Lug
06

Tu scarichi un film e io guadagno

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Grazie a te, uomo o donna di Internet, perché ogni volta che scarichi un film, un libro, un gioco da Internet paghi anche una parte del mio stipendio.

No, non sono impazzito o, per lo meno, non io. La tesi capeggia oggi sulle pagine dei maggiori quotidiani italiani e se ne fa portavoce la SIAE, secondo la quale grazie ai tuoi download i provider ossia anche la Micso, guadagnano migliaia di milioni di tantissimisimissime dosi di euri.

Questa, insieme ad altre farneticanti tesi le ho trovare stamattina su una pubblicità a piena pagina sull' edizione cartacea di Repubblica

Vogliamo seguire il loro ragionamento? Iniziamo da due tesi.

Siamo liberi di non pagare un canone di accesso alla rete o possiamo tranquillamente entrare in un negozio, prendere il cellulare e uscire senza pagare? No, ma, aggiungo io, ovviamente.

Ma cosa ha a che fare questo con la libertà. No, perchè altrimenti io, personalmente, vorrei essere libero di andare al distributore, fare il pieno di benzina e andare via. O entrare in videoteca o in libreria, che a loro dire fanno cultura e sapere, prendere il mio film e libro preferito e dirigermi verso l'uscita porgendo, alla cassiera di turno, solo il mio smagliante sorriso.

Ma andiamo avanti. Sappiamo (trad: la loro pazzia li induce a credere che) che operatori di telecomunicazioni, provider, i produttori di cellulari guadagnano un fottio di soldi. Indovinate come si reggono in piedi queste aziende. Anni di ricerca che ci permettono oggi di girare con piccolo ufficio dentro al taschino della camicia? Grazie a migliaia di persone che gestiscono e fanno funzionare la rete? Grazie a professionalità di eccellenza che sviluppano, elaborano e gestiscono siti e contenuti multimediali.

No!!! Secondo loro il fatturato del terziario è dovuto principalmente a imprenditori disonesti che rubano contenuti protetti da copyright riversandoli sulla rete. A parte la deduzione (il)logica. Ma per la premessa non dovevo essere libero di non pagare? Allora dov'è il furto??

E allora....ecco la fantastica tesi. Rullo di tamburi. Senza i contenuti illegali, la rete sarebbe UN DESERTO e, mi permetto di aggiungere io a conclusione, assomiglierebbe molto al cervello di chi ha scritto questo comunicato pubblicitario.

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