Nonostante so il trucco, ogni volta che ricomincia, cerco di vederla con la prospettiva giusta ma continuo a vedere sempre il cubo in 3D prima di (ri) scoprire il "trucco"
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Head Tracking usando il Wiimote
Tutti voi riconoscerete l'oggetto sulla destra. E' il Wii Remote Controller detto anche Wiimore, il "telecomando" con cui si gioca alla console Wii.
Ma non tutti riflettono spesso sulla tecnologia che c'è dietro questo evoluto controller che, grazie ad un sensore sensibile ai raggi infrarossi ed un preciso accellerometro, permette di rilevare esattamente la posizione del Wiimote rispetto allo schermo, l'inclinazione e i suoi movimenti.
Infatti, grazie a tutta questa tecnologia presente al suoi interno, qualcuno si è chiesto se non fosse possibile utilizzare i dati ricavati dal Wiimote per farci altro che giocare.
Tutto deriva da uno studio di Johnny Chung Lee, un ricercatore che sta attualmente lavorando in Microsoft al progetto "Natal" che è riuscito a realizzare una semplice interfaccia nel linguaggio .NET, per interfacciarsi con il WiiMote.
Quello che ho realizzato oggi, sulla base di quanto fatto da Johnny, è un proof of concept di come, usando il sensore ad infrarossi presente all'interno del Wiimote, due LED a infrarossi montati su un paio di occhialini che fanno le veci della barra sensore della Wii, sia possibile tracciare accuratamente la posizione della testa in funzione dello schermo.
Questo permette virtualmente di trasformare il monitor dello schemo in funzione del punto di vista dell'utente realizzando dei mondi virtuali a tre dimensioni che si adattano alla posizione della testa. Il monitor si adatta e reagisce ai movimenti della testa e del corpo come se fosse una vera finestra su di un mondo virtuale realizzando una illusione realistica di profondità e di spazio 3D.
Se siete interessati ad una dimostrazione pratica di come un gioco possa diventare utile, penso di portare questo esperimento all'OpenDay che si terranno il 30 di maggio, presso i laboratori nazionali del Gran Sasso da far vedere al pubblico.
Intanto eccovi un breve video di una telecamera, posta sulla mia testa, mentre mi muovo, con addosso gli occhialini, davanti ad un monitor con un software di riconoscimento della posizione realizzato da Johnny.
Questo invece è il video dell'esperimento di Johnny Chung Lee compreso di spiegazioni (in inglese).
Il futuro del 3D? Forse è questo qui.
Immagina una piccola pallina volante, che abbia la possibilità di emettere luce colorata. Immagina ora di avere centinaia, migliaia di queste palline colorate e che siano più piccole possibile.
Immagina ora che sia possibile controllarle simultaneamente nello spazio per creare forme colorate e, in definitiva, immagini in movimento.
E' questo l'ambizioso progetto di un gruppo di ricercatori del MIT che sono andati oltre gli occhialini e i vari tentativi di simulare il 3D su dispositivi 2D per arrivare all'essenza della terza dimensione: creare sul serio immaggini 3D nello spazio tridimensionale.
Il video sotto la dice tutta sulle immense possibilità di questa tecnologia ancora allo stato embrionale.
Dite che è questo il futuro del 3D?
Petizione per Avatar in IMAX a Riccione
Finora credevo che il 3D fosse quello che ci propinano nei vari cinema multisala in giro per l'Italia.
E invece no. C'è di meglio, si chiama IMAX e, in Italia c'è una sala attrezzata con tale tecnologia a Riccione all'interno del parco tematico Oltremare.
Per farvi rendere conto di come deve essere l'impressione di guardare un film in IMAX vi dò solo alcuni dati.
Lo schermo è alto quanto un palazzo di 7 piani e lungo tanto da contenere una balenottera, circa 18 metri di altezza per 26 di lunghezza
Immaginate che emozione deve essere. Il proiettore, del peso di 600 Kg, ha una lampada allo Xeon di 15.000 Watt e l'impianto audio è formato da 44 casse acustiche per una potenza di 12.000 Watt.
L'angolo visuale di questo schermo è di circa 170°, ciò significa che guardando al centro si avrà l'impressione di essere all'interno dell'evento proiettato in quanto l'intera visuale sarà ricoperta dall'immagine proiettata senza zone "esterne".
Ora, sapete che esiste una trasposizione in formato IMAX del colossal del premio oscar James Cameron e che quindi potremmo vedere, in Italia, questo favoloso film in questo strabiliante formato?
E invece cosa trasmettono nella sala IMAX italiana? Dei documentari sui dinosauri e sul fondale marino. Sicuramente belli ed avvincenti ma mi chiedo: "perchè, avendo la disponibilità di tale tecnologia in Italia non sfruttarla per proiettare uno dei capolavori della storia del cinema"?
A questo scopo è stata creata una petizione, che invito tutti a firmare, per portare Avatar in IMAX a Riccione. Non sò voi ma io, per un'esperienza di questo tipo, un viaggetto a Riccione me lo farei proprio.


