Ero spaparanzato tranquillo sul divano, televisione spenta, dopo una serata di bagordi causati dal primo test del barbecue che avevo appena comprato. Quindi potete immaginare lo stato di beatitudine che pervadeva il mio corpo.
Mia moglie in cucina con la televisione accesa quando ecco che sento per ben due volte la parola “WiFi”.
Urca, andiamo a vedere come mai si parla in TV di sta’ roba.
Devo dire che ho sempre amato il programma Report di RAI3, che quando mi ci trovo, è praticamente l’unico programma che seguo, reputandolo serio…fino a stasera.
La faccio breve….”mai sentite tante inesattezze in una volta sola”. “Il WiFi fa male, fa venire il cancro, è causa di mutazioni del DNA, è il motivo per cui il PdL ha vinto le elezioni”. Beh, l’ultima l’ho aggiunta io…ma per il resto…
Ma soprattutto, quello che mi ha alterato, è il modo di affrontare il problema che sembra lasciare adito al contraddittorio, dove da una parte c’è il solito tizio che afferma “io non permetterei mai a mia figlia di frequentare una scuola che avesse una rete WiFi accessa”, e a me viene da pensare…e tutti i telefonini degli studenti, degli insegnati, dei bidelli dove li mettiamo??? Vabbe’, dicevo, da una parte c’è sto tizio, ma dall’altra parte c’è la parte di questo scienziato che dice: “Non è dimostrato da nessuno studio che ci siano delle patologie dovute a campi elettromagnetici”. Bene mi dico, una voce seria. Ma subito il programma fa’ passare questo secondo scienziato come un colluso con il mondo dell’industria rimarcando più volte che il tizio prima ha fatto svariate consulenze per i grandi dell’industria.
“Ma il punto controverso è proprio questo. Il Dottor Repacholi lavorava
per la stessa industria che ha creato questa forma di radiazioni. Prima
di lavorare per la OMS, è stato esperto consulente dell’industria della
telefonia, che ha piazzato i ripetitori nelle posizioni più controverse.“
Ma stiamo parlando di WiFi o di telefonia cellulare? No, perchè se parliamo di telefonia cellulare potrei anche essere d’accordo, ma il titolo del servizion è “WI-FI: UN SEGNALE DALL’ALLARME”
Ho ovviamente spento e me ne sono andato al computer a lavorare. Ma ora, leggendo il testo integrale dell’inchiesta non ho retto più. Cito e commento alcuni passaggi:
“Ma un telefono cellulare è una questione di scelta personale. Si può
decidere se usarlo o meno, e se non vuoi essere colpito dalle
radiazioni semplicemente non accendi il tuo telefonino. Hai tu il
controllo della situazione”
A parte che hanno vietato il fumo nei locali a causa del fumo passivo…come mi devo comportare se il tizio affianco a me sta telefonando…lo denuncio per “irraggiamento passivo”. Omettiamo poi la differenza in termini di potenza tra un’antenna cellulare e quella Wifi? Basta pensare che la “mia” antenna cellulare si trova a 10 Km di distanza eppure il mio cellulare prende alla grande anche nella mia cantina mentre l’access point al piano di sotto non lo riesco a beccare neanche se urlo…ma forte….NON CONTA NULLA QUESTO QUANDO DIAMO CONTRO ALLA FORMICA WIFI OMETTENDO IL COLOSSO DI RODI CELLULARE O LA MONTAGNA RADIO PRIVATE?
“Siamo circa a 100 metri dall’antenna [cellulare] qui…Ok, e vediamo poi di confrontarlo con l’intensità del segnale wi-fi all’interno della scuola….è quasi il triplo di quello che abbiamo rilevato per quell’antenna di telefonia mobile.”
Cioè, premesso che stiamo parlando di scuole inglesi….mi chiedo…ma che razza di WiFi usano in Inghilterra? S.U.Wifi? (Super Ultra Wifi)? No perchè qui da noi un antenna WiFi spara a 100mW max. Sinceramente non so’ quanto può sparare un’antenna WiFi, ma dato che report è andata a fare il confronto in Inghilterra io allora mi permetto di citare Swisscom con la seguente affermazione
“In Svizzera, le reti di telefonia mobile GSM e UMTS sono attualmente
organizzate a celle molto piccole, e pertanto non hanno bisogno di
trasmettitori potenti. Di fatto, è raro che una stazione di base
presenti una potenza di trasmissione superiore a 120 watt.“
120 W un’antenna cellulare in svizzera, 100mW un WiFi in Italia, com’è che in Inghilterra un access point spara tre volte un’antenna cellulare? Ah…la “m” prima della “W” stà per milli, non per MEGA
“Se si osservano i dati è possibile avere una visione molto chiara. è
come un puzzle e ogni pezzo si adatta perfettamente: dalle interruzioni
nella catena del DNA, ai danni al DNA, fino agli studi sugli animali e
alle prove epidemiologiche che mostrano per esempio un aumento dei
sintomi e un aumento dell’incidenza del cancro.“
Che ci facesse vedere questi dati…perchè secondo me, nello studio citato, la radiazione elettromagnetica era forse un tantino più “dura”….diciamo RAGGI GAMMA???
Non la faccio lunga più di tanto….vogliamo parlare del problema delle radiazione e.m.? Ok, andiamo allora a parlare dei migliaia di kW sparati da talune radio private che trasmettono sul territorio italiano, in barba alle normative vigenti, solo perchè le loro antenne sono poste in territorio extranazionale….parliamo degli elettrodotti da migliaia di kV che passano rasenti a scuole a asili….parliamo dell’aria che respiriamo piena di micropolveri sottili, di tante schifezze che causano il cancro con una sola boccata…..parliamo delle sigarette….oggetti che si sà favorire il cancro eppure liberamente in commercio….parliamo di tutta la merda che mangiamo normalmente senza parlare poi di quando qualche “svelto” decide di rimettere in commercio surgelati scaduti cambiando l’etichetta di scadenza…. ma non rompeteci con pochi milliWatt che certe volte non funzionano neanche da una stanza ad un altra.
Un ultima nota riguardo la coerenza della trasmissione che invece, sei mesi fa, nella sezione “La buona notizia” si “vendeva” come fosse il WiFi la cura contro il digital divide. Per chi si fosse perso questa “buone notizia”, il servizio è ancora disponibile online.
Update del 13 Maggio 2008
Di questa “disinformazione” fatta da Report ne parla, in termini più
calmi e pacati del sottoscritto anche Paolo Attivissimo su
http://attivissimo.blogspot.com/2008/05/wifi-paura-mi-fai.html

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Ciao, forse non hai visto l’inizio (come si capisce dalla tua introduzione
). Il servizio non l’ha fatto Report, ma come ha detto la Gabanelli è il servizio della BBC di un anno fa sul WiFi che ha suscitato molte polemiche; quindi c’è la premessa che è un servizio indipendente da Report dato solo per diritto d’informazione.
Essendo della BBC parla delle scuole inglesi, e nello stesso servizio si dice chiaramente che tra i vari paesi dove il limite massimo delle radiazioni del WiFi imposto dalla legge è molto più basso di quello accettato nel Regno Unito c’è l’Italia.
Comunque sul servizio sono d’accordo con te, ci sono molte inesattezze, vi è una tesi e il tutto per confermarla. Ma considera anche che la potenza del wifi nelle scuole, e quindi nelle aule, in Uk è decisamente più alto che in Italia. Ciauz
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Hai ragione. Non lo sapevo essendomi perso l’inizio. Pero’ anche se “dato solo per diritto d’informazione”, se l’informazione è sbagliata sarebbe meglio non darla per niente.
Inoltre se anche è vero che il WiFi in UK è “piu’ forte”, mi sembra che sia comunque al massimo 1Watt e quindi come il nostro WiFi5 in Italia. E, relativamente alla visione globale del “problema”, 100mW o 1W non è che cambi poi molto.
Inoltre, vorrei approfittare per rimarcare una cosa. Premesso che le potenze descrescono con il quadrato delle distanze, non è che ha molto senso misurare l’emissione di un antenna cellulare a 100m e quella da un’antenna WiFi a 10cm, soprattutto tenendo conto che di solito un access point io me lo trovo sempre a oltre un metro di distanza mentre il cellulare di solito ce l’ho appoggiato a 2cm da un organo molto importante del mio corpo….e non sto parlando di quando ho il cellulare in tasca
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Ciao,
anche io ho notato parecchie inesattezze sul servizio, e quello che mi ha atterrito (e non uso a caso il termine), è che se io ho notato le inesattezze perché si parlava di cose che bene o male conosco, sugli altri servizi non è che magari mi raccontano cose false?
Mi è sempre piaciuto Report: quello di cui parla, il taglio giornalistico e il tipo di inchiesta che sembra bene o male svincolata da pressioni politiche. Ma ora un velo d’ombra sembra calata su questa trasmissione :’(
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Infatti. Il mio stesso stato d’animo.
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La potenza irradiata da un’antenna, nel caso puramente teorico di un’antenna che emette in maniera uguale in ogni direzione (potremmo chiamarla distribuzione “sferica” concedetemi il termine) varia in funzione del cubo della ristanza dalla stessa. Se rilevi la potenza irradiata da tale tipo di antenna ad una certa distanza x e poi la misuri a 2x, la potenza non è dimezzata ma è 1/8.
In realtà vengono utilizzate antenne direttive, per cui la riduzione della potenza in funzione della distanza dovrebbe essere compresa tra un rapporto quadratico e cubico.
Questo per dire che se ti metti a 100m da un’antenna di una stazione base dei cellulari o a 10cm da un access point, sicuramente hai una potenza irradiata enormemente più alta dall’access point, ma non frazie alla potenza nominale, ma grazie alla piccola distanza!
poi, se faccia male o no, quello si che è un mistero!
Faccio poi notare che non siè parlato di altre tecnologie ancora più diffuse sel wi-fi e che utilizzano la radiofrequenza: i telefoni DECT (chi non ne ha uno in casa?), i sensori a microonde o a doppia tecnologia degli antifurti, e perchè no, il tuo nuovo processore quadri core a 3GHz dove lo mettiamo?
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Anch’io vedendo la trasmissione ho fatto le tue stesse osservazioni. Soprattutto quelle sulle potenze irradiate.
Comunque detta papale papale ho avuto l’impressione che l’obiettivo fosse proprio quello di smontare il wi-fi più che fare delle analisi obiettive.
Oltre al post, forse, dovresti provare anche a scrivere alla redazione di report.
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Io ormai nutro forti dubbi su questi programmi giornal/sensazionalistici.
Devono fare scoop e più che un indagine sembra che partano da una tesi e che cerchino solo le prove per dimostrare la tesi precostituita di turno.
In questo caso c’e’ una certa fetta di persone che un po’ ne masticano e si rendono conto delle forzature ma quando l’argomento non è così conosciuto?
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concordo con Giovanni, all’inizio dici :
“Devo dire che ho sempre amato il programma Report di RAI3, che quando mi ci trovo, è praticamente l’unico programma che seguo, reputandolo serio…fino a stasera.”
in effetti l’impostazione di questi programmi è proprio tesa ad avvalorare delle tesi precostituite,
relegando due note di dubbio nei titoli di coda, tanto per salvarsi dall’accusa di non essere
imparziali.
in effetti, quando sostengono tesi che condividiamo .. si fanno amare; certo è che è buona regola
prendere con le pinze tutto quello che viene detto e possibilmente sentire sempre anche l’altra campana ..
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…secondo me fin quando un’autorità garante della salute non ci da per certo che il wifi e i cellulari non fanno male, è pur presumibile il contrario e quindi fino a prova contraria fa male, almeno per come la vedo io… Comunque il fatto che in germania abbiano tolto tutte le antenne wifi che avevano piazzato in diverse città dovrebbe far pensare al di la del comodo gingillo tecnologico, non vi pare? Anche a me fa comodo avere il wireless a casa per motivi di cavi volanti in cui prima o poi inciampa qualcuno, però se fra vent’anni mi ritrovo con un carcinoma a chi devo ringraziare, al fatto che nessuno sapeva e quindi nessuno ha avvertito del possibile??? Mi sembra un po’ la storia che si ripete: qualcuno ricorda l’amianto??? Adesso tutti lo aborrano, fino a pochi anni fa non si pensava neppure che producesse cancro ma anche chi sapeva era messo a zittire fino all’evidenza…
Non so che pensare: io inizio ad evitare di avere l’adorata antennina accesa giorno e notte, poi voi fate un po’ come vi pare…
Ciao a tutti…
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Indipendentemente dal fatto che anche altri tipi radiazioni dovute all’uso (lecito o illecito) dell’etere possano provacare danni alla salute umana, ti ricordo che qui si sta solo parlando di Wi-Fi, ossia quella tecnologia che trovi ben documentata negli standard IEEE 802.11 (e nelle sue varie versioni), paragonandola alle reti (penso) GSM (non credo facciano riferimento a quelle di ultima generazione).
La domanda posta dal servizio della BBC (tradotto e riproposto da Report) è:
- è lecito far sviluppare sul mercato questa nuova tecnologia?
come corollario vengono riportate interviste rilasciate da vari esperti in materia, riportando anche le varie tesi di favorevoli e contrari con le loro motivazioni.
E’ giusto dire che l’indagine è stata fatta nel regno unito quindi sottolineare che non è corretto riproporla con la carta carbone qui da noi, ma in ogni caso, secondo me si sta correndo troppo; se è vero che esistono soggetti elettrosensibili (dato in quantità non trascurabile) bisogna tutelarli e non bisogna cercare di favorire i soliti 4industriali che per arricchirsi spingono per aumentare la diffussione di questa tecnologia.
La tecnologià esiste ed è utile al mercato (su questo sono d’accordo), ma a sto punto per migliorare l’efficienza e quindi l’efficacia del prodotto andrebbe resa sicrua, va a finire che si trova anche un modo per ottimizzarla (dati i problemi che essa ha nei collegamenti).
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A mio modesto modo di vedere, se il servizio non è stato fatto da Report ma solo riportato, allora bisogna gettare le basi per un contraddittorio SERIO, con tecnici e esperti del settore, non coi soliti chiacchieroni giacca e cravatta di turno.
Lo ripeto da tempo, chi ha l’ONORE di fare informazione (che sia lo staff di Report o che sia Emiliano che scrive in pubblico quì) ha anche l’ONERE di farla come si deve, senza ilazioni prive di fondamento e senza eclatanti sparate ardite solo per l’audience e il pubblico consenso. Quanto meno, lasciare l’ombra del dubbio e demandare l’utente/telespettatore di approfondire l’argomento dove e come opportuno.
Saluti, grazie Emiliano
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Anche a me il servizio non è piaciuto, ho sentito molto acclamare la BBC, ma paragonata alla serietà dei servizi di report il paragone non regge. Per una volta nella vita, c’e’ un pezzo d’Italia di cui posso sentirmi di andare fiero. Il dubbio del servizio però mi resta: il wi-fi è nocivo per la mia salute? Se si, allora lo tolgo. Se non si sa, perchè non ci sono studi sufficienti a dimostrarlo, lo voglio tolto a maggior ragione! Certe risposte dalle istituzioni, mi fanno rabbrividire: Le tecnologie senza fili, a breve e lungo termine, non dovrebbero avere effetti negativi sulla salute. Ma, un intervento per tenere sotto controllo la situazione è in ogni caso necessario. e questo non è di report, è quanto detto dal ministero della salute mercoledi 12 dicembre 2007, un periodo sufficientemente breve vista la situazione politica attuale. la fonte è questa è un sito redatto da HTML.it, di cui mi fido, sono seri. Capisci Emiliano, per le istituzioni del mio stato, io dovrei essere in salute. Lo ripeto, dovrei. Ma non eravamo uno stato di diritto?
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Ciao ragazzi… ovviamente solo il tempo può darci ragione, prima si fumava nei film con vanto, Humphrey Bogart docet, e si mettevano giù tetti in eternit che era un piacere…
Io penso, e temo, che fra qualche annetto con l’aumento delle percentuali di tumori ci sarà un po’ da… ridere. :-S
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A me sembra che il servizio volesse più che altro far capire che esistono dei dubbi su questa tecnologia, infatti sono state presentate le due campane.
Il servizio, se ben visto, e per intero non proponeva una testi e cercava di dimostrarla, ma partiva dal fatto che in GB si sta avendo un diffusione del wi-fi enorme ed incontrollata a attraverso enti governativi quando nello stesso momento il responsabile dell’ istituto superiore di sanità inglese (non si chiama proprio così ma ne è il nostro equivalente) afferma che in base a nuovi si potrebbero avere effetti negativi sulla salute, quindi sarebbe indicato utilizzare il principio di precauzione. Il servizio è su questo punto che è polemico, una polemica interna alle istituzioni GB.
Che poi l’unico dato certo sia la presenza di soggetti sensibili all’elettromagnetismo tanto da riconoscerlo come patologia invalidante in svezia (mi pare) credo faccia comunque pensare.
Il fatto poi che il servizio sia tecnicamente impreciso non ne invalida il messaggio principale, ovvero che in presenza di tecnologie dal dubbio impatto sulla salute debba prevalere il principio di precauzione.
Ovviamente se si crede che gli studi effettuati sul wifi siano cialtronerie è sempre possibile cercare le pubblicazione e valutarne le metodologie..
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esperienza diretta:
circa un anno fa, ho installato un router wifi a casa. nei giorni successivi mio figlio di 10 anni, era irrequieto, dormiva poco e male, era scorbutico. questo stato di cose e’ durato circa tre settimane, sino a quando ho deciso di dismettere il router wifi. nel giro di due giorni sono scomparsi i sintomi a mio figlio. una semplice coincidenza!? la prova del nove? non oso fare verifiche.
cosa devo dedurre?
sono d’accordo con Flavio
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