Ott 22

ILCOR 2025 - Nuove Linee Guida

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Tempo di lettura: < 1 min

AHA ed ERC aggiornano le linee guida per la rianimazione cardiopolmonare — ma non dicono esattamente le stesse cose.

In questo video ti mostro le differenze chiave, spiegate in modo chiaro e pratico, per capire cosa cambia davvero nella rianimazione di adulti, bambini e lattanti.

Un’analisi completa ma comprensibile, pensata per istruttori, soccorritori e curiosi della medicina d’urgenza.

Nov 28

Nel BLSD il GAS non si fa più. E no, non c'entra nulla il COVID

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Tempo di lettura: 3 min

I protocolli di rianimazione cardiopolmonare vengono aggiornati ogni 5 anni perchè l'unico soggetto al mondo che decide come si fa la rianimazione cardiopolmonare, ILCOR, sulla base degli studi scientifici del quinquennio, modifica le linee guida per permettere una maggiore sopravvivenza ai pazienti.

Nel 2010 ILCOR e a seguire tutti le maggiori società scientifiche mondiali come American Heart Association (AHA) hanno tolto la sequenza del GAS.

E perchè ne parlo ora? Perchè ancora oggi mi ritrovo persone che hanno fatto recentemente corsi di rianimazione cardiopolmonare a cui è stato insegnato il GAS, nell'ultimo periodo con la scusa che "tanto ora il COVID non c'è più".

Ma andiamo con ordine. Che cos'è anzi, che cos'era il GAS?

GAS è un acronimo e sta per: Guardo, Ascolto e Sento, per gli anglofoni "Look, Listen and Feel". Erano tre cose che si facevano per valutare l'attività respiratoria di una vittima in probabile arresto cardiaco ossia per valutare se la vittima respirava.

Nel GAS andavamo a mettere il nostro orecchio vicino alla bocca della vittima e con lo sguardo ne guardavamo il torace di sbiego per vedere se il torace si muoveva (Guardo), per ascoltare eventuali rumori respiratori (Ascolto), per sentire il calore e l'umidità dell'eventuale respiro della vittima (Sento).

Il GAS E' STATO TOLTO DAI PROTOCOLLI NEL PERIODO 2010-2015.

Il motivo? Perchè spesso (circa il 40% degli arresti cardiaci), nei primi minuti, nei pazienti in arresto cardiaco, il paziente fa rumori respiratori. Si chiama in gergo tecnico "gasping", in italiano, respiro agonico. E' un tipo di respiro non valido. La vittima non sta respirando ed è appunto in arresto cardiaco.

Capitava quindi spesso che, i soccorritori, facendo il GAS, sentivano dei rumori respiratori (la A di Ascolto) e quindi ritenevano il paziente in respiro spontaneo e non quindi in arresto cardiaco e non eseguivano o ritardavano l'inizio della rianimazione cardiopolmonare (RCP).

Per cui, ad un certo punto, si è detto : "basta con questo GAS".

Oggi è rimasta quindi solo la G del GAS, guardiamo questo torace di fianco e se non si muove iniziamo la RCP.

Non vi fidate delle mie parole? Vediamo un po' di riferimenti autorevoli:

  • Uno dei primi clinical trial che pone il problema del fatto che il GAS forse non è appropiato. Checking for breathing: evaluation of the diagnostic capability of emergency medical services personnel, physicians, medical students, and medical laypersons, Ann Emerg Med. 1999 Dec;34(6):720-9. doi: 10.1016/s0196-0644(99)70097-1: "Conclusion: Checking for breathing was shown to be mostly inaccurate and unreliable. This diagnostic procedure takes more time than recommended in international guidelines. Therefore CPR training should focus more on the determination of breathlessness. Also, the guidelines for CPR should be revised."
  • Resuscitation, (2005) 67, 187—20: Bystanders often report to dispatchers that victims of cardiac arrest are ‘‘breathing’’ when they demonstrate agonal gasps; this can result in the withholding of CPR from victims who might benefit from it
  • Circulation, 2 nov. 2010, vol. 122: "“Look, Listen, and Feel” removed from the BLS algorithm"
  • The changes in cardiopulmonary resuscitation guidelines: from 2000 to the present, J Exerc Rehabil. 2019 Dec; 15(6): 738–746: Nel parlare appunto delle modifica avvenute nel 2015: "Occasional gasps, which cannot supply sufficient oxygen, are misinterpreted by rescuers as normal breathing. Therefore, in order to avoid the confusion, three steps of breathing check (look, listen, and feel) were deleted from the guidelines."

Nota di colore: l'European Resuscitation Council (ERC/IRC) invece, nelle linee guida 2021 continua ancora ad avere il GAS (se sapete il motivo, scrivetemelo nei commenti) mentre è stato poi rimosso con l'aggiornamento per il COVID in caso di sospetto o confermata infezione da COVID-19.

Ott 29

Riferimenti per le slide di BLSD

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Una lista dei riferimenti a studi e documenti usati per le slide di BLSD

Materiale non più aggiornato

Gen 13

In ILCOR/AHA 2015 passeremo dal CPR al CCO?

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Tempo di lettura: 2 minAHA-Linee-guida-RCPBLSD-2010.jpgNelle attuali linee guida sulla rianimazione cardiopolmonare l'appriccio all'arresto cardiaco è di fornire supporto circolatorio e supporto alla ventilazione con un rapporto di 30 compressioni toraciche a 2 insuflazioni. Questo approccio è anche chiamato CPR, CardioPulmonary Resuscitation.

Ma tutto questo potrebbe cambiare nella nuova revisione delle linee guida 2015 passando ad un approccio di tipo CCO, Chest Compression Only. Smetteremo quindi di dare ossigeno ai nostri pazienti in arresto cardiorespiratorio? Per ora non si sa, ma vediamo il ratio del perchè di una eventuale scelta.

L'evidenza è questo studio retrospettivo del 2012 pubblicato su Circulation dal titolo "Chest Compression Alone Cardiopulmonary Resuscitation Is Associated With Better Long-Term Survival Compared with Standard Cardiopulmonary Resuscitation " che ha comparato la sopravvivenza di 1210 pazienti trattati con un approccio CCO verso 1253 trattati con la CPR "classica".

Il risultato, contro ogni aspettativa, è stato che la sopravvivenza è molto più alta nei pazienti trattati con le sole compressioni toraciche rispetto a quelli trattati con l'attuale approccio 30:2. Perchè? Forse questo sta ad indicare che effettivamente nel paziente in arresto cardiocircolatorio sono molto più importanti le compressioni toraciche di qualità e che la più piccola interruzione alle compressioni produce una caduta drammatica della pressione intravascolare creata dal precedente ciclo e che quindi, nel successivo, grossa parte delle compressioni sono perse nel ricreare questa pressione.

Un'altro punto a favore della sole compressioni toraciche riguarda il fatto, spesso asserito, che già le sole compressioni toraciche, andando a comprimere la gabbia toracica, producono, oltre alla voluta compressione del muscolo cardiaco anche una effettiva compressione dei polmoni producendo cosi, ad ogni compressione, una respirazione "passiva" del paziente. Però, uno studio del 2010, sempre su Circulation dal titolo "Validating Effectiveness of Ventilation Generated by Chest Compression Alone in the Model Lung" afferma invece che i volumi di aria creati durante la sola CCO non sono sufficienti a fornire un supporto minimo alle funzioni di base del paziente.

Dove andremo a finire quindi nei prossimi 5 anni di BLSD? Lo sapremo fra breve.

 

Dic 02

Non solo CPR ma CPR di qualità

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Tempo di lettura: < 1 minNella rianimazione cardiopolmonare non solo è importante fare qualcosa ma è anche importante fare bene questa cosa.

In questo piccolo cartoon, in modo semplice e diretto, i 6 consigli per effettuare delle compressioni toraciche di qualità.

Il video è sottotitolato in italiano, basta attivare i sottotitoli dall'iconina sottotitoli youtube

Mag 12

Defibrillazione.org

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Tempo di lettura: 4 minOggi voglio presentarvi un nuovo progetto in cui sono entrato e che mi sta entusiasmando tantissimo.

Il progetto si chiama defibrillazione.org e dietro vi è un gruppo di medici, infermieri e soccorritori che credono che la divulgazione e una formazione professionale sulla defibrillazione precoce possa salvare delle vite umane.

L'obiettivo è quello di fare corsi di primo soccorso al personale sanitario e non con l'obiettivo di ridurre le morti extraospedaliere diffondendo le linee guida per una corretta gestione delle situazioni di emergenza di base ed avanzata.

Le statistiche dicono che, ogni 90 secondi, in Europa, una persona è colpita da arresto cardiaco improvviso.

Beh, noi crediamo che la prima risposta a questo problema non debba venire dall'ambulanza ma la soluzione sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall'arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un'ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell'arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Per fare questo ci siamo certificati con American Heart Association (AHA), un'organizzazione statunitense non a scopo di lucro che si occupa di studiare e definire delle linee guida internazionali al fine di ridurre le morti causate da problemi cardiaci e ictus, fondata nel 1915 e con sede a Dallas, in Texas.

Se sei interessato, sul sito trovi online tutti i nostri corsi e le informazioni necessarie per salvare forse, un domani, una persona a te cara o un perfetto sconosciuto. Pensaci

in Europa, una persona è colpita da arresto cardiaco improvviso.

Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un’ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell’arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Vuoi conoscere come aiutarci a salvare un familiare? Un amico? O un perfetto sconosciuto?

- See more at: http://defibrillazione.org/wp/ogni-90-secondi/#sthash.ZvfLG3HG.dpuf

Ogni 90 secondi…

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Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un’ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell’arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Vuoi conoscere come aiutarci a salvare un familiare? Un amico? O un perfetto sconosciuto?

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Ogni 90 secondi…

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Noi siamo un gruppo di medici, infermieri e istruttori addestrati e crediamo che la prima risposta a questo problema sia TU.

Nel 70% dei casi infatti l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani, la maggior parte di NOI, non sa come fare la rianimazione cardiopolmonare.

E’ dimostrato infatti che se i testimoni di un arresto cardiaco iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata.

Questo perchè, già dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco il cervello inizia a morire mentre i tempi medi di arrivo di un’ambulanza in ambito urbano sono dagli 8 ai 10 minuti ad arrivare.

Questo significa che 100.000 persone all’anno che potevano salvarsi, non si salvano perchè NOI non facciamo nulla.

Nell’arresto cardiaco improvviso, se non ci aiutiamo tra di noi, nessuno ci potrà salvare.

Vuoi conoscere come aiutarci a salvare un familiare? Un amico? O un perfetto sconosciuto?

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Dic 19

Durante un arresto cardiaco chiamo il 118 e basta?

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Tempo di lettura: < 1 minAll'ultimo corso BLSD mi hanno fatto una domanda interessante. Ma a che serve questo corso? Tanto se io non so fare nulla, chiamo il 118 e poi ho finito.BLSD logo

La mia risposta è che se chiamate il 118 per un presunto arresto cardiaco, la telefonata non finisce con la vostra semplice comunicazione dell'evento ma l'operatore del 118 è addestrato a guidarvi nella procedura di BLS nell'attesa che arrivino i soccorsi avanzati.

Una prima dimostrazioni di questo fatto è un evento di oggi in cui un figlio ha salvato la madre proprio facendole il massaggio cardiaco sotto istruzioni dell'infermiere della centrale 118.

L'altro è un video con la registrazione della comunicazione tra la centrale operativa 118 e un prete che ha chiamato per chiedere soccorso per una ragazza in probabile arresto cardiaco.

Notate inoltre l'inizio della telefonata riguardo ai piedi in alto e al fatto che loro stiano già massaggiando e di come l'operatore li fermi e poi gli faccia fare esattamente la sequenza BLS per laici.

Ora, io mi chiedo, è vero che ve lo spiega poi l'operatore ma non sarebbe il caso di arrivarci preparati all'eventualità di essere testimoni ad un evento del genere? Eppure bastano solo 8 ore a insegnare un buon BLS. Pensateci la prossima volta che vi capita la possibilità di partecipare a uno di questi corsi.

Ott 24

Ripasso Basic Life Support and Defibrillation - Controguerra Vita

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Tempo di lettura: < 1 mindefibrillatoreA Controguerra c'è un defibrillatore.

A Controguerra ci sono dei cittadini, chiamati in gergo first responders, abilitati a usarlo.

Come già fatto a marzo 2012, sabato 26 ottobre 2013, dalle ore 16.30, presso la sala polivalente del comune di Controguerra, il gruppo di first-responders del progetto "Controguerra Vita" eseguiranno una sessione pratica di ripasso delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare che li hanno portati a conseguire la certificazione regionale di operatori BLSD (Basic Life Support and Defibrilation - Supporto alle funzioni di base e defibrillazione).

Per l'occasione la sessione di ripasso sarà aperta al pubblico e, anzi, essa verrà commentata, per gli astanti, dagli istruttori del corso di modo da permettere a tutti di comprendere le basi delle tecniche di primo soccorso e defibrillazione che, di volta in volta, il gruppo di first-responders eseguiranno durante il ripasso.

Un momento quindi di ripasso ma anche un momento per mostrare brevemente agli altri come si soccorre una persona con una probabile crisi cardiaca e/o un'ostruzione alle vie respiratorie. Per l'occasione inoltre, breve corso sul BLSD pediatrico e sulle tecniche per disostruire e soccorrere un neonato o un bambino

Un giorno queste informazioni potrebbero tornare utili.  Se sei interessato, viene, guarda e impara.

Set 17

Immediate Life Support, gestione avanzata del paziente critico

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Tempo di lettura: 5 minOvvero come vivere, per alcuni minuti, in una puntata di E.R. o di Dott. House. A parte gli scherzi sabato ho seguito, a Chieti, un bellissimo corso organizzato da IRC  per la certificazione I.L.S., Immediate Life Support.

Il corso è pensato per fornire agli operatori sanitari, medici e infermieri (e studenti di medicina e infermieristica) le conoscenze per riconoscere quei pazienti la cui situazione clinica sta rapidamente degenerando con possibile deviazione verso l'arresto cardiaco e alla gestione dello stesso nell'intervallo che precede l'arrivo della squadra di rianimazione, quindi in una situazione anche extra ma, prevalentemente, intraospedaliera.

Per capirci, l'idea è quella di capire che le condizioni di un paziente sono in rapido deterioramento, capire chi e cosa attivare e capire come comunicare alla squadra "avanzata" le notizie fondamentali per un suo rapido intervento. Quindi supportare il paziente precedentemente all'arrivo della squadra avanzata e gestire, assieme a questa, il paziente dopo l'arrivo.

Personalmente ho trovato il corso molto bello e stimolante, rispetto ai soliti BLSD, PBLSD e PTC ossia rispetto alla gestione delle funzioni di base e della defibrillazione in pazienti adulti e pediatrici e alla gestione dei pazienti traumatici nell'emergenza "su strada".

Mi è piaciuto particolamente perchè ho potuto vedere e provare strumenti avanzati per la gestione delle vie aeree come i dispositivi sopragrottici

Non so se vi ricordate ma un paio di anni fa vi raccontavo, un po' umoristicamente che, se avete bisogno di intubare una persona ma non avete frequentato sei anni di medicina, allora potevate usare l'i-gel. Beh, i sei anni di medicina servono anche per l'i-gel, in realtà, ma oggi ho avuto la fortuna di poterlo provare anche se solo su di un manichino

Inoltre il bello del corso è stata anche la gestione avanzata del paziente in termini di farmaci quindi con, ad esempio, il reperimento di un accesso venoso e l'infusione di adrenalina e amiodarone dopo la terza scarica del DAE.

Infine perchè mi ha permesso di vedere e di partecipare a scenari reali dove veramente, per qualche minuto sembrava di essere in una puntata di E.R. o, se volete, più seriamente, in un vero DEA.

Volete vedere cosa abbiamo fatto? Eccovi un sunto trascritto e riveduto di uno degli scenari che mi sono capitati.

Istruttore: Allora Emiliano, arriva un signore 75enne in P.S. E' un paziente che soffre di diverticolite arriva per dolori addominali importanti. Ti chiamano per valutarlo.

Io: Mi metto i guanti e i dispositivi di protezione personale. Sicurezza della scena, suppongo sia sicura. Valutazione quick-look. Come lo trovo.

Istruttore: Lo trovi cosi come lo vedi, un po' in posizione semiseduta che si lamenta.

VALUTAZIONE DI A

Io: Signore, che è successo?

Paziente: Ho un male terribile.

Io: Che cosa le fa male?

Paziente: La pancia, fa male.

Io: Il paziente è quindi cosciente.

VALUTAZIONE DI B

Io: Il respiro come c'è l'ha?

Paziente: Mi da fastidio, non mi faccia parlare.

Io: Ok, mettiamo ossigeno ad alti flussi.

Io: Ora lo scopro e faccio l'O.P.A.C.S. (osservo, palpo, ascolto, conto, saturimetro).

Io: Osservo il torace. Il torace espande simmetricamente e non si nota niente di particolare all'osservazione.

Io: Lo palpo. Anche la palpazione non produce dolore, non sento crepitii ne volet costali.

Io: Prendo lo stetoscopio e ausculto apice apice, base base, e respira respira respira e respira.

Io: La frequenza respiratoria e di 28 atti al minuto.

Io: Metto il saturimetro e il saturimetro non rileva nulla.

Io: Dato che comunque il paziente dichiara problemi respiratori, visto anche la frequenza, lascio l'ossigeno ad alti flussi.

VALUTAZIONE DI C

Io: Premo su un dito della mano per cinque secondi e il tempo di perfusione è di tre secondi, alto, motivo per cui probabilmente non prendeva il saturimetro.

Io: Prendo il polso radiale che risulta molto flebile e conuna frequenza di 125/130 bpm. La pressione è 90/60.

Io: Non ha accesso venoso. Prendo un accesso venoso e, già che ci sono, faccio un prelievo venoso richiedendo emocromo con formula, enzimi cardiaci, EGA, elettroliti.

Io: Ho un monitor che collego e richiedo al collega di andare a prendere e fargli un ECG a 12 derivazione. Il paziente non ha cateteri.

Io: Signore stamattina ha urinato.

Paziente: Ho urinato l'ultima volta cinque ore fa ma ora non ho lo stimolo.

Istruttore: Intanto arriva l'ECG refertato dal cardiologo che risulta fondamentalmente negativo.

VALUTAZIONE DI D

Io: Faccio il GCS, il paziente mi parla, obbedisce ai comandi quindi è un 15.

Io: Faccio il Cincinnati, controllo le pupille che sono isocoriche isocicliche normoreagenti, gli chiedo di stringermi le mani che non presentano asimmettrie nella stretta.

Io: Dato che non sono arrivate ancora le analisi, faccio uno stick glicemico che rileva una glicemia di 95.

VALUTAZIONE DI E

Io: Adesso signore la devo spogliare. Sulla testa lo trovo sudato e pallido, la trachea è in asse e le giugulari sono piane.

Io: Dolore toracico non ne ha, rifaccio un OPACS veloce da cui nulla è cambiato rispetto a prima tranne la frequenza respiratoria che è ulteriormente aumentata.

Io: Palpo l'addome

Istruttore: Addome evoca dolore ed è una tavola dura.

Io: Bacino in asse. Sulle gambe non trovo nulla di patologico per un 75 enne. La pedidia non è rilevabile. Nulla di rilevabile sull'arto superiore e posteriormente.

ANAMNESI E ESAMI

Io: Ha avuto qualche altra malattia o operazioni?

Paziente: No.

Io: E' stato in ospedale recentemente?

Paziente: Ho fatto quella roba li dietro, da tubo, la scopia....

Io: La colonscopia?

Paziente: Si.

Io: Che c'aveva? I diverticoli?

Paziente: Si, bravo, i diverticoli.

Io: Allergie?

Paziente: No. Ma mi hanno detto che avevo tanti di questi diverticoli e poi stamattina m'è venuto questo mal di pancia. Forte.

Io: E' andato anche di corpo.

Paziente: No, non vado di corpo da due giorni.

Io: Fine della visita.

Istruttore: Secondo te è un paziente critico o non critico?

Io: La frequenza è elevata, la pressione molto bassa, il problema è addominale, ha i diverticoli, ha un addome ligneo. Non ha segni di emoraggia ma è sotto shock.

Istruttore: Arriva l'emocromo che riporta 8 di emoglobina.

Io: Avverto il chirurgo, è un paziente critico con un elevato rischio di collasso a breve.