Nov 23

Comunicazione radio in protezione civile e emergenze

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radiohamAvevo già scaricato su DocSlide una versione delle mie lezioni sulle comunicazioni radio per gli operatori di protezione civile.

Ma ora mi sono accorto che la versione online è diventata vecchia e obsoleta.

Per questo motivo mi sono deciso a pubblicare una versione aggiornata che è quella che ho usato quest'anno durante i corsi ai nuovi operatori di protezione civile della Croce Verde di Villa Rosa e del Pros Onlus di Pineto.

Fatene buon uso.

Comunicazione radio in protezione civile e nelle emergenze

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Set 15

Alle cascate formative, l'Abruzzo si fa sempre riconoscere

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Come molti di voi avranno visto, questo weekend sono stato alla prima di una serie di sessioni formative per creare un gruppo nazionale di formatori di protezione civile.

Il corso tenutosi a Pontassieve (FI) ha radunati 145 volontari delle varie associazioni aderenti a ANPAS con l'obiettivo di insegnarci come insegnare.

Ma quello che voglio raccontarvi non sono le tecniche formative che ci sono state insegnate ma raccontarvi invece degli aneddoti che ha visto protagonisti un gruppo di 11 volontari abruzzesi che, purtroppo, come ogni abruzzese che si rispetti, non può assolutamente passare inosservato.

La cascata formativa abruzzese

La cascata formativa abruzzese

Il lungo viaggio di andata è costellato, manco a dirlo, da notevoli fermate culinarie che fanno ben presagire per il prosieguo dell'evento.

All'arrivo veniamo subito travolti da una veloce sessione plenaria di presentazione e quindi divisi, assieme agli altri volontari presenti, in aule di circa 20 studenti che seguiranno tutti più o meno lo stesso programma.

Programma che si rivela subito peculiare. Già partendo dalla nostra presentazione  che infatti segue una  metodica che ho trovato, ma solo a posteriori, molto efficace. Continua a leggere

Set 12

Al via il corso per formatori di protezione civile

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anpas_soccorso.jpgSaranno in 145 provenienti da tutte le regioni d’Italia i volontari di protezione civile Anpas che, superata la selezione dei mesi scorsi, frequenteranno un corso di formazione per creare altri formatori territoriali Anpas di protezione civile suddivisi in formatori di base e formatori specifici (logistica, segreteria, responsabili di campo di protezione civile e cucina).

Sessantaquattro ore totali di corso in quattro fine settimana in cui i volontari usciranno dal corso saranno in grado di tenere corsi di formazione per il settore specifico seguito.

Io sono uno di quei 145, da oggi, a Firenze.

Mag 12

Defibrillazione.org

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Oggi voglio presentarvi un nuovo progetto in cui sono entrato e che mi sta entusiasmando tantissimo.

Il progetto si chiama defibrillazione.org e dietro vi è un gruppo di medici, infermieri e soccorritori che credono che la divulgazione e una formazione professionale sulla defibrillazione precoce possa salvare delle vite umane.

L'obiettivo è quello di fare corsi di primo soccorso al personale sanitario e non con l'obiettivo di ridurre le morti extraospedaliere diffondendo le linee guida per una corretta gestione delle situazioni di emergenza di base ed avanzata.

Le statistiche dicono che, ogni 90 secondi, in Europa, una persona è colpita da arresto cardiaco improvviso.

Beh, noi crediamo che la prima risposta a questo problema non debba venire dall'ambulanza ma la soluzione sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall'arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un'ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell'arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Per fare questo ci siamo certificati con American Heart Association (AHA), un'organizzazione statunitense non a scopo di lucro che si occupa di studiare e definire delle linee guida internazionali al fine di ridurre le morti causate da problemi cardiaci e ictus, fondata nel 1915 e con sede a Dallas, in Texas.

Se sei interessato, sul sito trovi online tutti i nostri corsi e le informazioni necessarie per salvare forse, un domani, una persona a te cara o un perfetto sconosciuto. Pensaci

in Europa, una persona è colpita da arresto cardiaco improvviso.

Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un’ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell’arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Vuoi conoscere come aiutarci a salvare un familiare? Un amico? O un perfetto sconosciuto?

- See more at: http://defibrillazione.org/wp/ogni-90-secondi/#sthash.ZvfLG3HG.dpuf

Ogni 90 secondi…

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Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un’ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell’arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Vuoi conoscere come aiutarci a salvare un familiare? Un amico? O un perfetto sconosciuto?

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Ogni 90 secondi…

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Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un’ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell’arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Vuoi conoscere come aiutarci a salvare un familiare? Un amico? O un perfetto sconosciuto?

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Apr 04

Corso di primo soccorso

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Anche quest'anno la Croce Verde di Villa Rosa di Martinsicuro organizza un corso di primo soccorso sanitario destinato a cittadini che desiderino avere competenze di primo soccorso e che possano aiutare, in caso di difficolta, chi si sente male.

Se poi uno vuole, il corso è propedeutico per accedere al servizio di soccorso sui mezzi di emergenza di Abruzzo 118.

L'anno scorso io ero uno degli studenti e devo dire che il corso mi ha dato tantissimo e soprattuto mi ha reso consapevole dei protocolli e delle manovre da effettuare per aiutare il nostro prossimo in caso di difficolta.

Se vi trovate in zona, avete un po' di tempo libero, vi ha sempre appassionato il ruolo di soccorritore sanitario e volete regalare un po' di tempo al vostro prossimo, allora è l'occasione buona.

Ricordate inoltre che la vostra partecipazione attiva all'interno dell'associazione potrebbe non essere solo relativa al soccorso sanitario ma ci sono tante cose da fare, trasporti di disabili, dializzati e altro che potete tranquillamente fare nel caso, ad esempio, la vista del sangue fosse per voi un problema.

Il corso ha la durata di 16 lezioni e parte dal 09 aprile 2010. Per informazioni ed iscrizioni 320.7991153 oppure 0861.710200.

Feb 08

Teoria del mixaggio con Hercules DJ MP3 e2 e VirtualDJ

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In questa puntata, analizziamo brevemente il perchè del mixaggio e le sue basi quali uniformità dei BPM, sincronizzazione della battuta musicale e cosa succede se questi vincoli non vengono rispettati

Quella che segue è la trascrizione della puntata.

Continuiamo il nostro viaggio all'interno della Hercules DJ MP3 e2 guardando un attimo a quel'è lo scopo del DJ. Lo scopo del DJ è quello di mixare in modo corretto due brani musicali per evitare imbarazzanti momenti di silenzio per esempio durante una festa o un ballo. Cosa significa mixare? In modo riduttivo significa passare da un brano ad un altro con il minor trauma possibile ossia tipicamente fare in modo che chi ascolta non si renda neanche conto che si è passati da un brano ad un altro.

Vediamo cosa significa tutto questo con un esempio. Abbiamo usualmente un brano musicale che sta andando. Ad un certo punto un secondo brano si insinua sopra al primo. Questa unione, come detto deve essere il meno traumatica possibile. Dopo qualche secondo, si passa al secondo brano.

Quali sono i vincoli che permettono un mixaggio fatto a regola d'arte. Ve ne sono ovviamente di differenti e dipendono da brano a brano ma due sono quasi sempre presenti.

Innanzitutto che il numero di battiti per minuto (BPM) dei due brani sia identico. Il secondo vincolo è che vi sia una sincronizzazione iniziale tra le parti ritmiche dei brani ossia, tanto per intenderci, che i due brani facciano "pum" allo stesso momento.

Come mai questi due vincoli sono praticamente sempre presenti all'interno di un corretto mixaggio? Cosa succede infatti se uno di questi due vincoli viene a cadere.

Prendiamo ad esempio il caso in cui i due brani abbiano si lo stesso numero di BPM ma vi sia un'errata sincronizzazione iniziale? In questo caso si avrebbe un accavallamento desincronizzato delle parti ritmiche che risulta fastidioso all'orecchio, impedisce di ballare e ovviamente fa capire che vi sono due brani sovrapposti.

Se invece si ha la sincronizzazione iniziale ma i due brani hanno una seppur lieve differenza nel numero di BPM allora la sovrapposizione inizia avendo un'unica parte ritmica quando ecco che più o meno lentamente le due parti si separarano producendo dapprima una lieve desincronizzazione che si farà però sempre più ampia fino ad avere una totale separazione delle due parti ritmiche e una cacofonia.

Ovviamente il quanto debba essere precisa  la corrispondenza tra il numero di BPM delle due canzoni dipende da quanto si vuole che sia lunga la sovrapposizione dei due brani. Per esempio ci sono dei casi in cui si passa istantaneamente dall'ascolto di un brano e l'altro. In questo caso una leggera discrepanza nel numero di BPM tra i due brani è accettabile e non è avvertibile dagli ascoltatori a meno che essa non sia eccessivamente ampia. Infatti anche con passaggi di questo tipo non è consigliabile mixare ad esempio un brano da 80 BPM con uno da 150. Analogo discorso per sovrapposizioni di breve durata.

Non lo è se invece, all'estremo opposto, bisogna fare una sovrapposizione di parecchi secondi o addirittura di minuti. In questo caso il numero di BPM deve essere esattamente identico.

Questi sono i due vincoli praticamente imprescindibili per un corretto mixaggio a cui ovviamente se ne aggiungono altri, diciamo secondari ad esempio il vincolo melodico. Le due melodie all'atto della sovrapposizione devono essere simili o comunque devono amalgamarsi in modo armonioso.

E' d'aiuto per la realizzazione di questo vincolo l'utilizzo di versioni dei brani musicali chiamate remix ossia delle variazioni dei brani originali che contengono ampie parti in cui la sezione ritmica è preponderante e sono quini utilizzabili in fase di ingresso e uscita del brano.

Ma una delle cose sicuramente da evitare è la sovrapposizione di parti cantate nei due brani. E' praticamente impossibile mixare in modo corretto una sezione del brano A in cui l'artista sta cantando con una sezione del brano B in cui anche l'altro artista sta cantando.

C'è poi da fare una distinzione tra mix pianificati o meno. I mix pianificati sono quei mixaggi preparati in precedenza, studiati a tavolino e poi eseguiti in un DJ Set. Invece i mix non pianificati sono quei mix creati sul momento perchè magari un partecipante alla festa vi chiede un brano particolare che non è nella vostra scaletta di mix pianificati  In quel caso dovete quindi improvvisare ed inserire il brano manualmente.

Noi in questo corso tratteremo usualmente solo e soltanto di mix pianificati preparati a tavolino.

Per effettuare un mixaggio tra un brano in ascolto ed un  altro è necessario avere la possibilità di ascoltare entrambi contemporaneamente. Nei mix non pianificati si fà questo mandando in cuffia il secondo brano e appoggiando la cuffia ad un solo orecchio mentre nell'altro si ascolta  il primo brano dall'impianto di amplificazione.

Questo presuppone che se il nostro impianto è formato dalla Hercules DJ Control MP3 e2 e da un computer , il computer debba avere due schede audio, una dedicata all'audio principale e una al preascolto.

Pur essendoci soluzioni professionali anche della Hercules stessa, seppur abbastanza costose, si può risolvere il tutto acquistando, per meno di dieci euro, una schedina audio USB che di solito ha solo due fori, quello per il line-in e quello per la cuffia.

Ovviamente questa modalità è supportata dal software VirtualDJ che, nelle sue configurazioni, permette di impostare la doppia uscita separata per lineout e preascolto e le due schede audio.

Nel caso di una configuazione di questo tipo, il preascolto viene fatto utilizzando i due bottoni presenti sopra i fade verticali, uno per il deck A e uno per il preascolto del deck B.

Anche se è buona norma avere sempre due schede audio per avere la possibilità del preascolto noi, grazie al fatto che lavoreremo sempre e solo con mix pianificati, faremo a meno della seconda uscita e del preascolto.

Nella prossima puntata, vedremo come si realizzavano i mixaggi prima dell'avvento del computer e come il computer e VirtualDj ci aiutano invece ora ad eseguire dei mixaggi perfetti.