Come soccorritore posso fare alcune manovre sul paziente quali la rianimazione cardio-polmonare, la defibrillazione e la somministrazione di ossigeno.
Tutte queste cose, benchè in alcuni casi possano anche salvare la vita ad un paziente, hanno alcune caratteristiche in comune che permettono a soccorritori "laici" di attuarle anche senza la presenza di un medico o un infermiere.
Le caratteristiche che definiscono cosa posso o non posso fare sono:
- Neutralità nella somministrazione di farmaci.
- Deresponsabilizzazione del soccorritore
- Formazione sulle procedure
Per chiarire il primo concetto mi rifaccio al caso dell'ossigeno. Se somministro ossigeno ad un paziente con carenze respiratorie gli posso anche salvare la vita ma, cosa fondamentale, se lo dò ad un paziente che non ne ha bisogno, tenendo conto dei tempi di intervento, non cambia assolutamente nulla ossia non causo alcun danno se do ossigeno ad un paziente che non ne ha bisogno.
Riguardo al secondo consideriamo il caso del defibrillatore semi automatico DAE. Nell'utilizzo del DAE le procedure da attuare sono praticamente automatiche. Infatti, a parte eseguire la corretta procedura di utilizzo, come soccorritore non ho responsabilità ed è il defibrillatore che decide se defibrillare o meno, quanti Joule applicare e, dopo mio ordine, l'istante esatto in cui la scarica è necessaria. E' questo che intendo con deresponsabilizzazione del soccorritore. Inoltre il DAE rientra anche nel concetto di neutralità infatti se uso il defibrillatore su di un paziente che ne ha bisogno posso salvargli la vita, se uso il defibrillatore su di un paziente che non ne ha bisogno, semplicemente il defibrillatore non defibrilla e quindi, al massimo, ho sprecato due placche.
Ovviamente, ogni manovrà eseguita dal soccorritore, se non applicata correttamente, può comunque portare danni al paziente ed è quindi fondamentale il terzo concetto ossia quello della formazione.
Spesso si dice che noi soccorritori possiamo fare tutto quelle procedure "non invasive" ma ciò non è vero. A mio avviso, non è questo quello che differenzia le procedure che possiamo fare da quelle che non possiamo fare. Non venite a dire che un massaggio cardiato esterno non è una manovra invasiva quando anche se ben fatta è spesso causa di fratture alle coste più o meno gravi con pericolo anche di perforazione del polmone. E' solo che l'alternativa non è accettabile e qualche costola rotta è un male minore rispetto ad un arresto cardiaco. Analogo discorso per l'inserimento di una cannula di Guedel, la puntura per il controllo della glicemia o l'estrazione di un paziente traumatizzato tramite il KED, tutte manovre invasive e che, se non correttamente applicate, portano al paziente più danni che benefici.
Ora, c'è un altro farmaco che, al pari dell'ossigeno non ha nessuna controindicazione, ed è la soluzione fisiologica. Una flebo di soluzione fisiologica non ha nessuna controindicazione ma, in caso di forti emoragie o nel caso di shock ipovolumetrico, permette di ristabilire la giusta quantità di fluidi nel corpo salvando la vita.
Cosa manca al fatto che come soccorritore io possa infondere una soluzione fisiologica al paziente? Manca la deresponsabilizzazione della procedura. Purtroppo infatti l'accesso ad una linea venosa è una manovra complicata e non automatica ed è quindi appannaggio di medici ed infermieri.
Ma da qualche tempo anche questo vincolo è caduto grazie al B.I.G., il Bone Injector Gun. Una sorta di pistola a pressione contenente una ago che, posizionata in determinati punti del corpo, permette l'accesso ad una linea intraossea adatta all'infusione di soluzione fisiologica e, all'arrivo del soccorso avanzato, dei farmaci.
Guardate il video di presentazione del prodotto e ditemi se non è una procedura banale l'accesso, anche in emergenza, ad una via di infusione di liquidi.
A mio parere non ci vorrà poi molto prima che questa manovra, come tante altre, venga delegata sempre più a soccorritori laici opportunamente formati che sono, di solito, i primi ad arrivare la dove serve.





Notevole Emy...
Cmq staremo a vedere, l'Italia per queste cose è sempre un pò \retrò\..
Sai che mi fa un pò impressione il filmato? ma forse per l'idea di \sparare\ un ago così... manco fosse una rivettatrice 😀
ciao!
l.
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Emiliano Bruni Reply:
Gennaio 15th, 2010 at 8:48 AM
Effettivamente fa un po' impressione l'idea di sparare un ago cosi nell'osso ma sembra che sia praticamente indolore. Pure nel filmato, il tizio a cui viene "sparato" l'ago è sveglio e sembra che non faccia neanche uno scatto quando gli viene messo l'ago
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C'è qualche lavoro scientifico che evidenzia l'infusione sul perone prossimale?
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