti contro le rocce, l'hydrospeed deve puntare dalla parte opposta in modo da arrivare sulle rocce di piedi e permettere di utilizzare i piedi per spingervi lontano dalle rocce. Se l'hydrospeed viene spinto contro le rocce, ci si appiccica contro e l'unico modo per uscirne è ruotare su se stessi e postare l'hydrospeed verso il centro del fiume.

Ma soprattutto, regola che ho imparato in acqua, soprattutto per chi, come me, alle prime armi, non può compensare con una tecnica adeguata è fondamentale avere a bordo un "motore" potente ossia avere buona forza nelle gambe perchè le traiettorie si conquistano con il sudore della fronte e la forza della pinnata.

Ecco perchè vi dico da subito che l'hydrospeed, al contrario del rafting, non è uno sport per tutti. C'è bisogno di un ottimo allenamento e di forza nei muscoli giusti. Tenete conto che io, nonostante il footing, lo spinning, la palestra, il trekking ho resistito per meno della metà del percorso e poi sono stato quasi un pacco in balia delle onde.

Il video sopra, ad esempio, è stato preso nella prima parte del percorso quando ero ancora fresco e quindi l'impostazione delle traiettorie è stata relativamente buona

02 - Rapida n. 2 - Discesa

ma vi posso assicurare che alla fine della sessione non riuscino quasi neanche a risalile l'argine del fiume e per tre giorni ho fatto fatica a piegare le gambe.

Ecco perchè la prima reazione a caldo è stata: "Mai più". Ma la seconda a freddo è stata: "Mai più senza un'adeguato allenamento" e, l'anno prossimo, da marzo si fa preparazione in piscina con pinne e tavoletta.

Quindi se volete fare hydrospeed, prima fatevi almeno qualche sessione in piscina. Non che succeda niente, solo che vi divertirete di più in quanto non sarete voi in balia della natura ma sarà la natura che si plasmerà nelle vostre mani, o meglio, sui vostri piedi

Per quest'anno ho solo le foto fatte dal fotografo dell'associazione in uno dei punti più belli del percorso, un  punto dove il fiume effettua un triplice salto e voi con lui

00 - Panoramica delle tre rapide sulle marmore

E questo tutti i momenti del salto

Se volete vedere un video delle parti salienti del percorso, come vissuto dall'interno, questo video sotto riassume quello che ho fatto anche se non è stato realizzato da me, ma vi assicuro che le emozioni sono le stesse.

L'anno prossimo prometto di fare un video tutto mio.

Ago 09

Gola dell'infernaccio, eremo di San Leonardo e cascata nascosta 2011

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Sabato io, maury, alessia, vinz e virna siamo andati gole dell'infernaccio. Un'altra splendida giornata in compagnia del sole, degli amici e della montagna. Molte delle informazioni su questi luoghi le trovate sul mio articolo dell'anno scorso che raccontava la gita all'infernaccio con famiglia al seguito.

Cos'è successo di particolare rispetto all'anno scorso? Innanzitutto all'arrivo alle pisciarelle una sorpresa. Da lontano sembrava come se una collina avesse ingoiato il vecchio percorso ed invece no. Quello che sembrava terra è invece una immensa valanga di neve caduta in inverno che ancora non si scioglie e che ha creato un ponte tra il lato destro e quello sinistro della gola.

Ecco infatti come si presentava l'ingresso prima

Alla gola dell'Infernaccio

ed ecco come si presenta ora

Valanga sul fiume Tenna - Lato Pisciarelle 2

e maury raccontava che a Giugno il buco era molto ma molto più piccolo. Vedete quella roba marrone? E' tutto ghiaccio. Fantastico.

Valanga sul fiume Tenna - Dettaglio 5

Anche stavolta abbiamo portato il nosto Tux, che è stato visto sulla scalinata dell'eremo di San Leonardo

PICT0021

a fare un bagnetto sulla cascata nascosta

Cascata Nascosta - Il bagno di Tux

e ha fatto amicizia con un simpatico animaletto: la rosalia alpina

Rosalia Alpina su Tux

Tutte le foto della giornata e un video di un tizio che si stende nudo sul corso del fiume le trovate sul mio album che contiene anche le foto fatte da Vinz.

Altre foto sull'album di maury.

In definitiva una bella giornata e dei luoghi bellissimi che consiglio a tutti, bambini compresi in quanto il percorso, almeno fino all'eremo, è consigliatissimo per una bella gita famigliare in quanto i passaggi sono molto semplici e il tragitto è praticamente tutto escursionistico.

Mar 02

Nottata a presidiare il Vibrata in piena

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Nottata all'addiaccio per il sottoscritto e gli uomini della Protezione Civile Croce Verde di Villa Rosa a presidiare i due fiumi principali del nostro territorio, il Tronto e il Vibrata.

Prima, da casa, ottimo supporto di copertura via radio con gli amici in giro a fare sopralluoghi lungo il Tronto. Poi, quando la situazione del Vibrata si è fatta critica sono sceso in campo per aiutare gli uomini della Protzione Civile a gestire la problematica lungo questo fiume.

Per rendere l'idea, questa era la situazione intorno alle 22 sul ponte di Via Roma, lato monte, che abbiamo chiuso al traffico dalle 20.30 fino alle 02.00.

e questo il maestoso e pauroso spettacolo che si presentava lato mare

Per quanto mi riguarda sono rimasto a presidiare il fiume su Via Roma e sul ponte della SS.16 dalle 22 fino alle 02 prima fuori e poi, l'ultima oretta, al caldo del mezzo della Croce Verde con in mano una bella tazza di the bollente anche se devo dire che il vestiario protettivo ha reso egregiamente e nonostante la pioggia, il freddo ed il vento non ho accusato assolutamente nulla.

Alle 2.30, ritornato a casa, ulteriore sorpresa meteo: caduta della temperatura e bufera di neve. Se Marzo pazzerello inizia cosi, andiamo bene.

Foto di Stefano Maria Core.

Ago 30

Gola dell'Infernaccio e cascata nascosta

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La gola dell'Infernaccio è forse uno dei più belli percorsi montani della catena dei monti Sibillini e di quelli della Laga grazie al maestoso torrente formato dal torrente Tenna che ha creato la gola e che accompagna l'escursionista per buona parte del percorso. A questo tracciato è possibile abbinare altre visite. In particolare, in questo percorso che vado a proporre, visibile sotto nella mappa dei sentieri della zona, abbandoneremo la gola dell'Infernaccio per dirigerci prima verso l'eremo di San Leonardo e poi raggiungere un nuovo fiume, il Rio, affluente del Tenna, e la cascata, chiamata anche cascata nascosta.

La gola dell'Infernaccio si trova a Rubbiano, una frazione di Montefortino, in provincia di Ascoli Piceno, all'interno del parco nazionale dei monti Sibillini.

Per raggiungere le gole si fà riferimento appunto alla frazione di Rubbiano impostandola su un qualunque navigatore o, una volta raggiunti Montefortino si seguono le comode indicazioni per la gola dell'Infernaccio. Tenete conto che la frazione si trova su di una strada bianca quindi non pensate di aver sbagliato strada quando finirà, di colpo, il tratto asfaltato. Occhio, la strada bianca non va presa, semplicemente, ad un certo punto, l'asfalto finirà.

Superata la frazione, si prosegue per circa 2 Km su strada bianca con alcune buche "importanti" quindi andate molto piano su questo tratto e alla fine vi troverete su di uno spiazzale chiuso da una sbarra.

Qui inizia il percorso sopra identificato, si parcheggia la macchina e si scendono gli ulteriori 800 metri di strada bianca fino a raggiungere il fiume.

Da metà di questo tragitto in poi, sulla sinistra sarete accompagnati dalle "Pisciarelle", simpatiche cadute d'acqua che dal Monte Zampa, scendono a valle. Il nome prende ovviamente origine dal fatto che queste cadute, cadono sulla strada come se qualcuno stesse facendo pipi dall'alto.

A 3/4 circa di questo percorso, invece, sulla destra, si potrà ammirare una cascata del torrente Rio che non è quella che visiteremo alla fine di questo percorso ma un'altra più a valle.

Proseguendo siamo accompagnati sulla sinistra dal rigagnolo delle pisciarelle che scendono verso il fiume Tenna e, sulla destra, il rimbombo dello stesso fiume, molto più a valle.

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Alla fine della strada, raggiungiamo infine l'ingresso delle gole e tocchiamo con mano, per la prima volta, il fiume Tenna che superiamo agevolmente grazie ad un ponte.

I primi metri di questo percorso sembrano i più disagevole ma non lasciatevi scoraggiare. Si sale infatti su per un sentiero di pendenza media ma che poi diventa completamente agevole non appena entrati nella gola.

Le gole sono di una bellezza da togliere il fiato e si resta stupiti da cosa sia riuscito a fare un fiumiciattolo quando ha ha disposizione milioni di anni. All'interno è sicuramente d'obbligo una foto alle "Muline" dove i monaci avevano costruito un piccolo mulino per macinare il grano

All'interno delle gole si deve fare un po di sali e scendi con pendenza medio ripida su terra e roccia ma è roba di 10 minuti. Infatti, superate le gole, ecco apparire un pezzo veramente rilassante di tutto il tracciato: l'attraversamento di un faggeto che costeggia il fiume. Accompagnati dal rumore dell'acqua che scorre e protetti dagli alti faggi è veramente difficile non sentirsi rilassati ed in pace con il mondo.

Dopo circa 15 minuti di questo benessere si raggiunge un bivio, si può continuare sulla sinistra, continuando a seguire il Tenna oppure, come nel nostro caso, si può prendere la svolta di destra, abbandonando il fiume e inerpicandoci all'interno del faggeto per raggiungere, dopo circa 40 minuti l'eremo di San Leonardo.

L'eremo presenta davanti un ampio spiazzale dove sarà sicuramente possibile trovare uno spazio ombreggiato dove sostare per riposare e rifocillarsi anche se affrontate questo viaggio in periodi ad alta affluenza come la settimana di ferragosto come ho fatto io. Le zone all'ombra sono sufficienti a soddisfare tutti. Inoltre, poco più indietro, al limite dello spiazzale, una simpatica fontanella con dell'ottima acqua montana vi permetterà di rifornirvi di acqua per l'ultima parte della traversata.

Il percorso finora visto è adatto praticamente a tutti, bambini, adulti e, entro certi limiti, anziani in quanto, tranne alcuni brevissimi passaggi all'interno della gola, è praticamente un percorso turistico.

L'ultima tratta, quella che ci porta dall'eremo alla cascata nascosta del torrente Rio è anch'essa abbastanza agevole se non fosse per gli ultimi 300 metri dove tra frane e cadute di massi, ci toccherà scalare delle piccole frane rocciose e superare dei brevi tratti di percorso in cui il fondo è sdrucciolevole. Niente di preoccupante per persone adulte di sana costituzione ma se avete dietro dei bambini allora è un'altra cosa.

C'è da dire che io l'ho fatto, mi sono portato dietro i mie due figli di 5 e 7 anni fino alla cascata nascosta ma, nei punti più disastrati ho dovuto fare come Caronte, far passare prima un figlio e poi tornare indietro e traghettare l'altro e se vi trovate in un periodo di alta affluenza, rischiate di bloccare il percorso e fare la fila di persone che attendono di passare.

Comunque, a parte queste limitazioni l'ultima parte di questo percorso parte da dietro la fontanella dell'eremo e si infila subito in boschetto. La strada si divide subito. A sinistra salite verso le sorgenti del Rio, percorso veramente difficoltoso, a destra prenderete un comodo sentiero, all'inizio pianeggiante, che si inoltra nel bosco. Il sentiero poi scenderà piano piano fino a raggiungere, dopo circa una 40ina di minuti la valle del torrente Rio.

Da qui vi attende l'ultima parte di una ventina di minuti, la più difficoltosa come dicevo, seguendo a ritroso il corso del fiume fino alla cascata dove vi attende un piccolo spiazzale, la vista della cascata e, per i più ardiementosi, un bagno ghiacciato nel piccolo laghetto sottostante. Vi consiglio, se volete approfittare di quest'ultima opzione, di portare delle calzature alternative di quelle per muoversi nelle spiaggie ghiaiose, per entrare in acqua.

Immersione nella cascata nascosta

A questo punto, dopo un breve ristoro, vi attende tutto il viaggio a ritroso fino al parcheggio con la certezza di aver visitato uno dei posti più suggestivi della catena dei monti sibillini e con la sicurezza di aver smaltito, tra sali e scendi, tanti rotolini di grasso.

Per gli amanti del GPS, questo qui sotto è il tracciato del mio viaggio lungo questo percorso.

mentre qui trovate alcune foto della giornata.