Gen 02

Come ritrovare il cellulare perso o rubato.

Questo articolo nasce da un'esperienza personale. Nella mattinata del 31 dicembre ho perduto il cellulare per strada e me ne sono accorto solo nel tardo pomeriggio. Ovviamente, nel punto dove era caduto non c'era più anche perchè, avendo nevicato, un cellulare lungo la strada, in mezzo alla neve, spicca come un locale a luci rosse nel deserto del Sahara.

Ma la storia è a un lieto fine perchè, grazie al sistema di localizzazione dei dispositivi android di Google, ho identificato con una precisione imbarazzante (5 metri), la casa in cui si trovava il mio cellulare disperso e l'ho potuto cosi recuperare.

Voglio quindi spiegarvi come si attiva questa funzionalità, chiamata da Google "Gestione Dispositivi Android", che permette, oltre di vedere dov'è il cellulare, anche di farlo squillare e, nell'evenienza, di bloccarlo.

La prima cosa da fare è ovviamente avere un account Google ma, se avete un cellulare Android, ce l'avete per forza.

La seconda cosa è attivare la gestione remota dei dispositivi. Sul vostro cellulare, andate nell'elenco delle app, cliccate sull'icone "Impostazioni Google", poi andate su "Sicurezza" e quindi attivate "Localizza questo dispositivo da remoto" e "Consenti blocco da remoto e resetta".

Attivazione Gestione Dispositivi Android

Su altre versioni di Android, cliccando su "Impostazioni Google" trovate la voge "Gestione dispositivi Android" che vi porta quindi alla terza schermata.

Una volta fatto questo potete andare sul sito web per la gestione del vostro dispositivo

android device manager

che vi mostrerà l'elenco dei cellulari associati al vostro account di Google, dove si trova il cellulare in questione con la possibilità appunto di farlo squillare, di bloccarlo o di cancellare tutti i dati dal vostro cellulare, come ultima possibilità.

Questa non è l'unica possibilità. Se avete un cellulare Samsung potete attivare anche il Find My Mobile di Samsung che ha caratteristiche simili a quelle di Google

find my mobile

Insomma, le possibilità per recuperare un cellulare smarrito o rubato ci sono a patto ovviamente poi di lasciare sempre il GPS del cellulare acceso e di avere una connessione a INTERNET con il poprio opertatore telefonico.

Spero che queste informazioni vi siano utili come lo sono state per me e benvenuti nel 2015.

Mag 16

RB750UP in un ambiente a rete elettrica discontinua

rb750upLa routerboard Mikrotik RB750UP è un router/switch a 5 porte con delle caratteristiche molto interessanti. Oltre ad avere all'interno il RouterOS, con tutte le sue mirabolanti caratteristiche, possiede anche una peculiarità aggiuntiva.

Oltre ad essere alimentabile via POE (occhio, passivo e quindi non 802.3af) ossia tramite alimentazione su cavo LAN, ha le porte dalle 2 alla 5 che sono delle porte POE-injector ossia possono alimentare a loro volta 4 apparati POE fino ad un massimo di assorbimento per porta di 1 A.

Questo, aggiunto alla possibilità di monitorare il carico di assorbimento di corrente e il voltaggio su ogni singola porta, oltre alla possibilità di creare degli script di automazione, ne fa lo strumento ideale per ambienti dove la corrente a 220V non è sempre disponibile come, ad esempio, sugli impianti di pubblica illuminazione.

Una RB750UP unita a un sistema tampone di batterie permette, alla necessità, di spegnere eventualmente apparati superflui al fine di aumentare la durata di uptime del sistema qualora la 220V non fosse disponibile per lungo tempo.

Lo scopo dello sviluppo che è stato fatto in casa Micso dal sottoscritto era quello di definire una tensione di soglia Vbatalert delle batterie e una Vbatoff e iniziare a spegnere gli apparati alimentati dalla RB750UP se la tensione fosse stata compresa tra questi due valori lasciando la sola RB750UP accesa per valori di tensione minori di Vbatoff.

Vediamo come è stato pensata e sviluppata questa soluzione analizzando in dettaglio i due script creati per l'occasione per carpirne le logiche di funzionamento.

Il primo script chiamato PoeControl, spegne e accende le porte ethernet dell'RB750Up a comando. Esso riceve

  • un parametro PoePort che indica il numero della porta dello switch su cui si vuole cambiare lo stato dell'alimentazione POE e, se questo valore è 0 (zero), agisce su tutte le porte,
  • un parametro PoeMode che può essere "auto-on" per accendere l'apparato collegato a questa porta o "off" per spegnerlo
  • un parametro PoeDelay per ritardare le operazioni sulle porte se PoePort è pari a 0.
:global PoePort
:global PoeMode
:global PoeDelay
:local ptr
:local from
:local to
:local step

Il parametro PoeDelay è utile, ad esempio, in fase di accensione delle porte in modo che gli apparati non vengono accesi tutti contemporaneamente ma con un ritardo di, ad esempio, 10 secondi l'uno dall'altro al fine di non avere picchi di corrente richiesti sulla batteria tampone.

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Apr 24

Come disabilitare l'autoplay dei video su Facebook

E' una cosa che mi stava annoiando un po' in questi giorni ossia che, da un po', su Facebook, tutti i video partivano automaticamene anche se senza audio. Una cosa veramente noiosa.

Finalmente ho trovato la pagina delle impostazioni dove disabilitare questa cosa.

Se anche voi vi siete già stufati di questa nuova "funzionalità" di Facebook, basta che andate qui e disattivate la riproduzione automatica dei video.

Disabilitare autoplay video su facebook

Nov 15

Disabilitare l'autoplay nei video della Rai

Nello scrivere il post di ieri, dove ho aggiunto un video incluso (embed) dal sito della RAI, mi sono accorto di uno spiacevole inconveniente. Il video partiva automaticamente una volta che la pagina veniva visualizzata.

Se questo poteva non sembrare un problema ora, lo sarebbe diventato quando quella notizia sarebbe diventata la terza, quarta, quinta notiza e quindi sarebbe sparita dalla parte alta dello schermo. A quel punto, chi avrebbe aperto il mio blog avrebbe iniziato a sentire delle voci senza sapere da dove queste provenissero. Un blog infestato dagli spettri. 😛

Ho cercato in giro ma non ho trovato documentazione su come disabilitare l'autoplay dei video RAI ma, per fortuna, un po' di tentativi hanno dato i loro frutti.

La soluzione, a posteriori, è molto semplice

Al codice dell'embed presente sulla pagina del video RAI che si vuole includere, esempio

<iframe
src="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d7f61942-a407-4ba7-aa7a-d72db0c3c540.html?iframe"
style="border:0px; padding: 0px; margin:0px; width: 100%; height: 100%;" allowfullscreen="true"
webkitallowfullscreen="true" mozallowfullscreen="true" scrolling="no"></iframe>

basta aggiungere &autoplay=false alla fine dell'url. Il codice di embed diventa cosi

<iframe
src="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d7f61942-a407-4ba7-aa7a-d72db0c3c540.html?iframe&autoplay=false"
style="border:0px; padding: 0px; margin:0px; width: 100%; height: 100%;" allowfullscreen="true"
webkitallowfullscreen="true" mozallowfullscreen="true" scrolling="no"></iframe>

Fatene buon uso

 
Feb 10

Come farsi inviare la posta studenti.unich.it sulla propria casella di posta elettronica

Molti di voi hanno una casella di posta elettronica. Alcuni di voi sono studenti universitari e, come tali, l'università vi ha fornito di una casella di posta elettronica.

Questo articolo spiega come far girare le e-mail della casella elettronica universitaria sulla propria casella di posta elettronica senza dover cambiare nulla nel vostro programma che usualmente usate per leggere le posta.

Questa guida funziona per le caselle studenti.unich.it ma dovrebbe funzionare con tutte le caselle gestite dal Cineca.

Come prima cosa dovete avere i dati di accesso alla vostra casella di posta elettronica universitaria. Con questi dati andate su questa pagina e fatevi riconoscere

Una volta entrati, cliccate nella linguetta in alto "Preferenze" e poi nel menu laterale "filtri"

A questo punto, nella finestra centrale cliccate su "Nuovo filtro"

Vi apparirà questa schermata.

Seguento l'ordine dei numeri sopra, aggiungete un nome al vostro filtro (1), selezionate nel campo (2) la scritta "Da", selezionate nel campo (3) il "corrisponde al criterio jolly" e inserite nel campo (4) un asterisco.

Sotto, cliccate sul pulsante (5), selezionate in (6) l'ultima voce "inoltra all'indirizzo" e, in (7) mettete il vostro indirizzo di posta principale.

Premete OK. Potete ora inviare una mail, dal vostro programma di posta alla vostra casella di posta elettronica universitaria e la mail dovrebbe arrivarvi automaticamente ANCHE sulla vostra casella di posta elettronica che avete inserito nel campo (7).

La mail rimarra anche nella vostra casella di posta elettronica universitaria. Se non volete che ciò accada, invece di cliccare sul pulsante (5), sostituite il "Tieni in arrivo" con "Inoltra all'indirizzo" e inserite qui il vostro indirizzo principale. La mail arriverà nella vostra casella di posta elettronica principale ma non in quella universitaria.

Attendo commenti, dubbi e perplessità.

Nov 21

Aggiungiamo una copertina al nostro libro

Nella puntata precedente abbiamo visto come rilegare un libro o un nostro blocco di appunti. Ora applichiamo al libro una copertina per rendere il tutto esteticamente più bello ma anche più resistente.

Nel video sotto vedremo i passi da compiere ma intanto procuratevi un foglio trasparente di acetato, due cartoncini colorati, un paio di morsetti, un po' di colla vinilica e un po' di colla a nastro.

Siete pronti, allora seguitemi in questo nuovo art attack.

Ora potete sbizzarrivi a rilegare tutti i fogli sparsi in giro per casa.

Nov 14

Come rilegare un libro in modo semplice, veloce ed economico

Quando si tratta di manualistica, di roba da studiare o comunque da consultare, è inutile, è più forte di me, non ce la faccio a leggere una versione digitale; ho bisogno di stamparla.

Ma quando si tratta di molte pagine nasce il problema di come rilegare questa mole, di solito considerevole, di fogli. I vari sistemi di rilegatura, termica, ad anello, è una soluzione veloce ma è costosa e spesso poco funzionale, si pensi, ad esempio, allo spessore introdotto dalla rilegatura ad anello.

Ecco perchè, fin dagli anni dell'università (la prima 😈 ) ho sempre cercato di inventarmi delle soluzioni che mi permettessero di avere dei fogli rilevati in modo veloce ma in maniera resistente in modo da non avere poi fogli che svolazzano e che i staccano dalla rilegatura.

Questo sotto è lo stato dell'arte della mia rilegatura fai da te. Un video dove spiego la mia attuale tecnica di rilegatura degli appunti. Spero che questo possa essere utile a chi, come me, ha necessità di rilegature resistenti e veloci.

E' possibile guardare il video in alta risoluzione cliccando sul 360p e impostandolo su 720p o 1080p. In questo caso mettetelo anche a tutto schermo, mi raccomando.

Nel video che segue impareremo invece ad applicare una copertina ai nostri appunti per rendere il tutto un prodotto che non ha nulla da invidiare alle rilegature professionali.

Feb 21

Usare un Nintendo DS per gli eBook in formato testo

Avete come me voglia di comprare un lettore di libri elettronici? Avete come me un Nintendo DS? Allora siete già a posto, potete infatti trasformare il vostro Nintendo DS/DSi/XL in un fantastico lettore di eBook. Vediamo come.

Unico prerequisito è che il vostro Nintendo sia Homebrewed.

In questa prima parte vedremo cosa utilizzare, come convertire e, in definitiva, come leggere un file PDF contenente testo. Per chiarire meglio, il PDF non dovrà contenere immagini ossia se il PDF contiene una scansione di un documento senza che ne sia stato fatto un OCR o se il PDF contiene immagini aspettate la seconda parte di questa guida.

Ovviamente un documento di testo si presta alla massima visualizzazione sul nostro Nintendo eBook reader in quanto il lettore potrà scalare e frammentare il testo in modo ottimale per la visualizzazione sugli schemi del nostro DS preferito.

Il risultato che vogliamo ottenere credo parli da solo.

Come prima cosa scarichiamo il programma per leggere gli eBook sul Nintendo DS. Il programma si chiama dslibris e si trova su sourceforge.net.

Scaricatelo, scompattatelo e copiate il tutto nella vostra microSD di fiducia affinchè venga trovato dall'R4. In particolare copiate nella root della vostra microSD il file dslibris.nds, la cartella font e la cartella book.

In quest'ultima cartella andranno copiati i nostri libri. Questa cartella contiene già un libro ossia il manuale del programma stesso.

Dslibris supporta file .xht e file .epub ossia il formato standard degli eBook. E quest'ultimo file che useremo nell'esempio che segue per convertire quindi un .pdf in un .epub. Sarebbe possibile anche utilizzare il formato .xht che però è più difficile da ottenere da un .pdf ed inoltre la formattazione ottenibile da un buon .pdf è migliore quando convertita in .epub.

Vediamo come convertire un pdf in epub. Nello specifico scarichiamo la copia libera della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Per convertirla scarichiamo e installiamo l'ottimo Calibre, un programma completo per la gestione dei nostri libri elettronici che, oltre che gestire, permette di convertire i nostri libri da un formato in un altro.

Seguiamo il video sotto per capire come convertire il PDF nel formato EPUB.

A questo punto non resta che copiare il file .epub ottenuto nella cartella book della microSD della nostra Nintendo DS e il gioco è fatto, possiamo leggerci in santa pace la nostra copia della Divina Commedia sulla nostra console preferita.

Dic 30

Perchè la mia ADSL non funziona

Oggi, cerchiamo di capire come fare quando la nostra ADSL non va. Spesso infatti mi capita di essere chiamato sul lavoro o da amici che si lamentano che INTERNET non funziona. Detta cosi il problema è di difficile interpretazione infatti ci possono essere mille motivi per cui una linea ADSL che fino a un minuto fà funzionava ora smette di funzionare.

Eppure esiste una checklist molto semplice per verificare ed isolare in che punto non funziona INTERNET e se è il caso di fare una segnalazione all'operatore o se la problematica non ha nulla a che vedere con i vari Alice, Tiscali, Infostrada che dir si voglia.

Ricordiamo infatti che spesso questi operatori, Telecom in primis, se vengono a casa e rilevano che la chiamata è stata fatta per una problematica non direttamente imputabile a loro, vi fanno pagare la chiamata.

Vediamo quindi di capire, in questo articolo, i passi da compiere per verificare il punto di interruzione della nostra linea INTERNET.

Ricordate solo una cosa, se un test fallisce NON andate avanti. Prima di poter andare avanti il passo precedente deve aver avuto esito positivo.

Partiamo innanzitutto dal presupposto di avere una macchina windows anche se i comandi che useremo si trovano, con lo stesso nome, anche sui terminali di linux e mac.

La prima cosa da fare è aprire l'ambiente che useremo per i nostri test ossia il "prompt dei comandi".

Test 1 - Ping interfaccia di loopback

Come prima cosa usiamo il comando ping. Il comando ping non fa altro che mandare un piccolo pacchetto ad un indirizzo IP remoto. Se il PC remoto ha attivato il servizio ping, e quasi tutti ce l'hanno, a meno che non sia filtrato da qualche firewall, il PC remoto risponderà al nostro ping con un pacchetto di risposta.

Il comando ping ci dirà quindi sia se qualcuno, dall'altra parte, ci ha risposto, sia quanto tempo c'è voluto tra domanda e risposta.

Il primo test utilizza appunto il comando ping ma su un indirizzo IP particolare che di remoto ha ben poco. L'indirizzo in questione è il 127.0.0.1 detto anche indirizzo di loopback. Infatti tutti i sistemi che hanno funzionante il TCP/IP, ossia il protocollo con cui funziona INTERNET, hanno un interfaccia di rete "virtuale" chiamata loopback che risponde localmente a questo indirizzo particolare.

Questo primo test verifica quindi che lo stack TCP/IP della nostra macchina sia installato e correttamente funzionante e deve ovviamente funzionare indipendentemente dal fatto che il nostro PC sia collegato o meno a qualche tipo di rete. L'indirizzo di loopback deve rispondere sempre e comunque a meno che non ci sia qualche problema alle librerie del sistema operativo che gestistono il TCP/IP.

Lanciando quindi il comando

ping 127.0.0.1

si deve ottenere qualcosa del genere:

ping 127.0.0.1

Pinging 127.0.0.1 with 32 bytes of data:
Reply from 127.0.0.1: bytes=32 time<1ms TTL=128
Reply from 127.0.0.1: bytes=32 time<1ms TTL=128
Reply from 127.0.0.1: bytes=32 time<1ms TTL=128
Reply from 127.0.0.1: bytes=32 time<1ms TTL=128

Ping statistics for 127.0.0.1: Packets: Sent = 4, Received = 4, Lost = 0 (0% loss),
Approximate round trip times in milli-seconds: Minimum = 0ms, Maximum = 0ms, Average = 0ms

Questo è il risultato corretto da ottenere che, a parte i valori in millisecondi di risposta, indica comunque che l'interfaccia di loopback è funzionante e risponde.

Una risposta diversa, in particolare un messaggio di errore hardware o comunque una mancata risposta al ping sta ad indicare che: o lo stack TCP/IP non è configurato o non è abilitato o che, qualcosa, un virus o un settore del disco difettoso, ha corrotto le librerie che stanno alla base del funzionamento di questo protocollo sul vostro PC.

Test 2 - La rete è connessa?

La seconda verifica è controllare se siamo collegati ad una rete e se abbiamo un indirizzo IP "giusto".

Per fare questo utilizziamo un altro comando del "prompt" chiamato ipconfig. Questo comando ci da informazioni su tutte le schede di rete su cui è abilitato il TCP/IP.

In particolare dovremo vedere se la scheda di rete "principale" o quella wireless è collegata e ha un indirizzo IP "giusto".

Per questo vi serve un po' di abilità nel riconoscere la scheda di rete giusta. Vediamo un esempio del comando ipconfig sul mio portatile. Il risultato del comando è

Configurazione IP di Windows
Scheda Ethernet VMware Network Adapter VMnet8:

 Suffisso DNS specifico per connessione:
 Indirizzo IP. . . . . . . . . . . . . : 192.168.49.1
 Subnet mask . . . . . . . . . . . . . : 255.255.255.0
 Gateway predefinito . . . . . . . . . :

Scheda Ethernet VMware Network Adapter VMnet1:

 Suffisso DNS specifico per connessione:
 Indirizzo IP. . . . . . . . . . . . . : 192.168.153.1
 Subnet mask . . . . . . . . . . . . . : 255.255.255.0
 Gateway predefinito . . . . . . . . . :

Scheda Ethernet Connessione rete senza fili:

 Stato supporto . . . . . . . . . . . : Supporto disconnesso

Scheda Ethernet Connessione alla rete locale (LAN):

 Suffisso DNS specifico per connessione:
 Indirizzo IP. . . . . . . . . . . . . : 192.168.0.75
 Subnet mask . . . . . . . . . . . . . : 255.255.255.0
 Gateway predefinito . . . . . . . . . : 192.168.0.10

Scheda Ethernet Connessione alla rete locale (LAN) 3:

 Stato supporto . . . . . . . . . . . : Supporto disconnesso

Vediamo di leggere e capire questo risultato. Il mio portatile sembra avere 5 schede di rete di cui una, senza fili (riga 16) che però non risulta collegata, due LAN (riga 20 e 27) di cui una non collegata e due "strane" (riga 2 e 9). Tralasciando quest'ultime due, che per inciso, sono due schede virtuali del software VMWare, e tralasciando l'ultima disconnessa che è, in realtà, essa stessa una scheda virtuale di un software di VPN, rimane quella in riga 20 che risulta connessa. Dato che ho lanciato questo comando con il portatile collegato con il cavo alla rete va da se che la scheda di rete relativa è proprio questa.

La scheda giusta, in una situazione "regolare" si riconosce anche perchè è l'unica ad avere il gateway predefinito ossia l'indirizzo IP del nostro router.

Focalizzandoci su questa sola scheda di rete, se il cavo di rete non risulta collegato correttamente, se il cavo è rotto, se la scheda di rete è rotta, se dall'altra parte del filo, l'apparato è spento, il risultato sarà ovviamente

Scheda Ethernet Connessione alla rete locale (LAN):

 Stato supporto . . . . . . . . . . . : Supporto disconnesso

Se la vostra scheda di rete si presenta cosi, dovete quindi andare a cercare un problema fisico sulla rete dovuto alla vostra o alla scheda di rete dall'altro capo del filo o un problema sul filo. Nel caso in cui invece il vostro collegamento fosse wireless allora dovete verificare che l'access point o il vostro router wireless sia acceso e funzionante e che i parametri di accesso alla rete wireless (cifratura, chiave) siano corretti.

Un caso particolare non corretto è questo qui sotto

Scheda Ethernet Connessione alla rete locale (LAN):

 Suffisso DNS specifico per connessione:
 Indirizzo IP configurazione automatica: 169.254.175.118
 Subnet mask . . . . . . . . . . . . . : 255.255.0.0
 Gateway predefinito . . . . . . . . . :

che evidenzia un problema particolare della vostra rete. Se la vostra rete vi assegna un indirizzo IP della serie 169.x.x.x allora la scheda di rete che è ovviamente collegata alla vostra rete, si aspettava che la vostra rete gli assegnasse un indirizzo IP ma questa cosa non è avvunuta e quindi lei si è messa un indirizzo IP "di emergenza" ma che, per quello che vi riguarda non serve sostanzialmente a nulla.

In sostanza, sulla vostra rete non vi è in questo momento un server DHCP che possa fornire gli IP al vostro computer. I casi sono due. O per utilizzare la rete è necessario fornire una configurazione manuale di indirizzo IP, netmask e gateway o, appunto, il server DHCP, che di solito si trova nel vostro router è spento, non raggiungibile o non configurato.

Come prima cosa proverei a verificare se il router è acceso, funzionante e collegato alla rete.

Test 3 - Ping del gateway

La terza prova da fare è quella di fare il ping al vostro router ossia all'indirizzo IP del gateway ottenuto dal comando ipconfig dato nel test precedente, ossia, nel mio caso, 192.168.0.10

Lanciando quindi il comando

ping 192.168.0.10

si deve ottenere qualcosa del genere:

ping 192.168.0.10

Pinging 192.168.0.10 with 32 bytes of data:
Reply from 192.168.0.10: bytes=32 time 1ms TTL=128
Reply from 192.168.0.10: bytes=32 time 2ms TTL=128
Reply from 192.168.0.10: bytes=32 time 1ms TTL=128
Reply from 192.168.0.10: bytes=32 time 2ms TTL=128

Ping statistics for 127.0.0.1: Packets: Sent = 4, Received = 4, Lost = 0 (0% loss),
Approximate round trip times in milli-seconds: Minimum = 1ms, Maximum = 2ms, Average = 1ms

Questo significa che, non solo la vostra rete locale è funzionante ma che il vostro router è acceso, funzionante e raggiungibile.

Se invece questo test fallisce allora c'è qualche problema nel raggiungere il vostro router che può essere spento, impallato, con il cavo di rete staccato e comunque irraggiungibile. Focalizzatevi quindi nel capire come mai il vostro router non si raggiunge.

Un ulteriore tentativo, se si ha un altro PC collegato alla rete e provare a capire se si raggiunge l'altro PC pingandolo. Se non si raggiunge il problema è generalizzato sulla vostra rete o forse il problema è solo sul vostro PC. Se lo si raggiunge, il problema è esclusivamente sul vostro router.

Test 4 - Ping IP esterno (8.8.8.8 o 151.1.1.1)

Se il vostro router è raggiungibile, è giunto il momento di testare la vostra connessione INTERNET. Per fare questo, il modo più veloce è quello di pingare alcuni host esterni. Io, a livello mnemonico provo a pingare o l'8.8.8.8 ossia il DNS principale di Google o 151.1.1.1, il DNS principale di IT.NET

Come sopra, ambedue questi ping devono riuscire. Se non riescono allora il problema è che la vostra connettività. Contattate il vostro ISP.

Text 5 - Ping FQDN (www.iol.it)

A questo punto, anche se c'è qualcosa che non va, comunque siamo collegati su INTERNET visto che i ping, ad indirizzi numerici, funzionano.

L'ultimo step è cercare di pingare un FQDN, tipo www.iol.it

Se questo host fallisce allora il problema è sul vostro DNS. Provate a mettere sul PC quello di Google (8.8.8.8) o controllato comunque le impostazioni di DNS.

Se invece anche questo test ha successo allora il problema può risiedere in una impostazione di proxy o un problema di virus.