Mar 12

Ascoli Bike Park: Track 5, Frangifuoco DH e Luna Park

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Tempo di lettura: 2 min

Alla scoperta di nuove track all'Ascoli bike park con gli Svirrienn.

Si inizia con la classica track n. 5 dietro al Remigio, ma prima del bosco di Giammatura, ci spostiamo sul lato opposto della strada asfaltata per affrontare una discesa anomala lungo la parte spaccacuore della Frangifuoco.

Da qui entriamo poi nella track della cascata, l'unica pista nera del bike park, anche se a me, personalmente nera non mi è mai sembrata.

Ma a metà track, la sorpresa, la nuova track Luna Park, questa si, per me, veramente nera con tanta adrenalina e un paio di punti obiettivamente pericolosi.

Come un panino gustoso, la voglia è quella di riprovarla al più presto per capirla meglio. Unica nota "negativa" (a parte il pericolo 🤣) e che bypassa tutte le altre track uscendo direttamente a Castel Trosino e quindi poi bisogna risalire un po' se si vuole arrivare fino ad Ascoli in offroad.

Qui il video della giro.

E' stata anche l'occasione per la prima uscita ufficiale del nuovo stabilizzatore per GoPro, il Feiyu WG2X,

Feiyu WG2X
Stabilizzatore per Action Cam Feiyu WG2X

di cui a breve posterò un test fatto lungo fosso giardino, comunque già dal video sopra direi che la qualità della stabilizzazione è ottima a fronte di un minimo ingombro e peso aggiuntivo.

Come al solito, se qualcuno volesse rifare il giro, vi allego la traccia GPX, ma mi raccomando, protezioni complete e possibilmente casco integrale. Divertiamoci ma con prudenza.

Total distance: 25.79 km
Max elevation: 1114 m
Min elevation: 162 m
Total climbing: 1169 m
Total descent: -1180 m
Total time: 04:45:31
Download file: 20190309_0902_EBike%20-%20Ascoli,%20Frangifuoco,%20San%20Giacomo,%20Sentiero%205,%20Frangifuoco%20alta%20DH,%20Sentiero%203%20La%20Cascata,%20Luna%20park.gpx
Nov 29

I Montanus alla scoperta dell'Islanda

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Tempo di lettura: < 1 min

Il duo abruzzese dei Montanus, al secolo Giorgio Frattale e Francesco D'Alessio, continua a stupirci con i racconti delle loro avventure in mountain bike. Tra scenari lunari, ambientazioni mozzafiato e le immancabili fat bike, questa volta siamo in Islanda, ai confini del mondo.

Terra, acqua, vento, pioggia, neve e sole. C'è tutta la natura selvaggia in questo video dal titolo "Iceland Divide - North-South Bikepacking Expedition"

E la musica di accompagnamento? Già solo per l'utilizzo di  "All along the Watchtower" meritano tutto il nostro rispetto.

Dispiace solo una cosa che ho notato in questo video, forse anche negli altri era cosi. Ma il casco in testa? 😉

Nov 12

Il cammino del Re

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Tempo di lettura: < 1 minNel 1901, avendo bisogno di un passaggio per gli operai e i materiali, la Sociedad Hidroeléctrica del Chorro, proprietaria del Salto del Gaitanejo e del Salto del Chorro, due cascate a Malaga, fece costruire un percorso sospeso a più di 100 metri da terra lungo le pareti di una montagna chiamato El camino del rey. Il percorso era ed è lungo 3 Km e largo in alcuni punti appena un metro.

Il percorso si trova ancora li solo che a causa della mancanza di manutenzione è crollato in alcuni punti rendendo il percorso molto pericoloso tant'è che, in passato, alcune persone sono morte o rimaste gravemente ferite.

Per questo motivo, nel 2000, le autorità locali hanno chiuso l'accesso al passaggio, distruggendo anche la parte iniziale dell'access e messo una multa salata per chi avesse tentato di percorrere il percorso.

Ma, video alla mano, c'è comunque gente che affronta questa "passeggiata". Date un'occhiata al video perchè, anche senza essere di persona li, il tragitto è comunque da cardiopalma.

Ott 18

Red Bull Stratos, un anno dopo

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Tempo di lettura: < 1 minE' passato un anno dall'impresa di Felix Baumgartner che si è lanciato da quasi 39 Km di altezza riuscendo a superare anche la barriera del suono.

In questo bellissimo video, riviviamo in prima persona l'intero lancio dal punto di vista di Felix.

Vi prego di notare i dati biometrici con un Felix perennemente tachicardico e tachipnoico soprattutto nelle fasi iniziali in cui viene sballottato a destra e a sinistra come una marionetta e dove, i dati dell'accellerazione a cui è sottoposto il corpo di Felix mostrano dei valori non proprio "normali".

Feb 21

Non ho l'eta...per queste cose

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Tempo di lettura: < 1 minE' con la canzone di Gigliola Cinquetti "Non ho l'eta" nella testa e con la tristezza nel cuore che voglio mostrarvi i video di questi ragazzi. Guardiamoci neglio occhi e diciamo tutti insieme: "Voglio farlo anch'io!!!!!".

Iniziamo con un dondolo estremo certamente non adatto ai deboli di cuore.

 

Continuiamo questo telo saponato molto simile a quello fatto da me in passato, si....proprio simile

 

 

Finiamo con questo JetPack acquatico, per un giretto in mare fuori dagli schemi.

 

Che l'invidia sia con tutti voi.

Ago 25

Hydrospeed, giù per le rapide alla cascata delle Marmore

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Tempo di lettura: 4 minImmaginate di essere trasportati dalla corrente impetuosa di un fiume, di superare ripide rapide con solo qualche breve attimo di riposo e  di essere protetti contro questa natura che vuole a tutti i costi travolgervi solo da una tuta in neoprene, un paio di pinne, un giubbotto di galleggiamento e da piccolo bob galleggiante

Beh, questo è l'hydrospeed e questo è quanto può essere divertente o terrificante, fate voi

Ci troviamo sul fiume Nera, a valle della cascata delle marmore e il percorso da compiere è praticamente lo stesso di quello fatto con il canotto nella discesa di rafting che ho fatto a Maggio (e di cui solo ora mi rendo conto di non avervene dato comunicazione :-D)

Solo che ovviamente ora non siete più protetti dal bozzolo del gommone ma siete direttamente immersi nel fluido che sembra abbia voglia di vendicarsi dell'altra volta.

La giornata inizia 10.00, presso il Centro Rafting "Le Marmore", dove si paga, 45 euro se non siete già iscritti all'associazione o 35, come me, se avete già fatto un'altra attività durante l'anno e siete quindi regolarmente iscritti.

Giusto il tempo di prendere casco, giubbino di galleggiamento, pinne, hydrospeed, muta, scarpe e giaccone in neoprene e siamo sul prato antistante i locali dell'associazione a cercare di assimilare le nozioni fondamentali dell'uso dell'hydrospeed in acqua anche se farlo fuori dall'acqua, con indosso una muta da 5mm in una caldissima mattina di agosto è una sofferenza, questa si, ai limiti.

Le nozioni sull'uso dell'hydrospeed che ho recepito sono sostanziamente queste:

  • La punta dell'hydrospeed è il nostro mirino, dove punta lei noi andiamo anche se, dovendo tenere conto della corrente, bisogna puntare molto più a monte.
  • L' hydrospeed si prende con ambedue le mani ma si blocca e si manovra con i gomiti
  • Quando si manovra perpendicolamente alla corrente, il lato a monte dell'hydrospeed va leggermente sollevato facendo pressione con il gomito dal lato opposto al fine di offrire la minore resistenza possibile all'acqua
  • L'angolo braccio/avambraccio deve essere maggiore di 90° in modo da scaricare peso dall'hydrospeed e fare meno fatica durante le pinnate. Unica eccezzione durante le discese lungo le rapide a "motore spento" dove si riduce tale angolo a meno di 90° per aumentare il peso sull'hydrospeed e guadagnare in stabilità
  • Se si viene spinti contro le rocce, l'hydrospeed deve puntare dalla parte opposta in modo da arrivare sulle rocce di piedi e permettere di utilizzare i piedi per spingervi lontano dalle rocce. Se l'hydrospeed viene spinto contro le rocce, ci si appiccica contro e l'unico modo per uscirne è ruotare su se stessi e postare l'hydrospeed verso il centro del fiume.

Ma soprattutto, regola che ho imparato in acqua, soprattutto per chi, come me, alle prime armi, non può compensare con una tecnica adeguata è fondamentale avere a bordo un "motore" potente ossia avere buona forza nelle gambe perchè le traiettorie si conquistano con il sudore della fronte e la forza della pinnata.

Ecco perchè vi dico da subito che l'hydrospeed, al contrario del rafting, non è uno sport per tutti. C'è bisogno di un ottimo allenamento e di forza nei muscoli giusti. Tenete conto che io, nonostante il footing, lo spinning, la palestra, il trekking ho resistito per meno della metà del percorso e poi sono stato quasi un pacco in balia delle onde.

Il video sopra, ad esempio, è stato preso nella prima parte del percorso quando ero ancora fresco e quindi l'impostazione delle traiettorie è stata relativamente buona

02 - Rapida n. 2 - Discesa

ma vi posso assicurare che alla fine della sessione non riuscino quasi neanche a risalile l'argine del fiume e per tre giorni ho fatto fatica a piegare le gambe.

Ecco perchè la prima reazione a caldo è stata: "Mai più". Ma la seconda a freddo è stata: "Mai più senza un'adeguato allenamento" e, l'anno prossimo, da marzo si fa preparazione in piscina con pinne e tavoletta.

Quindi se volete fare hydrospeed, prima fatevi almeno qualche sessione in piscina. Non che succeda niente, solo che vi divertirete di più in quanto non sarete voi in balia della natura ma sarà la natura che si plasmerà nelle vostre mani, o meglio, sui vostri piedi

Per quest'anno ho solo le foto fatte dal fotografo dell'associazione in uno dei punti più belli del percorso, un  punto dove il fiume effettua un triplice salto e voi con lui

00 - Panoramica delle tre rapide sulle marmore

E questo tutti i momenti del salto

Se volete vedere un video delle parti salienti del percorso, come vissuto dall'interno, questo video sotto riassume quello che ho fatto anche se non è stato realizzato da me, ma vi assicuro che le emozioni sono le stesse.

L'anno prossimo prometto di fare un video tutto mio.