Eredità genetica

Ambientazione: stanza dei giochi dei miei figli
Tempo: Una qualsiasi mattina di agosto
Protagonisti: Io, mia figlia Benedetta di sei anni e mio figlio Filippo di tre anni (o Fillipppo, come lo chiama mia figlia)
Ciak…Azione.
Filippo che tenta di verificare la resistenza alle sollecitazioni del telescopio del papà rispetto alla forza centrifuga, telescopio che il papà ha montato dopo le sollecitazioni di Benedetta che vuole vedere i pianeti.
Il papà che, ormai esasperato, ha rinunciato a urlare, per l’ennesima volta: "Filippo, non si tocca".
Benedetta che, vedendo ormai il suo giocattolo in balia del "distruttore mascherato", non ce la fà più e sbotta:
Il papà che rotola a terra dal ridere.
Lo sò che quest’espressione dovrebbe essere esata solo all’interno del sancta sanctorum della sala macchine, ma è difficile, una volta che l’espressione sia entrata nel gergo comune, non usarla in altri ambiti tipo quello familiare, soprattutto per richiamare all’ordine ii figli, che si sà, certe volte, sono 100 volte peggio del più acerrimo CL.





















